Uno dei gioielli delle Valli Bergamasche per gli amanti del free-climbing e dell’arrampicata ourdoor in roccia, sono le “falesie di Valgua”, presenti sul territorio di Albino, in località Bondo Petello, al confine con Aviatico. Qui, in una splendida valletta, una decina di settori chiodati, tutti facilmente raggiungibili percorrendo pochi minuti di sentiero. Un vero è proprio parco di arrampicata, inaugurato negli anni ’70, esploso effettivamente in tutta la sua bellezza solo grazie al lavoro di chiodatura dei due decenni successivi, e che ora è una delle palestre più importanti d’Italia, dove sulle pareti salgono anche le star dell’arrampicata.
Per arrivarci è facile. Basta giungere nella frazione di Bondo Petello, seguire via Valgua, superare i laghetti per pescatori e scegliere i vari settori per arrampicare. Il primo che si incontra dopo 10 minuti di cammino è MINOLANDIA, bella placca con tiri medio-facili. Salendo si arriva in 20 minuti allo SCOGLIO, fresca e boscosa placca ideale nelle stagioni più calde. Successivamente, in 25 minuti, ecco LENTASIA, lunga fascia di calcare con tiri piuttosto impegnativi, anche su gradi bassi. VALGUASIA, forse il settore più bello, e la TORRE si raggiungono in 30 minuti, mentre per il FUNGO, ultimo baluardo che sbarra la valle e che riserva tiri severi, bisogna camminare 40 minuti. Inoltre, i nuovi BOLUDOLANDIA, ORRIDO, LA CENGIA, POLPA, e altri
Un bel comprensorio di arrampicata, battuto da moltissimi climber, che raccoglie l’eredità di un’altra storica falesia, situata poco distante, la Cava di Nembro, ormai chiusa al pubblico. Sono queste le rocce che hanno visto la nascita di grandi alpinisti e scalatori, come ad esempio Simone Moro. Valgua, col tempo è migliorata e si è perfezionata, grazie dapprima ai vari Renzo Carrara, Elio Spiranelli ed altri, a cui si devono le prime esplorazioni, e poi alla buona volontà di un gruppo di chiodatori che vi hanno cesellato i tiri, come Mauro Valoti, Andrea Gelfi, Alberto Forbiti, Stefano Codazzi, e ancora Mangili, Piantoni, Cornolti, e i ragazzi del CAI di Albino, giungendo infine al gruppo ClimBerg e tanti altri.
In un’estate particolare, per molti ancora incerta e sospesa, dove predominano passeggiate, escursioni e pedalate, a giusta distanza, perché non approfittare di questa opportunità? Certo, bisogna essere un po’ esperti, ma soltanto il fatto di salire sul sentiero di Bondo Petello, aver voglia di curiosare fra le falesie, magari ammirandole per la prima volta, è un buon punto di partenza. Dopo, il richiamo sarà sempre più forte, magari si vorrà provare e, allora, le “falesie di Valgua”, avranno colpito nel segno, perché è impossibile non rimanerne affascinati. Si è di fronte ad uno dei più interessanti santuari dei climber, peraltro a pochi chilometri da casa.

MM