La Corale Santa Cecilia in trasferta a Trento

Sbobinando i titoli di coda di un documentario o di un film, a volte, si capisce lo spessore e l’importanza di tutto quello che, in precedenza, è stato trasmesso e visto. E’ esattamente quello che è successo a Trento, dove la Corale Santa Cecilia di Vertova, nel suo annuale appuntamento, ha visto sottolineare, con compiacimento ma a sua insaputa, la sua partecipazione nelle parole del Vescovo di Trento, che nella celebrazione pomeridiana, ha evidenziato il contributo dato dalla Corale durante la celebrazione della Messa “alta” del mattino, mettendone in evidenza l’attenta esecuzione ed il grande impegno profusi.

Basterebbe questo per dare merito a un gruppo che, nel suo peregrinare, ha saputo sempre creare emozioni, con questo, dando continuità a un progetto, audace inizialmente ma vincente qualora con la memoria si voglia rivedere questo straordinario film che sembra non aver fine. E’ riduttivo pensare alla Corale quando la si vuol definire “dilettante”, come il Presidente Mario Moro ha voluto sottolineare al termine della Messa “alta” e del piccolo Concerto eseguito, di seguito, nello stupendo Duomo. Sicuramente l’aggettivo lo avrà voluto riferire alle esecuzioni gratuite dei Coristi ma quanto “professionismo” si nota nell’impegno, nel trasmettere emozioni, nel contagiare con l’entusiasmo, nel darsi la giusta importanza e nel riconoscere anche i propri limiti!!!

Di sicuro questi appuntamenti aggregano, coagulano sentimenti, danno forza, qualificano atteggiamenti e ricerche sempre più avvincenti e lasciano, sempre, negli interpreti la soddisfazione nel contribuire a rendere nobile il canto. Fortunatamente Trento ha accolto la Corale con una giornata di sole e, in questa primavera uggiosa e piovosa, già questo ha costituito un elemento d’eccezione. Eccezionale è stato anche il fatto di trovarsi in una città carica di un ricco passato e, da sempre, baluardo di testimonianze e di avvenimenti che hanno segnato la vita civica e religiosa.

Oggi, la città si trova a far coesistere i fasti del passato con un presente da avamposto, con atteggiamenti di equilibrio e tali da sperimentare la giusta simbiosi tra il sacro ed il profano.

Passeggiare nel Centro storico, che ha visto la Corale protagonista nella parte culturale dell’incontro con la Città di Trento, ha permesso di scoprire e annusare in varie forme l’equilibrio e rispetto verso istituzioni che hanno fatto la storia e che, oggi, coesistono in un abbraccio non soffocante ma intriso di dignità ed attenzione reciproca.

In questo contesto è difficile catalogare l’ulteriore impegno della Corale quando, in Piazza Duomo,

ha elevato al cielo a alla terra l’Inno Verdiano per eccellenza: “ Va pensiero sull’ali dorate…”. La Corale ha avuto di fronte la bellissima Piazza, pulsante di vita, attraversata, successivamente, da una lenta e composta Processione religiosa; il Duomo con il suo splendido campanile, con le campane nascoste, a testimonianza di una presenza rispettosa, ma capaci di dare sfogo ad un bellissimo concerto, quasi a raccogliere la sfida della Corale; la splendida ed imponente fontana che ha lasciato all’immaginazione dei singoli il riscoprire la dinamicità degli zampilli e la bellezza della scenografia. In questa atmosfera magica e densa di significati, la Corale ha permesso di riposizionare le emozioni e di dare all’anima, a volte graffiata e disillusa, un porto a cui accedere per trovare riposo. Anche a questa nobile causa è servita la Corale: lodi al Creatore ma anche lodi al “genio” che interroga e, in fondo, all’umanità che non vuole avvizzire.

Chissà dove saranno finiti i suoni e le voci della Corale: sulle montagne trentine, nelle acque del fiume Adige, nelle stanze del Castello del Buon Consiglio, nei Palazzi vescovili, sedi delle dimore dei Vescovi durante il Concilio di Trento, tra le campane del Duomo… di sicuro non persi ma, come farfalle, testimonianza provata di un sentire che libera.

Cesare Battisti è stato di testimone, ma il testimone lo si vorrebbe raccogliere l’anno prossimo, alla prossima puntata di questo meraviglioso film che vede la Corale fiera protagonista, meritando, di conseguenza, un meritatissimo ringraziamento per quello che ha saputo fare, per quello che sta facendo e per quello che farà.

 

Gian Pietro Testa