La Casa del Commiato

Fin dal 1737 Maria Teresa d’Austria prescrisse di seppellire i morti non più sul sagrato che era aperto, ma in sepolcri in chiesa o nel cimitero; nel 1768 proibisce le sepolture nelle chiese. Il 12 giugno 1804 il decreto emanato da Napoleone stabiliva “la proibizione di seppellire i cadaveri umani in altri luoghi che nei cimiteri, e questi siano necessariamente fuori dell’abitato dei Comuni”. Solo nel settembre 1806 con Reale Decreto, questa prescrizione veniva applicata al Regno Italico. A Bergamo tale decreto ebbe pratica attuazione in seguito dell’avviso n. 2804 del Dipartimento del Serio, nel quale il podestà di Bergamo G. Sonzogno il 24- 4- 1810 prescriveva che: “ …essendo stata sospesa per alcune circostanze del momento, l’attivazione dei pubblici cimiteri prescritta dal Reale Decreto 5- 9- 1806 e necessitando che siano quanto prima attivati onde incontrare le salutari visite del suaccennato decreto, si previene il pubblico che nel giorno primo maggio entrante, cesserà l’uso dei sepolcri nelle chiese e tutti i cadaveri umani dovranno essere sepolti nei cimiteri. Tutti i sepolcri che esistono sia nelle chiese, sia in qualsivoglia altro luogo, dovranno essere chiusi con volte di pietra, o mattoni, o calce a spesa dei proprietari, ed in caso d’indolenza o di renitenza di questi, si procederà all’otturazione d’ufficio a totale loro carico”. A Desenzano al Serio il 27. 6. 1810 muore Grumelli Francesco fu Tomaso detto Comino di anni 62 “primus in Campo Sancto”.

 

Durante i contagi: Presso ogni Chiesa Parrocchiale si dovrà dalle rispettive Fabbricerie allestire una stanza (vi è ancora sul sagrato di Desenzano) con accesso alla strada, per riporvi i cadaveri sino al momento del loro trasporto al cimitero. Il trasporto poi “dalla Chiesa al Campo Santo dovrà essere eseguito per le strade più brevi e più remote nelle ore notturne (senza clero) e dopo la mezzanotte”. (per terrore e paura del contagio)

+ 18. 11. 1796 Calvi Anna Maria di Giacomo anni 3 di Desenzano obiit vaiolarum morbo

+ 20. 3. 1817 Adobati Stefano di anni 8 della Pradella obiit vaiolarum morbo

+ 20. 7. 1819 Colombi Giacoma di anni 45 moglie di Davide Armellini molinaro x Cholera Morbus

+ 13 . 7. 1836 Noris Maria in Noris Marco di anni 40 di Comenduno x Cholera Morbus

+ 16. 7. 1836 Persico Giovanni di Giacomo e Gusmaroli Maria di anni 35 sposato con Fanti Maria della Pradella x Cholera Morbus (omessi i funerali e portato al Campo Santo privatamente x epidemia).

Il Ghirardelli scrive: a Desenzano nel 1630 morirono 266 persone e ne rimasero in vita 146: 58 uomini e 88 donne, in tutto 142. A Comenduno morirono 158 persone e ne restano 124: 54 uomini e 70 donne, in tutto 282. Notevole era l’incidenza del Colera nel 1835- 36 e 1849 sei anni dopo il contagio si ripresenta coinvolgendo tra il luglio e l’ottobre 1855 oltre 833 persone di cui 536 muoiono. Il 9 gennaio 1850 ad Albino, solennità di S. Giuliano, festa di precetto in tal giorno, stabilito dalla… Sanità, in ringraziamento per la liberazione del fatal morbo del “Cholera Morbus.

Attenzione: Oggi, essendo molto difficile poter tenere i defunti negli appartamenti dei condomini il breve periodo indispensabile, si è studiato un sistema che forse da l’unica soluzione: A Nembro da vari anni la Chiesa di S. Sebastiano serve come “Casa del Commiato”; da poco tempo a Bondo Petello la Chiesa di S. Bernardo, ad Albino la Chiesa di S. Anna, così pure nella frazione di Comenduno la Chiesa di S. Maria sono utilizzate come “Casa del Commiato” da cui partono i funeralI verso la Chiesa Parrocchiale. Ora già che si desidera allestire “anche a Desenzano la Casa del Commiato” sarebbe utile riutilizzare la stanza preesistente sul sagrato di S. Pietro costruita nell’800 per tale scopo, senza andare a cercare soluzioni stravaganti, ma utilizzando e valorizzando ciò che fu fatto per questo dai nostri Avi, nei secoli scorsi.

Nellio Carrara

BOX

Degno di nota: ” La cassa da morto non ha portafoglio. Molta gente ha lavorato più di un asino e non si è avanzata nemmeno un fiore, un lumicino sulla tomba, perchè la moglie dice che sono soldi sprecati”. * Il 13 giugno 1779 Giovanni fu Bernardo Noris di anni 54 di Comenduno “per piscibus capiendis in flumine Serio” fu sommerso e soffocato… e Francesco figlio di Federico Fassi di… Desenzano di anni 22 “afferrando Giovanni Noris in grande pericolo nel fiume …seipsus perdidit” annegò cercando di salvare Giovanni di Comenduno. Nei registri dei Morti degli archivi parrocchiali di Albino e Desenzano vi sono anche fogli interi segnati da morti di soli “angelì” bambini in quei periodi; ogni cimitero aveva il “campo di angelì”. Il 17 maggio 1925 la Fabbriceria di Desenzano vende il terreno al Comune di Desenzano al Serio per formare il Viale delle Rimembranze verso il Campo Santo per £ 1.068. Nel 1939 nel cimitero di Desenzano vengono sepolti i morti del Ricovero di Albino (l’odierno nuovo Oratorio) e dell’Ospedale Honnegher, e i poveri di altri paesi, non avendo posto nel cimitero del Capoluogo. . Il 22 novembre 1947 a Desenzano vi è la traslazione dei resti di sette Caduti della guerra 1940-1945: Stoppani Tancredi, Luiselli Enrico, Persico Livio, Pina Angelo, Suardi Mario, Vedovati Francesco e un civile: Personeni Andrea.

N. C.