La fontana cinquecentesca, “l’Albe de la Ela” ritorna agli antichi splendori

Un gran bell’intervento ristrutturativo-conservativo quello effettuato da poco all’antica fontana in pietra della piazzetta Briolini. Un provvedimento che era atteso da anni, ma che ora grazie all’intervento dell’Amministrazione Comunale, attenta alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale, ha avuto finalmente il suo atteso e degno epilogo. L’antica fontana o “Albe de la Ela”, come è chiamata dagli abitanti della contrada, risale presumibilmente alla metà del 1500 ed ha vissuto la sua lunga storia tra alterne vicende. Un tempo era una fontana che dava acqua agli abitanti della zona e si dice che scaturiva direttamente sul posto, successivamente e fino alla metà degli Anni ’90, è servita come abbeveratoio delle mucche dei contadini che abitavano vicino, poi è diventata un deposito dei sacchi delle immondizie, infine ha subìto un primo timido intervento di sistemazione con la pulizia generale e la posa di una grata in ferro sulle due aperture frontali. L’area intorno, però, è stata trasformata in parcheggio e, quindi, l’antica e artistica fontana è stata quasi completamente celata alla vista della gente.

La semplice, lineare, ma gradevole, costruzione si sviluppa su una superficie frontale di una quindicina di metri, più una decina perimetrale ai lati e un manufatto che sborda a mo’ di cupola nella parte superiore verso la strada. E’ costituita da una doppia arcata a forma di lunette semicircolari sormontate da un grande timpano triangolare. Sul lato meridionale, proprio sotto la bella “santella” della Madonna Addolorata, inizia una breve scalinata, pure rifatta con i ciottoli del fiume Serio e traversine in pietra locale, che porta al soprastante Vicolo Briolini.

Questa fontana è anche stata disegnata dall’architetto bergamasco Luigi Angelini, nel 1937, e raffigurata a pag. 47 del suo libro “Arte minore bergamasca”, pubblicato nel 1956 come significativo segno del volto dei nostri paesi

Ora, il Comune di Gazzaniga, con questo intervento conservativo e di restyling ha evitato che questo “bel monumento storico” venisse definitivamente abbandonato e finisse nell’oblio del tempo.

In primo luogo è stato sistemato il muro perimetrale con i materiali originali (blocchi di marmo nero locale, borlanti del Serio, mattoni dell’epoca, ecc.), poi è stata ripristinata la copertura e tutto il perimetro con l’acciottolato, sempre con i “cogoli del Serio” e rifatta la citata scaletta. Inoltre, per ripristinare le copertine perimetrali della fontana, oltre al riutilizzo delle vecchie grosse piastre in nero locale, è stato utilizzato altro uguale materiale recuperato per l’occasione dalle antiche cave. Infine, la fontana è stata dotata di una suggestiva illuminazione interna.

Il progetto e la direzione dei lavori hanno visto impegnati i tecnici comunali geom. Camillo Bertocchi e Stefano Pievani. I lavori sono stati affidati in parte all’impresa Giulio Masserini di Gazzaniga e in parte agli operai del Comune di Gazzaniga, che hanno dimostrato perizia e competenza nelle operazioni. Ma l’anima ispiratrice dell’intero intervento è stato l’assessore geom. Davide Cattaneo, sensibile e attento alla conservazione del patrimonio storico-artistico locale.

Certo, gli abitanti della contrada lamentano la soppressione di due posti-auto, ma questa è ben poca cosa rispetto alla riacquistata bellezza e prestigio del luogo.

Alla fine dei lavori, la Commissione Cultura del CAI di Gazzaniga si è impegnata a studiare, eseguire e porre in opera un pannello informativo che racconti sinteticamente la storia dell’antica e preziosa fontana.

E’ questo un ulteriore intervento e contributo che il CAI locale, teso a far conoscere la storia e l’architettura del paese, interpreta ormai da alcuni anni.

 

Angelo Ghisetti