Non un traguardo, ma un punto di partenza, fra la gente, nelle feste popolari e nelle scuole, per sensibilizzare i trescoresi sulla cultura della donazione degli organi, per aumentare il numero degli iscritti, soprattutto i giovani, per crescere nella solidarietà e nella gratuità. Così, si può tradurre la dimensione con la quale si è festeggiato il 40° anniversario di fondazione della sezione AIDO di Trescore, che ha avuto il suo momento culminante, quello celebrativo, lo scorso 9 ottobre.
Per l’occasione, il consiglio direttivo, guidato da Corrado Valli, che è anche presidente provinciale AIDO di Bergamo, ha organizzato una manifestazione articolata in due momenti. Dapprima, un incontro formativo, in Oratorio, dal titolo “Sport e trapianti”, con interventi di Giacomo Poggioli (responsabile del centro di Medicina dello Sport dell’Ospedale “Papa Giovanni” di Bergamo), Paola Prometti, Silvio Calvi (ex-presidente del CAI provinciale, Alan Cattin Cosso (trapiantato e ski-runner). Quindi, la celebrazione pubblica, svoltasi in paese, con l’inaugurazione e la benedizione (era presente don Franco Zamboni) del nuovo “monumento al dono”, in una piazzola di via Abbadia. Presenti numerose autorità, fra cui il sindaco di Trescore Donatella Colombi, l’on. Giovanni Sanga, il presidente regionale uscente dell’AIDO (al timone per 27 anni) cav. Leonida Pozzi, e gli alfieri di oltre 25 sezioni consorelle. Il tutto accompagnato dalle note della Fanfara Alpina di Trescore.
“E’ un onore essere qui oggi ad inaugurare questo monumento – ha affermato il presidente AIDO di Trescore Corrado Valli, inaugurando il nuovo monumento dell’AIDO – Un monumento al dono, libero e gratuito, di una parte di sé, per salvare una vita. Con quest’opera vogliamo ricordare chi ha donato, ma il nostro sguardo è proteso in avanti, al futuro, per sensibilizzare coloro che non hanno ancora deciso di aderire all’AIDO. Vuole interrogare le coscienze e spronare a dire di sì alla vita, alla donazione di organi. Non è un monumento auto-celebrativo, ma propositivo, di speranza. Questa opera, frutto dell’ingegno del nostro concittadino Emiliano Facchinetti, è stata scelta perchè meglio rappresentava, rispetto ad altre soluzioni, il dono. Come possiamo facilmente intuire qui sono rappresentate due figure nella loro essenza di fiamma vitale; c’è un passaggio di vita tra quella un po’ più piccola a quella un po’ più grande, più sofferente, che proprio grazie all’organo donato torna a rimettere in circolo pienamente le funzionalità dell’organismo, cioè ritorna ad una vita piena. Nell’opera è facile intuire che l’ingranaggio rosso è l’organo donato. Inoltre, per celebrare il dono della vita abbiamo scelto di posizionare un mandorlo, simbolo della nascita e della resurrezione. È il primo albero a sbocciare in primavera e perciò simboleggia il rinnovarsi della natura, dopo il periodo di morte invernale. Certo, il dono è il senso che sottende l’opera, ma è anche ciò che ha reso possibile la sua realizzazione: le persone che vi hanno lavorato; le imprese che hanno donato in tutto, o in parte, il loro lavoro o i materiali; l’artista Emiliano Facchinetti che ha ideato l’opera; la Ista Inox che l’ha realizzata; il geom. Leone Cantamesse e l’arch. Sara Cantamesse che hanno redatto il progetto dell’area; la ditta Somaschini per gli ingranaggi; la VAfe srl per la colorazione; la ditta Poloni Antonio per la realizzazione gratuita di parte dei lavori; l’Arteferro per il Cor-ten; l’elettricista Facchinetti; il giardiniere che ha sistemato l’area (e che non vuole essere nominato); i commercianti di Trescore per il loro sostegno economico; e l’amministrazione comunale che ha assecondato e condiviso il nostro desiderio, cogliendo l’occasione per realizzare un marciapiede per mettere in sicurezza il transito dei pedoni che altrimenti avrebbero sul ciglio di questa aiuola”.
“Con quest’opera – ha continuato Valli – è evidente un grosso lavoro di comunità; è un’opera che noi doniamo alla comunità, ma che la stessa ha contribuito a realizzare. Strategica, poi, la sua collocazione, in un luogo che rappresenta uno snodo importante del paese: siamo vicini al piazzale del mercato, all’ospedale, alla Posta; consentirà ai passanti di interrogarsi sul significato di ciò che vedranno e noi speriamo che la riflessione che ne scaturirà possa terminare con un grosso sì alla vita, all’AIDO e alla donazione di organi”.
La sezione AIDO di Trescore è composta da 550 iscritti, peraltro in continuo aumento, basti pensare che otto anni fa c’erano 200 iscritti: segno che le campagne di sensibilizzazione hanno fatto ottenere ottimi risultati in termini di incremento delle adesioni. La sede è in via Locatelli 87/A.
Ed eccoci a tracciare il significato dell’opera, che ha per titolo “E la vita continua”, così come spiegato dall’artista Emiliano Facchinetti:
“L’opera, costruita interamente in acciaio, vuole rappresentare l’aspetto altruistico della comunità. La scelta dell’acciaio, grigio, dalle tonalità neutre e fredde, è voluta. L’intento, infatti, è quello di creare un netto contrasto con il rosso, colore caldo, vivace, che più di ogni altra tinta crea richiamo e desta attenzione. L’ingranaggio in questione, cioè quello rosso, riconduce inevitabilmente e direttamente al logo AIDO, posto alla base dell’opera, anch’esso di colore rosso. Immediata, quindi, la riflessione e di facile comprensibilità la relativa conclusione: senza “quel pezzo” il complicato meccanismo non funziona più, e cosi succede anche con il nostro corpo. Anche la struttura portante, composta da due forme dalle linee morbide che si intersecano fra loro slanciandosi, appuntite verso l’alto, ha un suo perché. Oltre a fare da base armonica e creare contrasto in quell’insieme di rotondità che sono gli ingranaggi, vuole rappresentare un qualche cosa di ben preciso: due veloci fiamme. Infatti, la vita è una fiamma veloce e, come spesso succede nell’esistenza tra più persone, l’una alimenta l’altra e viceversa. Così, proprio come in un falò che sembra destinato a spegnersi, basta un soffio… e la fiamma della vita ricomincia”.

Ti.Pi.