Inaugurato a Orezzo il nuovo monumento al marmo nero

Nell’ottobre 2013 era stato inaugurato, a Gazzaniga, al centro della rotatoria, vicino al confine con Fiorano al Serio, l’obelisco in “marmo nero di Gazzaniga e Orezzo”. Quest’anno, sempre ad ottobre, è stato inaugurato, in Orezzo, in una aiuola del parcheggio posto all’inizio del paese, un nuovo monumento e per la “par condicio” è stato denominato: “marmo nero di Orezzo e Gazzaniga”.

 

Questa nuova realizzazione continua e interpreta instancabilmente la storia di questa pietra, iniziata nel 1400, che ha reso famosi i due paesi (ora uniti in Gazzaniga). Successivamente, nel 1600, questa roccia, riconosciute le peculiarità di nero assoluto, ottima lavorazione e lucidatura, è assurta a vera eccellenza decorativa in tutta la provincia di Bergamo, tanto che Mairone da Ponte nel lontano 1820 scriveva: “Non v’ha in provincia tempio o chiesa che non abbia lavori di questo marmo”.

Da anni, oramai, la Commissione Cultura della Sottosezione del CAI di Gazzaniga si è fatta carico della valorizzazione di questo marmo, vero patrimonio locale, prima con la pubblicazione di un libro e poi con varie realizzazione di monumenti storico-rievocativi.

Questa storia ha attraversato un lungo periodo, durato molti secoli, ed è stata impreziosita dall’arte degli scultori Manni, dei Fantoni, dei Caniana, dei Selva, dei Corbarelli, che con i loro lavori di intarsio policromo, in particolare negli altari delle chiese di tutta la provincia, hanno contribuito a rendere famosa questa roccia in tutta la Bergamasca e oltre.

Quindi, domenica 26 ottobre, alle ore 9,30, ad Orezzo, è stato inaugurato il nuovo monumento, frutto di ricerche documentali circa i metodi di trasporto dei grossi massi, che avveniva nell’800 e agli inizi del ‘900. Erano presenti autorità locali, sindaco di Gazzaniga e sindaco dei ragazzi in primis, lo staff della Sottosezione del CAI di Gazzaniga, i ragazzi dell’Alpinismo Giovanile e gente comune, che ha apprezzato la realizzazione e l’impatto visivo dell’opera.

Da documenti consultati si evince infatti che fino al 1900 lo scavo veniva effettuato a mano e il trasporto avveniva caricando i monoliti su slitte di legno trainate da cavalli. Solamente verso la prima metà del secolo scorso, una volta realizzata la strada che da Gazzaniga conduce alla località Plaz, sede dell’antica e principale cava, sono stati utilizzati prima i carri e poi i camion per il trasporto dei grossi blocchi di pietra squadrati. Così, si è pensato di interpretare la storia, ponendo un significativo manufatto proprio lungo la strada che una volta era percorsa dai primitivi mezzi di trasporto. Flaminio Coter ha prima sapientemente tracciato uno schizzo e poi disegnato il progetto esecutivo, composto da una robusta slitta in legno, offerta dalla ditta Legnotecnica Fattorini di Gazzaniga, caricata di tre grossi blocchi grezzi di marmo nero offerti dalla ditta Fr.lli Paganessi di Vertova, trainata da due sagome di cavalli e conducente, tagliati a laser dalla ditta 2 Più di Cene.

Un aiuto importante e competente durante tutte le fasi della realizzazione è stato dato dalla ditta Edil Orezzo, da Riccardo Merelli e dal socio Pietro Guerini, preziosissimo e sempre presente in queste occasioni. Il Comune di Gazzaniga ha poi dato il permesso per l’esecuzione dell’opera, nonché il suo patrocinio, mentre alcuni sponsor, tra cui la Pro Loco di Orezzo e Gazzaaniga, i soci CAI Ritanna Guerini, Angelo Ghisetti ed Eugenio Ritter, hanno contribuito economicamente.

Ora, transitando sulla strada provinciale per Orezzo si può ammirare questo originale monumento evocativo, simbolo di antica storia, fatica e lavoro.

La breve cerimonia ha avuto inizio con la benedizione dell’opera da parte del parroco di Orezzo e, successivamente, con un conciso, ma esauriente discorso da parte del presidente del CAI di Gazzaniga Valentino Merla. Sono seguite le parole del sindaco di Gazzaniga Guido Valoti e del sindaco dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado Jacopo Rocchetti, che ha tagliato il nastro con tanto di fascia tricolore. Infine, Angelo Ghisetti ha caldamente ringraziato tutti coloro che hanno contribuito per la buona riuscita dell’opera.

Al manufatto sono state applicate due targhe: una per la ricorrenza dei 40 anni di fondazione del CAI di Gazzaniga e l’intitolazione dell’opera in ricordo del socio Adriano Porcellana perito quest’anno in montagna; la seconda con incisa una sintetica, ma efficace poesia commemorativa scritta da Angelo Bertasa, che traccia secoli di storia, e che in queste poche righe, rievocando l’antica slitta, scrive:

 

“Umile arnese, che per vie di lizza

su erbose pendici o tra boschi

in secolare pazienza soffristi

il duro peso di pietre preziose

per le gioie dall’arte,

qui memori ti posiamo

a perenne presenza evocativa”.

 

Successivamente il corteo si è spostato sul sentiero CAI n. 523 Orezzo-Coldrè-Poieto, dove, all’inizio, dopo la bella tribulina di Oschiolo, è stata posata un’altra targa, in ricordo del socio Giuseppe Musitelli, anch’esso caduto in montagna questo anno.

Dopo un itinerario escursionistico sulle montagne circostanti, i soci si sono ritrovati alle ore 15,30 in chiesa, ad Orezzo, per assistere alla S.Messa, celebrata in suffragio dei soci scomparsi; alle ore 16,30, poi, presso le ex-scuole elementari di Orezzo, consueta castagnata, a chiusura di una intensa e significativa giornata.

 

A. G.