La Comunicazione Aumentativa e Alternativa

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) è un’area della pratica clinica che cerca di compensare la disabilità temporanea o permanente di persone che hanno difficoltà ad usare i più comuni canali comunicativi con particolare riguardo al linguaggio orale e alla scrittura.

 

La CAA si rivolge a quegli individui con bisogni comunicativi complessi, cioè in casi di disabilità cognitiva, difficoltà di comunicazione in assenza di problemi cognitivi (molti non capiscono, non perché hanno problemi cognitivi, ma perché non capiscono la sequenza delle parole, un po’ come se a noi parlassero in una lingua straniera che non conosciamo). Inoltre, la CAA è indicata per quelle persone che hanno la comunicazione temporaneamente preclusa a seguito di traumi, sclerosi laterale amiotrofica, Alzheimer, ictus, afasia (perdita della capacità di produrre/ comprendere il linguaggio, dovuta a lesioni cerebrali) e per le persone straniere ai primi approcci con la lingua locale. Soprattutto la CAA è indicata per i minori per i quali la mancanza di possibilità di comunicare i propri bisogni e i propri stati emotivi ha gravi ricadute negative nello sviluppo della relazione, del linguaggio, nello sviluppo cognitivo e sociale. L’intervento precoce con la comunicazione aumentativa non solo previene un ulteriore impoverimento comunicativo, simbolico e cognitivo e la conseguente comparsa di disturbi del comportamento, ma rafforza la capacità comunicativa con tutte le ricadute positive sullo sviluppo emotivo, linguistico e cognitivo del minore e sulla sua vita sociale.

Il mezzo d’azione è semplice: attraverso l’uso di componenti comunicativi speciali e standard, la CAA utilizza tutte le competenze comunicative dell’individuo, includendo le vocalizzazioni o il linguaggio verbale residuo, i gesti e i segni.

Tra i vari strumenti della CAA ci sono gli IN-book: libri illustrati con testo scritto in simboli pensati per essere ascoltati mentre un’altra persona li legge ad alta voce. Questa “traduzione” delle parole in simboli e il “modeling” (l’azione di indicare il simbolo corrispondente alla parola) che viene fatta da chi legge favoriscono l’attenzione condivisa e rendono più facile seguire il racconto.

Dato l’ampio campo di applicazione e la relativa valenza sociale, il linguaggio in simboli dovrebbe affiancare il linguaggio tradizionale in ogni contesto e gli IN-book dovrebbero divenire patrimonio di tutti e non solo di quelle persone con difficoltà di comunicazione.

Fonte: http://www.sovrazonalecaa.org/

 

Cosa sta per fare la biblioteca di Gazzaniga?

Visti i bisogni segnalati dall’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza UONPIA di Gazzaniga e dai genitori di bambini con difficoltà di comunicazione e considerato che gli IN-book possono essere utilizzati a scopo terapeutico anche da persone anziane (casa di riposo San Giuseppe) e da stranieri ai primi approcci con la lingua locale (progetto intercultura Tirafuorilalingua che nel 2015 è entrato nel 4° anno), la biblioteca intende sia mettere a disposizione delle persone con bisogni comunicativi complessi strumenti adeguati sia favorire la relazione tra le famiglie di queste persone affinché si crei una sorta di gruppo di auto-aiuto che coinvolga tutta la comunità con lo scopo di far diventare la CAA uno strumento per l’abbattimento di barriere sociali e pregiudiziali nei confronti delle persone con bisogni comunicativi complessi.

Queste le azioni concrete messe in campo presso la biblioteca comunale:

– creare nella sezione ragazzi un’area adeguata, priva di barriere architettoniche (molte persone con bisogni comunicativi complessi hanno anche difficoltà motorie) in cui sia gli arredi che la segnaletica siano etichettati e “tradotti” con i simboli della CAA;

– mettere a disposizione diversi titoli di IN-book, valorizzarli e potenziarne costantemente il patrimonio, recependo le novità delle case editrici e soprattutto i nuovi studi effettuati nel settore della CAA;

– acquistare testi dedicati all’analisi e al trattamento dei disturbi della comunicazione sia divulgativi che specialistici in modo tale da fornire a genitori, educatori e operatori del settore, strumenti di informazione e studio adeguati e costantemente aggiornati;

– dotare la biblioteca di materiali informativi tradotti in simboli (segnalibro, istruzioni su come accedere al prestito ad esempio) che rendano indipendenti gli utenti con bisogni comunicativi complessi nell’utilizzo dei servizi offerti dalla biblioteca;

– organizzare momenti di lettura di libri in simboli aperti a tutti;

– coinvolgere tutte le agenzie educative e ricreative del territorio affinché collaborino nella progettazione e nella realizzazione di attività specifiche.

Il primo incontro con la cittadinanza per illustrare il progetto si terrà nel pomeriggio di sabato 18 aprile. Seguiranno altri due incontri: sabato 9 maggio e sabato 16 maggio.

 

Perché leggere a un bambino

La lettura ad alta voce di libri illustrati da parte di un adulto è un’esperienza precoce importante per i bambini che, sappiamo, sostiene lo sviluppo emotivo e contemporaneamente quello linguistico e cognitivo. Le parole e le emozioni che entrano in noi con la narrazione, non solo ci aiutano a metterci nei panni degli altri, ma diventano ingredienti per costruire i nostri pensieri e, nel tempo, anche le nostre narrazioni, facilitando così le relazioni e l’apprendimento. Per alcuni bambini, questa esperienza così piacevole e importante viene a mancare o è molto limitata e manca così un prezioso nutrimento per la mente e per il cuore.

 

Perché leggere?

– Perché è piacevole e divertente, per l’adulto e il bambino

– Perché è un momento autentico di incontro tra chi legge e chi ascolta

– Perché tranquillizza, rassicura e consola

– Perché permette di guardare insieme emozioni e paure

– Perché consente al bambino di partecipare attivamente e di fare esperienze

– Perché aiuta a pensare e a essere curiosi, a fare collegamenti e a costruire storie

– Perché aumenta l’attenzione, migliora la comprensione del linguaggio e la struttura della frase

– Perché aiuta a prevenire difficoltà di lettura

– Perché aumenta le abilità logico-matematiche

 

Dal sito “Nati Per Leggere”