Inaugurato il monumento “al Marinaio”

Sembrava di essere a Napoli o a Genova, insomma in una città marinara. Da tutte le parti era un via vai di marinai, con i loro vessilli, i loro labari. Tutti presenti, sull’attenti, per festeggiare l’inaugurazione del nuovo monumento “al marinaio”, collocato nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Gazzaniga, nel medesimo giardino dove si erge il Mausoleo Briolini, il monumento ai caduti, quello ai carabinieri e quello agli alpini.

Una grande festa per tutti i marinai della Val Seriana, in particolare della Media Valle, che ha visto in cabina di regia proprio l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI), gruppo “Ugo Botti” di Bergamo, unitamente alla delegazione regionale Lombardia nord-est. Il monumento, infatti, è il frutto di una sinergica volontà realizzativa, che ha visto protagonisti il gazzanighese Loris Masserini, decoratore e “Pittore Benemerito della Marina Militare”, che ha promosso progettato, disegnato e seguito nella sua realizzazione il monumento, e il delegato regionale della Lombardia nord-est Alberto Lazzari di Cene che si è impegnato a livello burocratico-amministrativo.

Tutti i partecipanti hanno sfilato per le vie di Gazzaniga con i loro labari, insieme alle autorità e ai rappresentanti delle associazioni d’Arma (c’erano carabinieri, fanti, paracadutisti, alpini), ma anche ai volontari di tante associazioni che operano in paese e nella Media Valle. Tutti, poi, hanno partecipato alla Messa al campo celebrata da padre Manuel Paganuzzi, francescano, per sei anni cappellano della Marina Militare. A tagliare il nastro c’era la madrina Angela Ghilardi, insieme ad Alberto Lazzari, delegato regionale ANMI, e all’ammiraglio di divisione Mario Caruso. A seguire, dopo la benedizione e la deposizione di una corona d’alloro, lo scoprimento del monumento, opera appunto del gazzanighese Loris Masserini, ex-sottufficile telegrafista della Marina Militare, in particolare sull’incrociatore Garibaldi.

Il monumento è costituito da un portale in pietra: è in granito dell’Adamello (dopo alcune richieste sono stati donati dieci blocchi da parte del Comune di Lovere). Su una lapide sono raffigurati gli stemmi delle quattro Repubbliche Marinare, con incisa la dedica “al marinaio”. Quindi, un’ancora in ferro, alta due metri, del peso di 15 quintali, donata dal Ministero della Marina (è stata ritirata nell’Arsenale Marittimo di La Spezia.

Il fregio è in marmo nero di Ganda lucidato (oramai quasi una pietra preziosa, essendo chiusa da più di mezzo secolo la cava sul monte di Ganda). Il motto, q ui presente, così recita in latino e in italiano: “Gli uomini sono di tre categorie: i vivi, i morti e i naviganti”. Il motto è bifronte ovvero si legge da ambo le parti.

Presente ala cerimonia anche l’ammiraglio di squadra Marcantonio Trevisani.

Toccante il momento in cui il nostromo ha accompagnato gli onori ai Caduti con i tradizionali otto fischi del “trio”, cioè il fischietto del nocchiere.

Sara Nicoli