Io sono Giovan Battista Moroni: Albino e il suo pittore

In occasione del ritorno a Bergamo, dopo oltre 150 anni dell’opera più conosciuta al mondo del pittore albinese, l’associazione Percorsi Albinesi, che da oltre tre anni si sta occupando della valorizzazione di “Albino città del Moroni”, ha pensato di promuovere nel periodo tra gennaio e aprile 2016 una serie di eventi legati alla figura di Giovan Battista Moroni, alla sua produzione artistica e al suo legame con la città di Albino, dove nacque, abitò per buona parte della sua vita e morì, con l’obiettivo di favorire una sempre maggiore conoscenza dell’artista ed una crescente consapevolezza delle opportunità di promozione, anche turistiche, che possono svilupparsi intorno a questo tema e non solo.

Di cultura una città può e deve vivere. È la nostra storia, il nostro presente, è soprattutto il nostro domani. La scommessa che l’associazione Percorsi Albinesi vuole fare con Albino e con i suoi abitanti è l’idea di una città diversa, capace di rinnovarsi e guardare al futuro radicandosi nella propria storia. Una possibile strada per intercettare le opportunità che il cambiamento in corso ci sta presentando.

Diverse sono le iniziative messe in campo dall’associazione Percorsi Albinesi tra cui la visita guidata alla mostra dedicata dall’Accademia Carrara per visionare il capolavoro di Giovan Battista Moroni: Il Sarto. Il dipinto, acquistato nel 1862 dalla National Gallery e conservato presso il museo londinese, per l’occasione prestato all’Accademia Carrara (fino alla fine di febbraio di quest’anno) dove incontra alcuni dei più noti ritratti moroniani: dai Coniugi Spini, alla Bambina di Casa Redetti, dal Giovane ventinovenne al Vecchio seduto.

La prima visita guidata è avvenuta il 17 gennaio scorso; un secondo appuntamento è previsto per sabato 20 febbraio. Il programma prevede anche la visita delle opere esposte al Museo Bernareggi. Nel cortile quattrocentesco del Museo Bernareggi breve rappresentazione teatrale di promozione di “Albino Città del Moroni”, con quadri viventi moroniani.

Questo a Bergamo ma, ad Albino?

Niente paura, l’associazione ci porta alla scoperta dei capolavori presenti nelle chiese della nostra città accompagnati da una guida del Museo Bernareggi di Bergamo. Dopo l’uscita del 30 gennaio scorso sono previste altre tre date:

Domenica 10 aprile alle ore 11.00 presso la Chiesa Parrocchiale di Bondo per meglio conoscere “La Madonna con Bambino tra Santa Barbara e Santa Caterina”. Seguirà un aperitivo nel Parco Finibondo

Domenica 17 aprile alle ore 11.00 pressso la Chiesa della Madonna del Pianto con una visita guidata all’opera “Il Cristo Portacroce”. Seguirà un aperitivo nel piazzale antistante

Sabato 23 aprile alle ore 15.00 presso la Chiesa Parrocchiale di Albino con una visita guidata alle opere sacre presenti nella chiesa. Seguirà un aperitivo in Piazza San Giuliano.

Ma le proposte dell’associazione Percorsi Albinesi non si fermano qui. Dopo la gita del 14 febbraio scorso a Trento, un’intera giornata alla scoperta dell’influenza del Concilio di Trento nella vita e nelle opere di Giovan Battista Moroni, ecco il 12 marzo prossimo l’Itinerario Seriano: un percorso, con guida, seguendo la produzione di opere sacre presenti in Valle Seriana. Pradalunga, Fiorano al Serio, Parre e Fino del Monte: quattro chiese parrocchiali, un unico filo conduttore.

Interessanti anche i laboratori artistici dedicati ai bambini delle scuole primarie. La vita e i quadri del pittore albinese saranno lo spunto per entrare nella bottega di un artista del ‘500, imparando sul campo la tecnica del colore e la composizione di un’opera valorizzando la creatività. La durata del laboratorio sarà di circa 2 ore comprensivo di merenda. Queste le date, tutte nel mese di aprile:

Sabato 2 alle 15.00 a Bondo presso la Casa della Comunità

Sabato 9 alle 15.00 presso l’Oratorio di Abbazia

Sabato 16 alle 15.00 Albino nella sede dell’associazione Percorsi Albinesi

Sabato 23 alle 15.00 a Comenduno presso la Villa Regina Pacis

Appuntamento conviviale quello di domenica 28 febbraio: presso la sede dell’Associazione Percorsi Albinesi, aperitivo, alle ore 11 con ingresso gratuito, in compagnia di Giampiero Tiraboschi, autore della nuova pubblicazione su Giovan Battista Moroni. Nell’occasione saranno esposte alcune copie autorizzate di opere dell’artista.

