La croce sul Rena compie 25 anni

Le croci sulle nostre montagne sono una visione suggestiva e fanno ormai parte del paesaggio. Esse evocano l’ascesa dell’uomo alla conquista di una vetta e l’ascesa dello spirito verso la sua perfezione ideale: il compimento di un sogno raggiunto a fatica con passi lenti e incessanti. Questa è la premessa per ricordare i venticinque anni della croce innalzata dai Comendunesi sulla cima del monte Rena.

 

Prima di questa ve ne furono altre, semplici tronchi di legno che facilmente vennero distrutti perché colpiti da fulmini o da insidie atmosferiche.

Innalzare il simbolo della Redenzione a gloria di Cristo ed a conforto del popolo è il gesto di una comunità guidata dalla fede.

Venticinque anni fa un gruppo di persone avviò un cantiere che si chiuse con l’inaugurazione della nuova croce il 6 maggio 1990.

La croce, posta con le sue braccia aperte sopra il paese, è alta 12 metri ed è opera dell’impegno volontario di una trentina di persone, che si sono alternate sul posto nella faticosa impresa mettendoci tempo e lavoro.

Accanto c’è l’altare perché ogni anno un gruppo di persone si reca lassù alla fine di giugno per assistere alla S. Messa, sacramento di Colui che sulla croce muore e continua ad offrirsi.

Le foto dell’epoca ci riportano volti di allegri ragazzi e di adulti impegnati nei vari lavori di scavo, muratura e saldatura, con il necessario coordinamento degli sforzi. Qualcuno di loro nel frattempo se n’è andato rendendo un po’ malinconico il ricordo di un’entusiasmante giornata.

Anche per loro don Diego celebrerà la S. Messa del 25° anniversario ai piedi della croce, domenica 21 giugno alle ore 10,30.

Gli organizzatori saranno lieti di offrire a quanti raggiungeranno la cima the caldo, panini e dolcetti.

 

E. B.