Tutti insieme per la prima volta. Quattro associazioni che operano sul territorio albinese, il CAI Albino, il Gruppo Sportivo “Abele Marinelli”, il Gruppo Alpini di Albino e il Gruppo Scout di Albino, hanno deciso di unire le loro forze e i loro mezzi, ma soprattutto le loro competenze e professionalità, per un obiettivo comune, la sistemazione dell’antica mulattiera “Albino-Selvino”, un percorso storico, una strada che fino al 1500 (a causa delle invalicabili “gole di Sedrina”), è stata uno dei più significativi collegamenti tra la Val Seriana e la Val Brembana. Questa mulattiera, infatti, faceva parte, in qualità di “bretella” risalente da Albino a Selvino, dell’antica strada denominata “Via Mercatorum”, percorsa, lo suggerisce il nome latino stesso, dai mercanti durante il Medioevo e fino alla costruzione della “Via Priula”, nata nel 1593 sotto la dominazione veneziana, che appunto superava le infide “gole di Sedrina”.
Un raccordo strategico, a livello viabilistico, denominato nei manoscritti dell’epoca “Strada di Rocla” (o di Rocola), che permetteva di allacciarsi ad una delle strade più “battute” del Medioevo, favorendo così un ampliamento degli scambio commerciali del Comune di Albino, il cui mercato era polo di attrazione per la gente di montagna, come, del resto, la lavorazione dei panni, che, tessuti nelle case, venivano trasferiti in Albino per i trattamenti e le rifiniture. Inoltre, il territorio del “Comune Maggiore” comprendeva, a nord, Aviatico, Ganda, Pradale, Ama e Amora, due contrade, queste ultime che, fino a metà del ‘700, dipendevano dalla parrocchia di Albino (da Ama si scendeva in mulattiera per far battezzare i bambini o per le cerimonie funebri; da Amora si scendeva, transitando da Petello). Era perciò molto frequentata, e i vari Comuni interessati provvedevano alla sua manutenzione. Poi, però, dopo la costruzione della “Strada Priula”, la “Via Mercatorum” ed i raccordi ad essa collegati, perse di importanza; e la mulattiera “Albino-Selvino” mantenne un ruolo di rilievo soltanto locale, fino a tutto l’800 e ai primi anni del ‘900. Inoltre, con la costruzione della carrozzabile da Nembro a Selvino, nel 1919, la mulattiera da via di comunicazione e di scambio si trasformò a semplice percorso per escursionisti. Infine, quando, negli Anni ’40, agli “stradini” di Albino e Selvino non fu più chiesto di provvedere alla manutenzione, la mulattiera cadde in degrado e abbandono, sotto i colpi di precipitazioni, erosioni e dilavamenti, asportazione di massicciate e traversine. Due interventi di salvaguardia e recupero vennero fatti nel 1986, ad opera del Gruppo Ecologico di Albino, e nel 2000, ad opera del CAI di Albino, che in tre anni sistemò il tratto albinese della mulattiera.
Ora, però, visto il precario “stato di salute” della storica mulattiera, con preoccupante dissesto del piano di calpestio, era oltremodo necessario un ulteriore intervento di recupero conservativo. Detto, fatto. Lo scorso 4 luglio è stato aperto il cantiere di lavoro per l’intervento di manutenzione della mulattiera “Albino-Selvino”. “Un nuovo lavoro che certamente durerà quasi un anno – spiega il vicepresidente del CAI di Albino Giò Noris Chiorda – Un lavoro lungo e impegnativo, ma necessario, lungo quello che ora è chiamato sentiero CAI 550. La nostra intenzione è quella di poter riconsegnare ai cittadini della nostra comunità e ai tanti escursionisti un percorso degno della sua storia”.
“E’ da alcuni anni che pensavo a questo intervento – afferma il presidente del CAI Albino Valentino Poli – Un’idea che è diventata discussione e riflessione, grazie ad un incontro avuto con gli alpini di Albino e ad alcune segnalazioni provenienti da alcuni camminatori della Valle del Lujo. Un’idea che, in breve, si è strutturata e si è concretizzata in un progetto, che ha trovato la condivisione del “G.S. Marinelli” e del Gruppo Scout. Ed è qui la bellezza del lavoro che stiamo intraprendendo: il vedere quattro realtà storiche della comunità albinese che si sono messe insieme, lavorando per un obiettivo comune, dalla ricaduta ricreativa, sportiva e sociale. Un’esperienza solidale, che sarà certamente foriera di altre collaborazioni, in capo ad altri progetti, a vantaggio delal comunità albinese”.
I volontari lavorano due giorni alla settimana, al mercoledì e al sabato, alternandosi in squadre di 20-25 persone. Importanti i lavori di ripristino: sistemazione del sedime, realizzazione di nuove canalette di scolo, manutenzione delle vasche di raccolta dell’acqua piovana, rifacimento delle traversine in pietra, pulizia della vegetazione, installazione di corrimano e staccionate.
Il sentiero è lungo 2,5 km, con alcuni punti chiave: chiesetta della Madonna della Neve, Carbunera, Val Mana, “Ol quàder”, monte Nigromo, “Trebulì de Selvi” (chiesetta del Portico), bivio per Ama, santella in località Cantoniera. Parte presso la funivia di Albino-Selvino e, inizialmente, si sviluppa su strada asfaltata per circa un chilometro, fino alla chiesetta della Madonna della Neve. Poi, il percorso prosegue per l’angusta Valle dell’Albina, in zona boscata con rocce dolomitiche, profondamente incise: interessanti le grotte sul versante sinistro, in cui sono stati trovati reperti preistorici (Büs de la Scabla e Paradìs di Àsegn). Il sentiero, nella parte terminale si divide in due: il tracciato di destra si dirige verso Piano d’Ama e Ama, raccordandosi al sentiero 537 che proviene da Comenduno; quello di sinistra sale nell’abitato di Selvino, attraverso località Spósa Costa.
“Certo, abbiamo ottenuto l’ok autorizzativo ai lavori dai due Comuni, ma nessun aiuto in termini di risorse e materiali – sottolinea il presidente del CAI di Albino Valentino Poli – Speriamo che almeno la sabbia, che ci serve tantissimo, possa essere fornita dalle amministrazioni comunali. Per le pietre, invece, ci stiamo arrangiando in loco o mediante recuperi di materiale da cava. E ora vorrei lanciare un duplice appello: ai cittadini albinesi, perché si facciano avanti come volontari: il lavoro sarà lungo e più persone disponibili possono favorire un ricambio delle squadre; alle aziende e a quanti vogliono contribuire con offerte, per poter così acquistare il materiale che serve per i lavori. Chi volesse affiancarci in questa operazione, può contattare la sede del CAI di Albino (347.8922412) o il Gruppo Alpini di Albino”.

Ti.Pi.