Il Comune di Albano Sant’Alessandro si sta confermando fra i più sensibili al tema della sicurezza dei propri cittadini. Dopo il corso di formazione sulla protezione civile e diverse convenzioni con associazioni specializzate in sicurezza, per il controllo del territorio e dei parchi cittadini; e dopo un corso di formazione per “Operatore di Sicurezza negli eventi e nelle manifestazioni pubbliche”, dedicato alla preparazione di operatori volontari da destinare a compiti di monitoraggio e tutela della safety; ecco che l’assessorato alla Sicurezza, in collaborazione con l’Associazione Italiana Formatori della Sicurezza per la Protezione Civile (AiFOS Protezione Civile), con sede ad Albano Sant’Alessandro, presenta alla propria comunità un ciclo di incontri, dal titolo “In-Sicurezza²”, che tratta dei pericoli connessi all’utilizzo di Internet e dei social network.
Un corso di formazione, ma anche di “buon comportamento in rete”, finalizzato a creare una comunità più resiliente. L’appuntamento è per giovedì 7 marzo, alle 20.30, preso la sala consiliare del Municipio. Si parlerà di “Insicurezza 2.0, intrappolati dalla paura”, una rivisitazione in chiave moderna degli aspetti sociologici della paura. Quindi, martedì 16 aprile, sempre alle 20.30, in sala consiliare, “20.000 Bit sotto la superficie: il nemico bussa alla tua backdoor”, un viaggio attraverso Deepweb e Cybercrime. Sotto i riflettori proprio Deep Web, Dark web, Tor Browser: gli indirizzi, i sistemi di accesso, i mercati, i dati scambiati, i pericoli, i rischi, i numeri. Un viaggio nel cuore del “male” telematico-virtuale da cui nascono attacchi e minacce reali e sempre più devastanti per privati e imprese.
Per la cronaca, con il termine Deep Web si indica l’insieme dei contenuti presenti sul web e non indicizzati dai comuni motori di ricerca (Google, Bing), mentre con il termine Dark Web si indica l’insieme di contenuti accessibili pubblicamente che sono ospitati in siti web il cui indirizzo IP è nascosto, ma ai quali chiunque può accedere purché ne conosca l’indirizzo. Elementi appartenenti al Dark Web sono anche i contenuti privati scambiati tra utenti all’interno di un network chiuso di computer, strutture definite come darknet.
Detto delle darknet cosa sono (network chiuso di computer presenti all’interno del Dark Web) vale la pena di capire quali sono e come funzionano. Tra le darknet più popolari, annoveriamo la rete TOR (The Onion Router), The Invisible Internet, Project (I2P), Freenet ed anoNet. Senza dubbio la rete Tor è la più popolare tra esse, tale infrastruttura consente di anonimizzare l’accesso a internet dei suoi utenti e proprio le condizioni di pseudo-anonimato che essa offre la rendono un elemento di attrattiva per organizzazioni dedite al crimine informatico.
Altri elementi che rendono la rete TOR popolare nell’ecosistema criminale sono la difficoltà delle forze dell’ordine a svolgere operazioni di monitoraggio su larga scala e la funzione di aggregatore che si riconosce ai principali black market che la rete ospita.
Le dimensioni sono enormi. Secondo i principali esperti di sicurezza mondiale il “Surface Web”, ovvero la rete visibile e che ha contenuto che può essere trovato utilizzando motori di ricerca come Google o Yahoo, e soprattutto è sotto costante sorveglianza da parte dei governi, rappresenta il 4% dei contenuti del world wide web. Il Deep Web o “Invisible Web” è, come detto, il contenuto che non può essere indicizzato dai motori di ricerca: ebbene, rappresenta il 96% dei contenuti del WWW. Le dimensioni sono dunque 500 volte quelle del Surface Web.
Al termine, è previsto un convegno, dal titolo “Le strategie del terrore: vecchie e nuove forme di estremismo violento in un mondo vulnerabile” (la sede è ancora da definire).
La partecipazione è gratuita fino ad esaurimento posti. Per esigenze organizzative è gradita la prenotazione allo 035.4239217.

Ti.Pi.