Il progetto solidale di Istituto “Il carcere: scuola di libertà”

Alcune riflessioni dei ragazzi delle classi terze della scuola secondaria di Abbazia sulla scuola in carcere e sui concetti di regole e libertà

Quest’anno a scuola abbiamo aderito a un’iniziativa di solidarietà per sostenere la scuola nel carcere di Bergamo. Per approfondire la nostra conoscenza di questa realtà, lunedì 29 febbraio abbiamo partecipato ad un incontro all’auditorium di Albino, in cui alcuni esperti ci hanno presentato il carcere di Bergamo, dove loro lavorano. Inizialmente ci hanno parlato del carcere in generale e successivamente ci hanno mostrato un filmato su come avviene l’inserimento di un carcerato. Di seguito abbiamo visto le varie attività che i detenuti possono svolgere e l’organizzazione della scuola nel carcere.

 

(Giulia)

Discutendo a scuola della realtà carceraria, ho compreso questo: ti viene tolto ogni legame con l’esterno, vieni isolato da tutto e da tutti; la famiglia e gli amici sono lontani e i legami con il mondo, il tuo mondo, si fanno sempre più sottili…

(Asia)

Il problema che sta alla base di chi delinque è la mancanza di educazione, ecco perché è nato il progetto “Il carcere, scuola di libertà”, per far capire a noi giovani che chi ha sbagliato può imparare, attraverso la scuola, a non commettere gli stessi errori. Perché, mi sono chiesta, aiutare gente che ha infranto le regole? Per il bene del carcerato ovviamente, ma anche per il bene mio e di tutti; perché se tutti stanno dentro le regole nessuno soffre, o meglio, nessuno soffre inutilmente. Ognuno di noi può sbagliare e cadere, ma l’importante è rialzarsi.

(Bianca)

La scuola in carcere è forse l’unico modo per riscattarsi, sentendosi apprezzati di nuovo come “persona”.

(Sveva)

Fondamentale, per i carcerati, è la rieducazione, perché essi sono per lo più gente cresciuta sulla strada e per loro vige la legge del più forte, non sentono il valore delle regole, ma senza regole non può esserci la vera libertà.

(Nicola)

Dalla discussione nata in classe abbiamo compreso che le regole servono per essere liberi e che è difficile vivere senza libertà; che esistono regole esterne (dello stato) e regole interne (i limiti che noi stessi ci poniamo) e che la libertà di ognuno termina dove inizia quella altrui.

(Anna)

Libertà non è FARE ciò che si vuole, ma sentirsi capaci di ESSERE ciò che sogniamo.

(Federico)

La libertà passa dall’istruzione: con un’adeguata preparazione oggi, possiamo diventare quello che vogliamo domani. Se facessimo tutti così, se mettessimo un po’ di buonsenso e buona volontà in quello che facciamo, probabilmente il mondo sarebbe un posto migliore.

(Lisa )

Libertà è sentirsi liberi: i detenuti non sono fisicamente liberi, ma con l’educazione possono tornare a esserlo, almeno “mentalmente”.

(Sara e Aurora)

In classe abbiamo discusso sulla libertà e sulle regole, le quali sono fatte per non creare scompiglio e confusione tra le persone. Ci servono per andare diritti. Chi le infrange viene punito con sanzioni economiche o limitazioni della libertà. Nel carcere entrano le persone che infrangono le regole, influendo sulla libertà e sui diritti altrui, quindi creando disagio e disordine. Ma in carcere si deve limitare solo la libertà personale di movimento, non i diritti umani.

(Davide )

Anche se io credo che le persone che vanno in carcere debbano essere punite per i loro reati, è anche vero che devono essere trattate da esseri umani quali sono: meritano rispetto e una seconda possibilità di vita migliore.

(Clarissa )