Il Vescovo nel nostro Vicariato con gli animatori liturgici

Giornata particolare quella di mercoledì 30 ottobre, ad Albino, dove il vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi ha incontrato gli animatori liturgici del vicariato Albino-Nembro. Ha dato inizio così al secondo “giro” nella diocesi, visitando i 28 vicariati e incontrando i loro membri: l’anno scorso i catechisti, quest’anno gli animatori liturgici appunto.

Alle 18, nella parrocchiale di Albino, il vescovo Francesco ha celebrato la S.Messa, insieme a tutti i presbiteri del vicariato. Molti i fedeli, provenienti dalle varie parrocchie del vicariato. C’erano proprio tutti i rappresentanti dei vari gruppi liturgici delle parrocchie, grandi e piccoli: dai chierichetti ai confratelli del SS. Sacramento di Vall’Alta, Nembro e Gavarno e dei Santi Benedetto e Bernardo Abati di Abbazia; dai catechisti (che già l’anno scorso avevano partecipato numerosi all’incontro vicariale dedicato proprio a loro) ai lettori; dai sacristi ai cantori…

Una celebrazione semplice, animata da un coretto parrocchiale di Albino, che ha saputo coinvolgere l’assemblea con il canto e la preghiera.

Dopo la S. Messa, buffet presso il bar dell’oratorio: un breve momento di convivialità, che ha permesso lo scambio di opinioni e un certo dialogo, di tipo “interparrocchiale”, che andrebbe promosso e favorito più di frequente.

Alle 20.30, poi, presso il cineteatro Nuovo di Albino, il vescovo Francesco ha tenuto un incontro incentrato sul tema della Liturgia, facendo un interessante analisi del significato di questa espressione, definendola innanzitutto un “Incontro con una persona”. Nello specifico, ha paragonato la Liturgia allo spartito musicale; la musica non è uno spettacolo, ma un evento sempre nuovo: l’autore la pensa, la scrive, la suona e la risuona e nel tempo, dopo di lui, altri suonano quelle note, ma ogni volta l’esecuzione di quella melodia non è una semplice ripetizione, ma appunto un evento.

Evento, perché in qualche modo è qualcosa di nuovo e irripetibile: in poche parole, unico. Allo stesso modo, la liturgia non è una cerimonia che si ripete ogni volta tale e quale, ma la celebrazione di un “evento”: questo evento è Gesù Cristo.

Anche l’opera dell’animatore liturgico, di conseguenza, non è una ripetizione di gesti o un’esibizione, ma un prezioso servizio e fonte di ricchezza per la Chiesa stessa.

Questo “evento” è opera dello Spirito Santo che, attraverso il Ministro e l’assemblea, celebra il MISTERO, mistero inteso non come realtà incomprensibile, ma “inesauribile”. Nella celebrazione ci sono anche un dimensione sacramentale e una ecclesiale. Il Sacramento è un “segno” che rende presente una realtà più grande: il Mistero. E la liturgia fa parte del Mistero ed è espressione dell’intera Comunità.

Esiste un direttorio liturgico scaturito dall’ultimo Sinodo, che al momento è ancora provvisorio, ma al più presto diventerà definitivo, per essere punto di riferimento per tutte le parrocchie della Diocesi.

 

D.C.