Si arricchisce di un importante evento la tradizionale festa dell’Apparizione della Madonna di Altino, in programma martedì 23 luglio. La comunità parrocchiale di S.Maria Assunta e San Giacomo Maggiore, infatti, celebra il Centenario dell’Incoronazione della statua della Madonna di Altino. Per l’occasione, nel numero di luglio di “Grandangolo”, il notiziario parrocchiale di Vall’Alta, viene dato ampio spazio a questo evento: la peregrinazione della statua di Maria, il senso dell’Incoronazione, le motivazioni storiche, il commento del parroco don Daniele Belotti.
La storia dell’Incoronazione della statua della Beata Maria Vergine parte all’inizio del ‘900, sull’onda delle migliorie effettuate al Santuario, che dovevano avere come degna conclusione l’Incoronazione. La Prima Guerra Mondiale, però, sembrava volesse rimandare a chissà quando la realizzazione di tale progetto. Un impulso deciso venne proprio dall’allora vescovo di Bergamo mons. Luigi Maria Marelli, nell’estate del 1916. Egli, salito al santuario il 22 luglio, vigilia della festa dell’Apparizione, rimase profondamente colpito dal grande concorso di fedeli e dall’ardore della loro fede. E, nel suo pontificale, proclamò che, appena cessata la guerra, la Madonna di Altino doveva essere solennemente incoronata. Fu subito inoltrata la richiesta a Roma, accompagnata da una lettera dello stesso Vescovo di Bergamo e nello stesso anno, il 16 dicembre, dalla Curia Pontificia fu emanato il decreto dell’Incoronazione.
La promessa fu mantenuta, perché il 23 luglio 1919 la Madonna di Altino fu incoronata, alla presenza di tre vescovi: mons. Giovanni Cazzani vescovo di Cremona, mons. Pietro Zanolini vescovo di Lodi e mons. Luigi Maria Marelli vescovo di Bergamo; con loro 5 monsignori, 37 presbiteri, 8 chierici; furono celebrate 28 Messe. Dal registro delle Messe risulta che i tre vescovi rimasero al Santuario anche il 24 luglio, giorno in cui furono celebrate ancora 25 Messe.
Negli annali e nei registri parrocchiali, si legge di una novena, di chiesa parrocchiale e santuario sempre affollati, di processione della vigilia che si svolse a stento per la tantissima gente in paese, di Confraternite e associazioni con bandiere spiegate; e, poi, esultanza popolare, concerti di campane, bande musicali, fuochi sui pendii del monte, spettacoli pirotecnici. Quando il vescovo di Bergamo mise sul capo di Maria l’aureo diadema, i fedeli esplosero con un grido potente: “Viva Maria”. Fu scritta, allora, una delle pagine più belle ed emozionanti della storia di Vall’Alta.
“Nel 1919, in Altino e per le comunità legate al santuario, Vall’Alta in primis, avviene un evento storico: la Madre è fatta Regina – commenta il parroco di Vall’Alta don Daniele Belotti – La popolazione devota decise che la propria Madre Celeste fosse eletta per loro (e per noi) Regina! Se nella teologia lei è Regina per volontà divina, nei nostri santuari, e quindi anche per noi, ella è regina per scelta nostra. E questo è formidabile, perché quella scelta nostra (dei nostri avi) è scelta che dice un programma di vita. Infatti, è bello invocare Maria come Madre, e credetemi è il titolo che piace di più in genere, perché dice l’affetto, l’amore materno, a cui puoi affidare tutte le tue preoccupazioni, gli affanni, le speranza, le delusioni, le cadute e le suppliche per rialzarsi… Eppure, ad un certo punto, si pone una corona sul capo di Maria. Mi piace pensare che quello sia stato un gesto che nasce da una decisione, magari anche legata a una suggestione epocale, ma che comunque lo rende profetico. Scegliere
una Regina o un re significa umanamente (e nel 1919 lo sapevano bene) affidare una nazione, un popolo e le sorti dello stesso ad altri, le proprie vite. Significa (scegliere un re) decidere di seguirlo ovunque ci guidi. Ed è questa la particolarità che mi colpisce: cento anni fa i nostri avi hanno scelto, che proprio per le sue qualità materne, la Madre divenisse Regina. Cioè, senza girare troppo intorno al discorso, hanno scelto di fidarsi di colei che sempre ci soccorre e quindi di sceglierla come guida”.
