Piena accessibilità e abbattimento dei pregiudizi, come mezzi per stimolare il dialogo interculturale. Seguendo questo slogan, sabato 29 settembre si è svolta presso il Parco La Marmora (novità 2018), la 6^ edizione del “Festival delle Culture”, con sottotitolo “Essere quello che siamo”: un appuntamento imperdibile, che ogni anno ha uno sguardo sempre più d’insieme, attento non solo al folklore, ma soprattutto all’integrazione di quelli che sono, a tutti gli effetti, i nuovi italiani nel tessuto vitale del paese.
L’iniziativa, organizzata dall’assessorato ai Servizi Sociali, in collaborazione con la Cooperativa Crisalide e il Comitato Insieme ha visto la partecipazione sia della comunità italiana sia quelle di migranti presenti in paese, che hanno presentato “il loro mondo”, mediante diverse iniziative culturali, di animazione e di intrattenimento.
Chiaro l’obiettivo del festival: promuovere la conoscenza e il rispetto fra persone di diversa cultura e religione, nella consapevolezza che sia fondamentale e urgente irrobustire la cultura del dialogo, lontano dal buonismo e da un superficiale atteggiamento “interculturale”. In altre parole, costruire un “ponte” tra le culture presenti sul territorio, un “network” di relazioni, e avviare percorsi di conoscenza reciproca e di avvicinamento, offrendo spazi di incontro, occasioni di aggregazione e socializzazione e momenti di confronto, per affrontare temi di attualità, sociali, culturali, economici”.
“Il “Festival delle Culture” rappresenta ormai per il nostro paese un appuntamento fisso nel calendario annuale, a cui è impossibile mancare – spiega l’assessore ai Servizi Sociali e alle Politiche Familiari Rosangela Conteduca – Se nelle prime edizioni si scorgeva un qualche senso di timore nell’avvicinarsi alle diverse culture e soprattutto nell’assaggiare cibi sconosciuti, negli ultimi anni questo limite è stato brillantemente superato. Tutto ciò lo si evince sia dal numero di Paesi partecipanti, quest’anno ben 19, che dall’affluenza di pubblico sempre in aumento. Ovviamente, questo non accade per magia, ma è frutto di un lavoro costante che questa amministrazione persegue da anni, per far sì che nel nostro paese si crei interazione ed integrazione tra italiani e migranti, in modo che ci si arricchisca gli uni delle culture degli altri, in un convivere civile”.
“Quest’anno – continua l’assessore Conteduca – è stato inserito all’interno del Festival un dibattito, avente per tema “Abitare il nostro territorio”, frutto di un lavoro durato circa sei mesi, in cui donne di nazionalità diverse si sono incontrate e, attraverso delle letture, si sono confrontate sul vivere gli spazi comuni. Vi è stata, poi, la parte dedicata alla degustazione dei cibi tipici dei vari Paesi presenti, seguita dagli spettacoli folcloristici, a cui hanno piacevolmente assistito anche i vice-consoli di Perù ed Algeria. Alcuni Paesi hanno presentato danze, altri canti, altri ancora bande musicali, in un susseguirsi ritmico, andato avanti fin quasi a mezzanotte”.

Mario Maffioletti