Il silenzio di un tempo

Martedì 13 ottobre, recandomi presso la biblioteca di Albino, ho trovato con stupore una situazione anomala rispetto a quella che vissi da ragazzo circa 20/25 anni fa e che immaginavo dovesse rimanere invariata. Ai tempi ricordo che vigeva il silenzio più assoluto, e “noi” ragazzi che alle volte schiamazzavamo, venivamo  ripresi e/o allontanati. Questa mattina invece, dovendo attendere 2 ore a causa del meccanico, volevo prendermi una pausa di relax leggendo una rivista nella presunta quiete di un luogo caldo e comune come la biblioteca. In breve, sono scappato prima del dovuto perché tale luogo pare che per molti, specialmente anziani, assolva il ruolo di circolo o bar, con relativi schiamazzi provenienti dalla zona distributori di bevande ma anche dall’area riviste dove molti si soffermano a parlare. Non ho capito se tale comportamento sia consentito, tollerato o deprecato, fatto sta che me ne sono uscito con l’amaro in bocca, specie perché questa mancanza di educazione, viene perpetrata da una categoria che ricordavo ligia al rispetto del luogo in questione. Con la presente, mi piacerebbe richiamare l’attenzione dei frequentatori ad un maggior rispetto di chi frequenta la biblioteca per lo scopo per cui è concepita, consigliando a chi invece ha voglia di chiacchierare, i vicini bar o piazzette.

 

Matteo Falcone