Il coraggio di andare controcorrente

Gentile Direttore,

siamo alcuni genitori ed insegnanti che desiderano esprimere il proprio parere in riferimento al contenuto degli articoli comparsi su Paese Mio del mese di settembre, attraverso i quali venivano illustrati i successi delle feste di fine agosto degli Oratori di Albino capoluogo e di Comenduno.

Vogliamo innanzitutto premettere che siamo riconoscenti a tutte quelle persone che, a titolo assolutamente gratuito, dedicano tempo, energia, passione ed impegno per la buona riuscita di questi eventi. Ne riconosciamo il merito e la grande disponibilità.

Nel nostro ruolo di educatori vorremmo però provare ad interrogarci sul senso e sul significato di queste iniziative, senza perdere di vista che si tratta di proposte che non nascono da un soggetto qualsiasi ma da agenzie educative ben precise come gli Oratori.

Negli articoli leggiamo che si tratta di feste che “ogni anno attirano migliaia di persone” perché “offrono sempre attrazioni di forte richiamo proprio per coinvolgere tanti giovani …”. L’essere attrattivi nei confronti di tanti giovani, è sicuramente un obiettivo importante, ma non può bastare a sé stesso. Si pone infatti, a nostro parere, una questione etica e di significato . Occorre cioè riflettere se la necessità di stare “al passo dei tempi e dei linguaggi” possa prescindere dal contenuto della proposta che deve invece necessariamente caratterizzare un’agenzia educativa come l’Oratorio.

Per essere più espliciti: cosa c’è di educativo e di distintivo nel proporre di “provare l’ebbrezza di un lancio da 70 metri d’altezza” o di ballare “al ritmo della migliore musica commerciale ed house del momento, immersi in 1.000 litri di schiuma”? Certo, a fronte di queste proposte adolescenti e giovani accorrono in massa … Ma non è quello che il mondo d’oggi già continuamente propone? Una continua sollecitazione verso il divertimento estremo, senza limiti o con “paletti” spostati sempre più in là, alla ricerca dell’emozione forte, della scarica di adrenalina pura, del comportamento che possa generare ammirazione e riconoscimento per il coraggio mostrato.

Intendiamoci, nessuna demonizzazione e nessun bigottismo! Semplicemente la consapevolezza che il modello sociale nel quale stanno crescendo i nostri ragazzi propone già continuamente questo tipo di sollecitazioni. Discoteche, locali, la ricerca a volte spasmodica dello “sballo”, sono il contenitore dentro al quale i nostri adolescenti e giovani spesso ricercano le risposte alle loro insicurezze ed al loro desiderio di attenzione.

Ci piace pensare che la “mission educativa” di un Oratorio sia ben più alta e da salvaguardare a denti stretti, visto che insieme con la famiglia e la scuola rappresenta indiscutibilmente uno dei pilastri più significativi per la formazione degli adulti di domani. Ci piace pensare che un Oratorio possa essere attrattivo ed accogliente non necessariamente inseguendo le “mode”, ma attraverso proposte di senso e uno stile di relazioni buone e costruttive a cui i nostri ragazzi non sono forse più abituati. Ben vengano tutte le iniziative al “passo coi tempi”, purchè con esse non si perda di vista una proposta educativa che possa aiutare i nostri ragazzi a trovare quelle risposte spesso soffocate dal frastuono della vita di oggi.

Siamo consapevoli di aver toccato un argomento spinoso … Nessuno di noi ha le “soluzioni in tasca”, anzi! La fatica ed i limiti del nostro essere educatori li sperimentiamo quotidianamente nel nostro essere genitori ed insegnanti. Ci siamo però sentiti, in coscienza, di esprimere un pensiero che ci ha accomunato di fronte alla tipologia delle proposte che hanno caratterizzato le scorse feste degli oratori di Albino e Comenduno, di cui abbiamo avuto più riferimenti grazie anche agli articoli di Paese Mio. Sappiamo che le feste di cui sopra non si sono certo esaurite in queste attività, anzi! Il nostro vuole solo essere un contributo alla non facile riflessione sul modello educativo da proporre alle nuove generazioni, credendo fortemente che il mondo adulto abbia in primo luogo il dovere di non rinunciarvi!

Rinnovando la nostra gratitudine a tutte quelle persone che tanto impegno e tempo dedicano alle diverse attività con i nostri ragazzi, negli oratori e non solo, avremmo piacere di poterci confrontare su queste tematiche con altri genitori, insegnanti ed educatori, sollecitando, perché no, anche il contributo di pedagogisti o di esperti in tematiche educative.

Grazie per l’ospitalità.

 

Lettera con più firme