Dopo sofferti pensieri… le feste popolari e medievali di Vall’Alta vengono sospese. Lo annuncia il parroco don Daniele Belotti in una lettera che ha inviato a tutti i parrocchiani, agli organizzatori, agli sponsor, agli artisti, agli amici.
“La pandemia del Covid-19 ci ha costretto a modificare i nostri atteggiamenti, impedendoci in modo particolare la possibilità di esprimere fisicamente la nostra relazionalità – così premette don Daniele Belotti nella sua lettera – Per un lungo periodo ci ha chiusi letteralmente in casa, e ancora oggi si sente la preoccupazione delle Autorità che ci dicono che il tutto (la riapertura, ndr) sarà vissuto in maniera graduale. Ancora non sappiamo come e quando potremo riavvicinarci. Lo stiamo sperimentando persino nella celebrazione eucaristica. Ma Dio provvede, questo lo so”.
“Dentro questa dimensione – afferma don Daniele – non è ben chiaro come e se si potranno riprendere tutte le feste. Penso alla festa popolare e alla Festa Medievale, in particolare; penso ai mille problemi organizzativi che potrebbero sorgere a motivo della sicurezza, alla fatica di un’organizzazione che si creerebbe nel benedetto momento in cui ci venisse detto “si può”, al festeggiare sapendo che il lutto ha toccato la comunità in maniera forte. Sono pure consapevole che, nonostante queste difficoltà, saremmo capaci di farcela anche all’ultimo momento, anche per ridire la voglia di risorgere e di rivivere in maniera autentica il nostro essere comunità.
Però, penso anche al fatto che non possiamo tenere bloccati gli artisti, che non possiamo chiedere sostegno agli sponsor in questo momento in cui per molti di loro sarà difficile ripartire, e pure immagino nella prospettiva più rosea che si possa ricominciare, che tra i nostri sponsor, e comunque sul territorio, sono presenti esercizi, bar, ristoranti che meritano la nostra solidarietà e non certo una concorrenza pur amichevole”.
“Per questi motivi – continua don Daniele – ritengo che le feste popolari e medievali le rinviamo al 2021, altre organizzazioni più grosse di noi lo hanno fatto (vedi Tokio 2020); cerchiamo piuttosto di vivere la comunione con tutti i nostri fratelli e sorelle sul territorio. Certamente, oltre a ciò che è prettamente religioso (penso alla Festa di Altino, alla Festa patronale di San Giacomo, se potremo), dovremo trovare occasioni d’incontro, magari in collaborazione con le stesse realtà territoriali; magari inventeremo qualcosa con i nostri sponsor, anche solo per sostenerli, visto che per anni ci hanno sostenuto. In questo, chiedo già aiuto a chi ha fantasia, perché ritrovarci insieme sarà fondamentale. Ora è presto per dirci il come, ma già da ora desidero raccogliere ogni vostra proposta”.

T.P.