La felicità di essere aiutati ad aiutare…

Il rispetto e l’umiltà ci aiutano ad accorrere premurosi quando chi è meno fortunato ci chiama.

Dopo il viaggio di novembre per la visita a qualche bambino in adozione a distanza in gravi difficoltà economiche e di salute, sono ritornato a dicembre in Bosnia insieme ad altri 14 furgoni e ad un pulmino portando un grosso carico. Dopo le varie trafile alle dogane (adesso sono molto più veloci), siamo arrivati a sera a Medjugorje. Si respira già aria di pace e di serenità. Sabato sveglia presto alle ore 7,12: il furgone di Bagnolo Cremasco va verso Gracanica dove ci sono oltre 400 ricoverati; il furgone Caritas di Crema va a Sarajevo dove scarica al centro sociale; il furgone della nostra cara Giuseppina porta aiuto ai profughi Tasovcici; un gruppo di quattro furgoni di Conegliano Veneto e Finale Emilia va a Mostar per rifornire le due cucine popolari, l’orfanatrofio, il pensionato anziani, SOS Kinderdorf, gli ammalati di suor Arcangela. Io come Caritas Albino e gli amici di Bolzano, Trento, Schio e Pescate andiamo a Nevesinove, un grosso paese serbo-ortodosso, per consegnare alla Croce Rossa 450 pacchi, ciascuno con il nominativo di una famiglia povera, vestiti invernali, letti ortopedici e medicinali mirati, perché non c’è assistenza sanitaria gratuita. Andiamo poi più lontano nei villaggi mussulmani sperduti, dove io scarico dal mio furgone circa 15 quintali di alimenti, oltre a vestiti invernali, materassi nuovi, lettini e varie altre cose, che il giorno seguente la nostra responsabile bosniaca della Caritas mussulmana distribuirà alle famiglie povere. È tardi, non c’è tempo per il pranzo: mi sta a cuore portare un aiuto alla mia piccola adottata a Drezenica in una valle sperduta molto povera. Domani porterò un po’ di aiuto anche alle mie bambine adottate a Mostar. Finalmente la sera ritorno a Medjugorje. Festa dell’Immacolata, giornata di preghiera e di visita alle varie comunità.

Nei miei viaggi non manca mai un omaggio di fiori alla mia cara Suor Cornelia, che con l’esempio di sua sorella ha creato una casa sicura per tanti orfani e anziani. Lunedì molto presto si parte con la speranza di ritornare. La mia felicità non è solo nel poter aiutare qualcuno in Bosnia, ma la felicità più grande è trovare tante persone che mi aiutano. Sono convinto che la gioia di donare ai più piccoli, e non solo, sia in grado di sostenerci nelle difficoltà della vita, anche se non le cancella.

È stato proprio il piccolo bambino Gesù nato povero ad insegnarci ad amare, rispettare e aiutare chi è più povero di noi.

 

TINO