Bandiere, striscioni, vessilli. Grande sventolio di bandiere tricolori domenica 6 novembre ad Albano Sant’Alessandro. La comunità di Albano Sant’Alessandro, infatti, ha celebrato con grande partecipazione popolare alle iniziative commemorative del 4 Novembre, che coincidono con la Giornata dell’Unità Nazionale e la Festa delle Forze Armate. Un’occasione importante per la comunità locale che, su invito dell’amministrazione comunale, ha inteso ricordare in questo modo, in occasione anche del Centenario della Prima Guerra Mondiale, i caduti di tutti i conflitti, giovani che hanno servito la Patria, per la conquista della libertà e della democrazia. Ma anche un momento di crescita civica, per celebrare la pace e la fratellanza.
Il programma ha radunato i partecipanti presso la Piazza Caduti per la Patria; poi, tutti si sono recati nella chiesa parrocchiale per la Messa di suffragio ai caduti di tutte le guerre. A seguire, si è formato un corteo che, sfilando per il paese, si è diretto al cimitero, verso i monumenti ai Caduti delle varie Associazioni, per la deposizione di una corona di alloro, con accompagnamento del corpo bandistico di Albano Sant’Alessandro. Quindi, un momento di preghiera guidato dal parroco e il discorso del sindaco Maurizio Donisi in Piazza dell’Alpino.
Momento culminante delle celebrazioni, ecco, alle 11.30, l’inaugurazione, in Piazza Caduti per la Patria, a lato del nuovo Municipio, del “Monumento per la Pace”, realizzato dal maestro Egidio Sartori (opera, peraltro, commissionata nel 2010 dalla precedente amministrazione). Opera in bronzo, si tratta di un monumento dedicato alla pace e alla famiglia, con basamento formato da sette cerchi concentrici: proprio su di essi sono stati incisi i nomi dei 61 caduti che si rintracciano anche sul Monumento ai Caduti. Per la cronaca i caduti delle due guerre di Albano Sant’Alessandro sono i protagonisti del libro “61: in ricordo dei nostri caduti delle due guerre”, curato da Roberto Zanga e Daniele Bernabei ed edito alcuni anni fa.
Il senso dell’opera è spiegato dallo stesso maestro Egidio Sartori:
“Intanto, perché un “Monumento per la Pace” nella piazza del paese? Perché la piazza rappresenta lo spazio della comunità e della continuità. Da sempre l’agorà, la piazza, è stata il crocevia di scambi, di incontri, luogo per eccellenza che convoglia la gente, punto nevralgico di un paese. Collocare un’opera artistica al centro del paese, dunque, è invitare chiunque vi passi a porsi degli interrogativi, a riflettere su quello che è stato e rappresentano ancora oggi le barbarie della guerra. Il grido “Mai più” trova figura in un monumento che, attraverso un’opera di sintesi emotiva e simbolica, fa riecheggiare ed emergere un desiderio di partecipazione e vicinanza con chi ha lottato ed è caduto per cambiare il mondo. Ed ecco, dalle ceneri della guerra, come una fenice, ergersi una donna e un uomo, simboli di rinascita, di speranza e di vita”.
Le strutture in metallo colorate, aggiunte successivamente, rappresentano i quattro elementi: terra, aria, acqua, fuoco.
Per marcare ancora di più il forte significato commemorativo della celebrazione, l’amministrazione comunale ha fatto dono di 61 garofani bianchi ai 61 caduti delle due guerre: i fiori sono stati depositati a raggio sul monumento, in corrispondenza del nome inciso, da alcuni bambini che, ad ogni chiamata del nome da parte del sindaco Maurizio Donisi, si recavano davanti al monumento e porgevano l’omaggio floreale. Una cerimonia originale, molto toccante, che ha fortemente emozionato i presenti.

Ti.Pi.