La Corale e il Sacro Triduo dei morti

Un corista di oggi ricorda i giorni quando ragazzino cantava dall’alto delle cantorie

 

Tra le solennità principali della comunità vertovese più radicate per tradizione e sentimento religioso, è il Sacro Triduo dei morti che viene celebrato fin dalle sue origini (nei documenti d’archivio se ne trova traccia fin dal 1740) la terza domenica di Quaresima.

 

La Corale di ieri e di oggi è sempre stata chiamata a solennizzare con i propri canti questa secolare tradizione.

Il pensiero ritorna a tanti anni fa quando ragazzino facevo parte del gruppo delle voci bianche che insieme agli uomini formavamo la vecchia Corale. (Peccato che con gli anni il gruppo dei ragazzi sia andato perduto, supplito oggi dalle voci femminili).

Sono lontani i tempi quando assiepati sulle cantorie della prepositurale, poste al centro della navata centrale, noi ragazzini su quella di destra con l’organista e il direttore e gli uomini su quella sinistra, cantavamo tutte le parti della Messa solenne allora comunemente chiamata “la messalta”. Poi nel pomeriggio solennizzare i Vespri col canto solenne del “Miserere”. Mi ritorna in mente un simpatico siparietto: quando per curiosità noi ragazzi guardavamo giù dalle cantorie (cercando di non farci vedere dai maestri Aquilino Belotti e Luigi Bonfanti altrimenti erano sonori pizzicotti che ti beccavi),  vedevamo tanti fedeli col naso all’insù perché probabilmente non bastavano loro le orecchie per ascoltare il canto, ma probabilmente anche perché l’occhio voleva la sua parte.

Quanti bei ricordi. Il mastro Aquilino seduto all’organo (ci fulminava con gli occhi quando sbagliavamo), il maestro Luigi con in mano l’immancabile  bacchetta e i suoi maestosi gesti da navigato direttore, senza dimenticare che la sua bacchetta a volte finiva maestosamente sulle nostre teste quando non stavamo attenti.

Come non ricordare tutti i cantori  (che noi chiamavamo “vecchi” perché allora così ci sembravano essendo noi ragazzini), figure per noi giganti con le loro voci virili…e che belle voci!   Se poi vado a ricordare i solisti ancor oggi mi par di sentirli nei loro “a solo…”: Maurizio Folzi, Olivo Facchinetti, Angelo Paganessi, Giuseppe Feltri.  Anche tra noi ragazzi c’erano i solisti: Mario, Gino, Luigi, quando cominciavano a duettare con Maurizio e Angelo allora tutto sembrava bello e quasi irreale.

Sarà perché a una certa età si diventa anche un poco nostalgici, ma ricordare qui tempi la nostalgia si fa ancora più viva.

Oggi che non sono più tra le voci bianche ma tra i “vecchi coristi” (anche se le corde vocali danno ormai segni di stanchezza), la gioia di far parte ancora di questo fantastico gruppo è tanta. La prossima festa del Triduo, la Corale rispetterà la tradizione e la solennizzerà con scelti canti. Sarà l’occasione, per noi “vecchi cantori”, per far rinverdire ancora una volta quei giorni lontani della fanciullezza. Giorni che al giudizio di oggi erano migliori. Ma, (forse) per noi lo erano davvero solo perché monelli spensierati ci bastava poco per essere felici e contenti.

M.C.

Programma dei canti che la Corale eseguirà durante i tre giorni del Sacro Triduo 27-28-29 febbraio durante la S. Messa delle ore 18,30.

Gluck: De Profundis – Cherubini: Sanctus – Schubert: Ave Verum Stradella: Pietà Signore – Gounod: Miserere –  Antonelli: Libera me Domine – Puccini: Requiem – Refice:  Exsulta et lauda –   Poli: Tantum Ergo – Belotti: O salutaris Hostia