Per non dimenticare e per ammonire. Seguendo questi imperativi morali, l’amministrazione comunale di Albano Sant’Alessandro, in collaborazione con A.N.P.S. (Associazione Nazionale Polizia di Stato, sezione di Bergamo), ha deciso di intitolare al Primo Maresciallo della Polizia di Stato Luigi D’Andrea e all’appuntato della Polizia di Stato Renato Barborini, che furono assassinati il 6 febbraio 1977 dal pluripregiudicato Renato Vallanzasca e dai suoi complici, fermati al casello dell’A4 di Dalmine a un posto di blocco, la consiliare del Palazzo Municipale. La cerimonia si svolgerà sabato 26 maggio, alle 9.45, alla presenza di autorità civili, politiche e militari.
In qualità di speaker è stata chiamata Lodovica Pellicioli, presidente ANPS della sezione di Bergamo. A fare gli onori di casa ci sarà il sindaco Maurizio Donisi. Mentre porteranno le loro testimonianze la vedova del Maresciallo Luigi D’Andrea, la signora Gabriella Vitali D’Andrea, e il Dottor Benito Melchionna, magistrato, scrittore, Procuratore emerito della Repubblica, nonché Giudice istruttore del Tribunale di Bergamo all’epoca dei fatti.
A seguire, un buffet offerto dall’amministrazione comunale.
“E’ il minimo che possa fare una comunità che si dichiara civile – affermato il sindaco Maurizio Donisi – Il giusto e doveroso tributo a due eroi, che hanno sacrificato la loro vita per la Patria, adempiendo fino in fondo al loro dovere, che era quello di garantire la sicurezza e il rispetto delle regole. Il loro ricordo non deve mai svanire, il loro sacrificio non deve cadere nell’oblio, ma al contrario va continuamente ravvivato, perché deve insegnare alle nuove generazioni che è giusto stare dalla parte delle regole, anche a costo della vita”.
“D’Andrea e Barborini sono due vittime della criminalità – continua il primo cittadino – Questa intitolazione ha un profondo valore civile: la comunità di Albano Sant’Alessandro non vuole dimenticare; quanto successo deve servire da lezione. Sono ancora tanti i tutori dell’ordine che continuano a rischiare mentre sono in servizio, e a morire. Solo ricordando persone come i due poliziotti caduti, Medaglie d’Oro al Valor Civile, daremo senso al loro sacrificio”.

Tiziano Piazza