Interessantissimo l’evento organizzato per venerdì 18 marzo: presso l’auditorium Mario e Benvenuto Cuminetti, alle 21, tavola rotonda sulle opportunità di sviluppo turistico del territorio a partire dal legame tra la città e il proprio pittore, in relazione con le realtà sovracomunali. Un confronto con altre esperienze virtuose che hanno saputo fare sistema.

Serata d’altri tempi quella proposta sabato 19 marzo a partire dalle 20,30: nella suggestiva cornice di San Bartolomeo, verranno eseguite musiche dal vivo del Cinquecento e Seicento e proiezioni delle più importanti opere del pittore albinese.

Ma le proposte dell’associazione non si fermano solo agli aspetti culturali. Sabato 9 aprile, a partire dalle 9,00, in occasione dell’appuntamento mensile del “Mercato Agricolo…e non solo”, promosso dall’Associazione “Mercato & Cittadinanza”, esposizione del planisfero moroniano, riportante l’ubicazione di tutte le opere del Moroni nel mondo, e di alcune riproduzioni dei suoi quadri. Nell’occasione si potranno anche acquistare le copie del nuovo libro di Giampiero Tiraboschi. Nella stessa giornata, visita guidata ai luoghi moroniani di Albino, tra cui la casa natale, l’ex Convento di S.Anna e la Chiesa di San Bartolomeo. Cicerone d’occasione, Luisa Madornali, responsabile del Servizio Cultura del Comune di Albino. Ore 12.00 aperitivo nella piazza del Comune.

In questa carrellata di proposte non mancano nemmeno gli aspetti conviviali e ludici. Sabato 23 aprile, a partire dalle 18,00, verrà proposta una cena rinascimentale con figuranti in costume d’epoca e uno spettacolo teatrale. Nella straordinaria cornice del Convento della Ripa a Desenzano di Albino, una cena a lume di candela con prodotti del Mercato Agricolo, tra antiche ricette e sapori di una volta, circondati dai lavori prodotti dai ragazzi durante i laboratori “Nella bottega del Moroni”. Un tuffo nel passato con la partecipazione delle associazioni albinesi “Astorica” e “Mercato & Cittadinanza”. Nel corso della serata andrà in scena “Albino Città del Moroni”, una breve rappresentazione teatrale ideata e interpretata da Andrea De Simone e da altri giovani artisti albinesi e non, dove alcuni dei quadri più celebri prenderanno vita.

Domenica 1 maggio, infine, in piazza San Giuliano a partire dalle 14,30, appuntamento con “Chi ha rapito il cavaliere in rosa?”, grande gioco a squadre per le vie del centro storico di Albino. Dopo il successo della prima edizione del grande gioco moroniano proposto nell’autunno 2013, ecco la seconda puntata di questa spettacolare “caccia al tesoro” che si svilupperà per le vie del Centro Storico di Albino, tra indizi e curiosità legate alla vita del pittore albinese ed ai personaggi rappresentati nelle sue opere. Grazie alla partecipazione di giovani attori e dei figuranti in abiti d’epoca dell’associazione Astorica, sembrerà di essere tornati in una domenica pomeriggio della prima metà del ‘500…

 

A cura di Paolo Salamoni

 

 

Giovan Battista Moroni

Nasce ad Albino (Bergamo) tra il 1520 e 1524. Pochi anni dopo la famiglia si trasferisce nel bresciano, dove il padre Francesco, architetto, può seguire i lavori di Palazzo Lodron di Bondeno; è in questo periodo, attorno al 1532, che Moroni inizia la sua formazione presso Alessandro Bonvicino, detto il Moretto. L’apprendistato si conclude intorno al 1543, nonostante i due collaborino fino al 1549.

Nel 1545 si apre il Concilio di Trento. Alla corte del principe vescovo, nonchè cardinale, Cristoforo Madruzzo troviamo in questi anni anche il giovane Moroni, che inizia a dare prova di sé firmando le sue prime opere autonome. Conclusasi questa fase del Concilio, nel 1552, Moroni approda a Bergamo.

In patria diventa in breve tempo il pittore di spicco della città, la sua attività è fiorente, soprattutto come ritrattista dell’aristocrazia e della nobiltà bergamasca. Degli anni Cinquanta è un dipinto come il Cavaliere in rosa di Palazzo Moroni, che ritrae Gian Gerolamo Grumelli, esponente di una delle principali famiglie cittadine.

A partire dal decennio successivo il pittore si radica nella vita della natia Albino, dove nel frattempo era tornato anche a vivere. I soggetti dei suoi ritratti sono ora i membri della piccola nobiltà locale, del ceto delle professioni, del clero, ai quali si accosta senza timori, in immagini di grande naturalezza. Anche i santi nelle tante pale d’altare che dipinge in questi anni, hanno i volti della gente comune. Di questo momento sono due capolavori come Il Sarto e il Gian Girolamo Albani: ritratti dove lo sfondo è costituito da un sobrio tono grigio e l’attenzione è concentrata sull’aspetto fisico e psicologico dei personaggi. L’artista muore, ormai infermo, ad Albino nel 1579.