“Le “impronte” hanno un alto valore storico, perchè servono a far conoscere le biografie dei partigiani che hanno operato ad Albino e in Val Seriana, rendendo loro omaggio e duraturo ricordo, ma anche offrendo spunti di richiamo alle nuove generazioni”. Così, si espresse lo scorso anno il presidente dell’ANPI provinciale di Bergamo Mauro Magistrati, in merito alle due nuove targhe partigiane svelate, durante una cerimonia pubblica, a ricordo di due figure significativi nella lotta partigiana, Franco Carrara e Maria Testa.

E, ora, il “percorso della memoria” continua. Di tappa in tappa, due nuove “Impronte partigiane” sono in programma: sabato 23 marzo, infatti, si svolgerà la cerimonia di scoprimento di due targhe commemorative, una dedicata a Dante Spinelli, alle 15, in via Mazzini 61 (ex-Municipio), l’altra alle 16, in via Gotte, a Dossello, in Valle del Lujo.

Promosso in collaborazione con l’amministrazione comunale, il progetto si configura come un “pellegrinaggio laico della memoria”, per lasciare sul territorio dei segni, delle “impronte” appunto, identificabili dove sono nati o hanno vissuto i partigiani, i resistenti e gli antifascisti albinesi.

Per meglio capire chi fossero Dante Spinelli e Battista Zanga, ecco alcune notizie fornite da Angelo Calvi, che cura il progetto “Impronte partigiane” insieme a Mauro Magistrati.

Dante Spinelli (1921-1984) nacque al numero civico 53 di via Umberto I, diventata poi, dal dopoguerra, via G. Mazzini. Era figlio di Giovanni, socialista, e Laura Mutti. Nel periodo 1943-1944, Dante Spinelli fu operativo in Valle Seriana, come partigiano nella Brigata “Camozzi” del movimento “Giustizia e libertà”. In seguito, dall’ottobre 1944, operò sui nostri monti e nelle fabbriche, prima come Comandante e, dal gennaio 1945, come Commissario Politico del 170° Distaccamento Valle Seriana S.A.P. della Brigata “Garibaldi”, che boicottò con completo successo gli impianti dell’Ansaldo di Genova, trasferiti dai tedeschi in Valle Seriana, per la produzione di armi con maestranze liguri e locali.

Maestro elementare per quarant’anni, socialista, dal 1945 al 1975 fu presidente della Sezione A.N.P.I. di Albino e cultore di storia albinese.

Zanga Giovanni Battista, detto “Tino”, nacque il 10 ottobre 1926, figlio di Simone, mugnaio, e di Lucia Gusmini. Abitò fino al 1940, anno in cui si trasferì a Gazzaniga, in via Mulino delle Gotte, al n. 6, nella frazione di Dossello, in Valle del Lujo.

“Tino”, partigiano della Brigata “Camozzi” del movimento “Giustizia e libertà”, fu fucilato dai fascisti della Compagnia O.P., “banda Resmini”, il 2 marzo 1945, a 18 anni, “addossato a un muro con le mani in alto”, nella strada principale di Carona, in Val Brembana, dove, insieme a due compagni, Pedrali e Piccardi, pure caduti, al termine di una sfortunata azione, aveva volontariamente inteso proteggere la ritirata degli altri partigiani ai Laghi Gemelli, sopra Carona.

Sepolto a Carona, fu inumato a Gazzaniga il 3 ottobre 1945, su iniziativa del Comitato di Liberazione Nazionale (C.L.N).