Certamente, il Centenario dell’Incoronazione darà ulteriori significati alla già forte e profonda devozione che la comunità vall’altese nutre verso la Madonna del Monte Altino. Si farà festa, ma con più intensità, più sensibilità. Si celebrerà il 523° anniversario dell’anniversario dell’Apparizione della Vergine, avvenuta il 23 luglio 1496, ma con più ricchezza di valori, con momenti di preghiera e di riflessione comunitaria più sentiti e partecipati. Chi salirà “sul monte”, fra i boschi, sotto le fronde, sa che troverà un’atmosfera particolare, vibrante di fede, di umanità, di solidarietà.
E, ora, andiamo al programma. Per la cronaca, già nei giorni scorsi, esattamente da domenica 14 luglio, ha preso avvio la tradizionale novena di preparazione, che prosegue fino a domenica 21 luglio. Tutte le sere sono in programma momenti di incontro e di preghiera: significativo il “cammino di preghiera”, lungo la mulattiera, verso il santuario (partendo da Vall’Alta), per l’affidamento della comunità a Maria; quindi, mercoledì 17 luglio, la fiaccolata in onore di Maria, dal santuario del Colle Gallo a quello di Altino; giovedì 18 luglio, alle 21, l’adorazione del SS Sacramento, nel santuario; venerdì 19 luglio, la S.Messa, alle 20.30, e l’affidamento delle famiglie a Maria.
Cambio di registro sabato 20 luglio, alle 20.30: in programma la conferenza del Dott. Silvio Tomasini su “1919-2019, a 100 anni dall’Incoronazione”: ex-voto di guerra e di pace lungo un secolo di storia”. Domenica 21 luglio, poi, alle 16, S.Messa per gli ammalati e, alle 20.30, Rosario “cantato” dalla corale di Abbazia.
Quindi, si entra nel vivo della festa. Lunedì 22 luglio, Vigilia dell’Apparizione: alle 20, Rosario meditato; alle 20.30, S.Messa “esterna”, presieduta da mons. Davide Pelucchi, vicario generale della Diocesi di Bergamo; al termine, processione attorno al santuario con la statua della Madonna, accompagnata dai confratelli di Vall’Alta e di altri paesi.
Martedì 23 luglio, ecco il momento clou: la “Solennità dell’Apparizione”. Le Messe sono alle 7, alle 8 e alle 9: quest’ultima animata dai pellegrini di Cene. La S.Messa solenne delle 10.30, invece, sarà presieduta dal vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi: canta la Corale S.Cecilia di Albino. La Messa pomeridiana delle 16, invece, sarà presieduta da mons. Carlo Mazza, vescovo emerito di Fidenza. Canta la Corale di Abbazia. Altre Messe alle 17.30 e alle 20.
Da segnalare che domenica 22 e lunedì 23 luglio è in funzione un bus-navetta gratuito per il santuario di Altino, in partenza dalla piazzetta di Vall’Alta, con corsa di ritorno. E’ consigliato questo mezzo per snellire il traffico lungo la strada carrozzabile.
Quale appendice della festa della Madonna di Altino, sabato 27 luglio, alle 20.30, nel santuario, lettura di alcuni testi del libro “Giuseppe e Maria: la nostra storia d’amore” di don Andrea Mardegan; previsto un intrattenimento musicale e l’intervista all’autore. Quindi, domenica 28 luglio, tradizionale “Festa del Ringraziamento”. La Messa delle 10.30 sarà presieduta dai fratelli don Stefano e don Filippo Bolognini, pronipoti di San Giovanni XXIII, nel centenario della sua presenza ad Altino. Altre Messe alle 16 e alle 17.30.

Ti.Pi.