In queste lunghe giornate di fine anno, oltretutto parche di neve per il disappunto di bambini e di sciatori e a scapito anche del paesaggio privo dell’aspetto magico e fatato tipicamente invernale, ho letto. Tutti i pomeriggi liberi, dopo aver acceso il camino e aver contemplato il guizzo della sua fiamma, i colori che questa sprigiona nell’ardere, e il calore che diffonde, sono comodamente sprofondato in una vecchia poltrona, ed ho letto. Vicino a me, su un tavolino, ho posato alcuni libri: Hanno tutti ragione di Paolo Sorrentino, una parabola della vita, la storia di un cantante mediamente famoso ma alle prese con il volgere degli eventi e della storia; la sua che dopo numerosi successi e trionfi si eclissa per lunghi anni in Amazzonia per poi essere raggiunto da una nuova allettante proposta per tornare in Italia; Gli sdraiati di Michele Serra, un libro per e sugli adolescenti che secondo una sua celebre frase “dormono quando il resto del mondo è sveglio, e vegliano quando il resto del mondo sta dormendo”, ma con un epilogo a lieto fine; Favola in bianco e nero di Mauro Corona, una storia natalizia più rivolta ai grandi che ai piccoli. Un passo del libro recita: “Quando la gente del paese si svegliò, quale non fu lo sbalordimento nel constatare che le statuine dei pargoli Santi erano due. Uno di pelle bianca, candida come la neve che copriva il paese, l’altro con la pelle color cioccolato. Entrambi vicini, uno accanto all’altro, sulla paglia magra della vita. Tutti e due con le braccine aperte, pareva si tenessero per mano”. E poi continua tirando in ballo i sentimenti più strani della gente comune, dei politici, dei filosofi, ecc.; e Team-up Teseo e l’arcangelo Michele della concittadina di Gazzaniga Anita Anesa, un romanzo moderno, miscelato di attualità e farcito di mitologia e luoghi incantati. Una lettura avvincente, leggera anche se pervasa da riferimenti antichi e talvolta fiabeschi che invoglia il lettore a continuare la lettura per scrutare la continua evoluzione del racconto. I personaggi Teseo, il protagonista, e i suoi amici, Ducezio Doriano, Ermes Giuralarocca e David rendono affascinante la lettura durante il loro percorso verso la montagna sacra e creano continua suspense e colpi di scena. Una storia/fiaba intrigante, dove i protagonisti ne passano di tutti i colori, ricca di allocuzioni locali e luoghi comuni abbondantemente utilizzati e giustamente scritti in corsivo.
Una nuova avventura della concittadina Anesa, che anche questa volta ha saputo interpretare e collegare molto bene il vecchio e il nuovo, il serio e il faceto, regalandoci un’avvincente e piacevole lettura, al pari e forse superando i precedenti romanzi La saga dei nessuno e Le amiche cartomanti.
Ed ora, terminato di leggere, mi alzo dalla poltrona, riattizzo il fuoco del camino e mi avvicino allo scaffale libreria, per posare i libri letti. Ma scruto tra quelli diligentemente allineati, ansioso di prenderne altri. D’altro canto l’inverno è lungo, sono in pensione e tempo per leggere ne ho a sufficienza.
Quindi, aggiungo un’altra ciocca di legna nel camino e sprofondo nuovamente nella comoda poltrona, tuffandomi nella lettura di un nuovo libro: Diari di montagna di Michele Ghisetti, racconti di ascensioni effettuate tra il 1956 e il 1980. Non un romanzo, ma documenti di vita.

A.G.