Il gioco dell’accusarsi reciprocamente…

 

Egregio direttore,

 

Paese Mio lo leggo volentieri più per curiosità. Per conoscere ciò che bolle nella “pentola” della città di Albino, dal momento che non me la sento più di parteciparvi direttamente.

Leggo soprattutto l’inserto che riguarda l’Amministrazione comunale e gli interventi dei diversi gruppi politici in merito alle scelte dl Comune. Mi spiace che non si voglia abbandonare la “vecchia abitudine” di rinfacciarsi le cose che possono creare qualche problema, come la scuola di Desenzano-Comenduno, l’impianto a cippato che non funziona come dovrebbe, ecc. E mi spiace che non si pensi che tutti gli amministratori del Comune possono aver fatto delle scelte quantomeno discutibili, ma sempre fatte in buona fede, sempre convinti di fare qualche cosa di buono per Albino.

Perché non si pensa, ad esempio, alla palestra costruita all’ultimo piano della Scuola Media di Albino? All’inceneritore, prima costruito e poi demolito, dove oggi è stato costruito il “famoso ponte”? Al porfido di via Mazzini, con le luci spartitraffico interrate che non hanno mai funzionato? Alla “fontana monumento” con tanto di illuminazione e acqua corrente che non si sa da quanto non funziona e che fa bella mostra di sé proprio vicino al Palazzo Comunale? E le fontanelle di via Mazzini e di piazza San Giuliano? E la grande fontana che non va proprio su quella piazza? E la distruzione delle Ferrovia della Val Seriana e Brembana?

E si potrebbe continuare. Ma non serve sottolineare sempre ciò che non è stato azzeccato, quando abbiamo una biblioteca che tutti ci invidiano, ecc…

Io penso che tutti gli amministratori eletti nei vari gruppi politici debbano essere coscienti che amministrare non è facile e che, una volta fatte determinate scelte, tutti dovrebbero collaborare per, eventualmente, senza denigrarsi a vicenda. Le discussioni non dovrebbero mai trascendere, sia nei Consigli comunali che negli scritti, tipo quelli riportati nel mensile “Paese Mio”, convinti tutti che l’approvazione del proprio operato da parte di tutti i cittadini non ci sarà mai e che qualche errore si farà sempre, anche perché Sindaco e Amministratori devono sempre “fidarsi” di altri. Tutti quelli che hanno preceduto questa Amministrazione hanno comunque migliorato e abbellito Albino; quando io sono venuto ad Albino c’era la guerra e via Roma aveva l’acciottolato, la via Leonardo da Vinci e tutto il quartiere non esisteva e in via Mazzini passava il tram della STEI,

 

L. Faccioli

 

Egregio lettore,

la ringrazio di questa Sua lettera perché mi permette di sottolineare come anch’io sia contrario a questo ping-pong di accuse nelle 2 pagine riservate ai Gruppi Consiliari. Impaginando io il giornale, da qualche anno mi sono accorto di questa brutta consuetudine (lo dico contro il mio interesse ma, se fossi un lettore qualunque salterei “a piè pari” quelle 2 pagine). Più e più volte ho chiesto la convocazione di una apposita Commissione per rivedere lo spazio dei Gruppi Consiliari.

Uscendo da “Paese Mio”, purtroppo bisogna notare che questa brutta abitudine del ping-pong accusatorio ce la portiamo dietro dall’inizio della Seconda Repubblica (e non è la sola abitudine, purtroppo un’altra volta!).

Ma, come direbbe un noto politico, sono d’accordo a metà! Parto col dire che il mio non è assolutamente un discorso politico: la qualifica di direttore me lo vieta ma, anche e soprattutto, la mia etica personale.

Tutte le opere da Lei citate possono essere discutibili (“fontana monumento” in primis): da qualche cittadino sono appoggiate e da qualche altro no. Ma, come dice Lei “l’approvazione del proprio operato da parte di tutti i cittadini non ci sarà mai”: una volta realizzate, BISOGNA LAVORARE INSIEME per, eventualmente, migliorare le opere pubbliche (cioè di tutti).

Però, le opere da Lei citate non danneggiano i cittadini albinesi mentre, la “famosa caldaia a cippato”, sì (basta chiedere ai professori o ai ragazzi che frequentano la scuola).

Nonostante ciò, faccio riferimento a una frase scritta dall’attuale Assessore ai Lavori Pubblici “Sulla carta il progetto era partito con le migliori intenzioni” (Terre d’Albino numero 99, gennaio 2015), per affermare che da qui bisogna ripartire per aggiustare la situazione con il dialogo fra TUTTE le parti e non accusarsi reciprocamente (……..ormai i buoi sono scappati dalla stalla…….)

 

Paolo Salamoni