Il progetto “EsaBac” arriva all’Isis “Oscar Romero”

Si qualifica sempre di più l’offerta formativa dell’Isis “Oscar Romero” di Albino. Il ministero alla Pubblica Istruzione ha concesso alla scuola superiore di via Aldo Moro di attivare il percorso ESABAC. Si tratta di un “doppio diploma” di istruzione secondaria superiore italo-francese, firmato il 24 febbraio 2009 dal ministro italiano dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e dal ministro francese dell’Educazione nazionale Xavier Darcos.

 

L’accordo, consente agli allievi italiani e francesi di conseguire simultaneamente due diplomi, la maturità italiana e la maturità francese, a partire da un solo esame.

L’EsaBac, dunque, inteso come “diploma congiunto”, che consente agli allievi italiani e francesi di conseguire, attraverso un unico esame, due diplomi contemporaneamente: l’Esame di Stato italiano e il Baccalauréat francese.

Inteso come percorso di formazione integrato all’Esame di Stato, l’EsaBac ha una durata di tre anni (triennio). Da quest’anno, quindi, la classe liceale 3T intraprenderà uno speciale percorso che la porterà ad avere nel 2017-2018 la “doppia maturità” italiana-francese.

Due le discipline specifiche coinvolte: lingua/letteratura (4 ore a settimana) e storia (2 ore a settimana). Queste due discipline saranno impartite nella lingua di Molière per gli allievi italiani e nella lingua di Dante per gli allievi francesi. Per le altre materie, gli allievi seguiranno i programmi nazionali.

Le prove specifiche saranno integrate all’Esame di Stato. Gli allievi italiani, quindi, svolgeranno, in francese, una prova scritta di storia e una doppia prova, scritta e orale, di lingua e letteratura. I candidati che avranno superato con successo da un lato le prove dell’Esame di Stato e dall’altro le due prove specifiche dell’EsaBac, si vedranno consegnare il diploma d’Esame di Stato, secondo la procedura in vigore in Italia, e il Baccalauréat francese, da parte del rettore dell’Accademia di Grenoble.

L’EsaBac interessa anche i docenti. Per permettere agli insegnanti di fare fronte alle novità imposte dall’EsaBac, le autorità francesi e italiane hanno sviluppato congiuntamente un programma di formazione dei professori. I docenti italiani che insegnano francese si sono recati in Francia e i docenti francesi che insegnano italiano sono arrivati in Italia. Una “formazioni incrociata”, per elaborare progetti didattici comuni.

Per l’Isis “Oscar Romero” – spiega la dirigente scolastica Maria Peracchi è motivo di grande soddisfazione ed orgoglio il fatto di essere stato selezionato, unico in provincia di Bergamo, per attivare questo interessante percorso scolastico, che ben si integra nella propria vocazione di scuola fortemente orientata verso la multiculturalità. Come noi sono stati selezionati solo nove istituti in Lombardia: tre di Brescia, due di Varese, due di Pavia, uno di Milano, uno di Lecco e noi di Bergamo. Accessibile per ora ai licei, questo percorso in futuro dovrebbe allargarsi anche agli istituti tecnici. E’ nostra intenzione, pertanto, cercare di attivarlo anche per il nostro istituto tecnico”.

L’EsaBac è un vero trampolino – continua la dirigente Maria Peracchi – Non è soltanto un simbolo dell’intesa tra Italia e Francia; favorirà, per i nostri studenti che hanno beneficiato di questo percorso d’eccellenza, l’accesso a percorsi universitari italo-francesi e a uno dei 150 doppi diplomi rilasciati dall’università dell’uno e dell’altro paese. Per un nostro giovane studente conoscere la lingua francese e la sua cultura apre interessanti prospettive professionali sul mercato del lavoro italo-francese, come testimonia la Camera francese di Commercio e d’Industria in Italia. La Francia, infatti, è il secondo partner economico dell’Italia; e, parlato da più di 200 milioni di persone sui cinque continenti, il francese rimane una delle principali lingue di lavoro dell’Unione europea e dell’ONU. Vera consacrazione delle relazioni italo-francesi, l’EsaBac dovrebbe dunque favorire una mobilità maggiore dei nostri studenti. Afferma un’identità italo-francese e ci fa sentire più europei”.

 

T.P.