Il vescovo Oscar Romero è stato beatificato

Riconosciuto il martirio del presule di San Salvador, assassinato nel 1980 mentre celebrava la Messa. Grande soddisfazione all’Isis “Oscar Romero” di Albino

Il 24 marzo, è un giorno particolare per l’Isis “Oscar Romero”, l’istituto superiore di via Aldo Moro: si ricorda, infatti, il martirio di mons. Oscar Arnulfo Romero, assassinato il 24 marzo 1980, a San Salvador, mentre celebrava la Messa. Già dal 22 aprile 1991 l’istituto superiore è dedicato al presule latino-americano, e da diversi anni la dirigenza scolastica, unitamente ai docenti e agli studenti, organizza una “giornata commemorativa”, a ricordo della sua vita, dei suoi valori morali, e anche del suo assassinio. Una commemorazione che è anche l’occasione per riflettere sul senso e sui valori del “fare scuola”, nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità, in un’ottica di educazione alla pace e alla tolleranza. In realtà, anche quest’anno la macchina organizzativa si sta muovendo, per celebrare il suo ricordo. Ma lo scorso 3 febbraio è successo qualcosa di straordinario. Papa Francesco Bergoglio, infatti, ha autorizzato il prefetto della Congregazione per le cause dei Santi card. Angelo Amato a promulgare il decreto riguardante “il martirio del servo di Dio Oscar Arnulfo Romero Galdamez, arcivescovo di San Salvador, ucciso, in odio alla fede, il 24 marzo 1980, alle 18.25, nella cappella di un ospedale a San Salvador, mentre celebrava la Messa, dagli squadroni della morte”. In pratica, il papa ha beatificato il vescovo Oscar Arnulfo Romero.

 

Che regalo per la scuola superiore! Ma che regalo anche per tutta la comunità albinese. Felicità, euforia, orgoglio. Questi i sentimenti che in quei giorni hanno animato la dirigenza, i docenti e gli studenti dell’Isis “Oscar Romero” di Albino. Del resto, non capita tutti i giorni di sapere che il personaggio al quale è dedicata la propria scuola è diventato beato. Invece, proprio nel pomeriggio di martedì 3 febbraio, si è saputo che Papa Francesco aveva beatificato il vescovo Oscar Arnulfo Romero. Grande, ovviamente, la soddisfazione, soprattutto fra quei docenti, i più anziani, che alla fine degli anni ‘80 avevano vissuto la discussione sul nome da dare all’istituto, a suo tempo nato come succursale del “Secco Suardo”, diventato autonomo nel 1980 e intitolato a Oscar Romero dal 1991.

In verità, già da dieci anni la dirigenza scolastica, unitamente ai docenti e agli studenti, organizza una “giornata commemorativa”, a ricordo di Oscar Romero. Ma la notizia della beatificazione di Oscar Romero ha amplificato il senso di appartenenza dei docenti e degli studenti all’istituto nel quale lavorano e studiano.

“E’ un bel regalo per tutti noi, ma di riflesso anche per la comunità albinese – ha spiegato la dirigente scolastica – Molti, soprattutto gli studenti del primo anno, e i nuovi docenti si chiedono il perché di questa dedicazione. Ma, poi, verificando sul campo i tanti progetti di solidarietà e vicinanza alle nuove povertà, come pure gli stage e le settimane di studio all’estero, gli scambi linguistici e i progetti di inserimento degli studenti stranieri, si accorgono di come la nostra scuola sia in linea con i valori professati e difesi fino alla morte dal vescovo Oscar Romero, appartenente ad una Chiesa militante, vicina ai più umili e a chi subiva ingiustizie dai potenti”.

“Per tutti noi Oscar Romero è un esempio di vita – continua la dirigente – I nostri studenti hanno bisogno non solo di una forte conoscenza delle discipline scolastiche, dell’acquisizione di capacità e competenze, ma anche e soprattutto di una solida formazione umana e civile basata sui valori della democrazia, della libertà, della solidarietà, del rispetto della legalità, della eliminazione di ogni forma di discriminazione, della diffusione di una cultura della non violenza e della pace. Valori proprio di Oscar Romero. E il prossimo 24 marzo, nel 35° del suo martirio, non mancheremo di organizzare alcune iniziative commemorative”.

Per la cronaca, Oscar Arnulfo Romero era nato da una povera famiglia salvadoregna; aveva studiato in seminario e poi all’Università Gregoriana di Roma, intraprendendo una brillante carriera ecclesiastica. Scelto come vescovo di San Salvador nel 1977, passò tre anni terribili, attaccato dal governo, dai gruppi militari e paramilitari, perché rifiutava la sudditanza della chiesa all’oligarchia terriera. In pratica, nessuna convivenza fra Chiesa e potere era possibile; nessuna adesione a forze politiche, neppure a quelle di opposizione; ma sostenne poveri e oppressi. La radio diocesana divenne la voce antigovernativa più ascoltata. Le minacce aumentarono, mentre cadevano uccisi preti, suore e laici cattolici. E anche lui venne ucciso, il 24 marzo 1980, alle 18.25, mentre stava celebrando la Messa, nella cappella di un ospedale, a San Salvador.

 

T.P.