Recentemente è partita una petizione per sensibilizzare gli organi competenti

Nella frazione di Bondo Petello c’è aria di cambiamento. Dopo aver visto l’istituzione a giugno dello scorso anno di un presidio sanitario come la Farmacia, gli abitanti di Bondo chiedono ad alta voce il MEDICO DI FAMIGLIA. La Frazione di Bondo, dai dati dell’anagrafe relativi all’ultima tornata elettorale vede 1204 votanti, di cui 602 donne e altrettanti uomini. Numeri che parlano chiaro e mostrano di come Bondo abbia bisogno di un servizio di medicina generale. Proprio per questo è partita da poco una petizione atta a sensibilizzare gli organi competenti quali il Comune di Albino, ATS di Bergamo e l’Ordine dei Medici (distretto di Bergamo). Tutto nasce per soddisfare proprio le esigenze delle fasce più deboli della popolazione, delle persone con problemi di mobilità, degli anziani e di chiunque desideri semplicemente un servizio più pratico piuttosto che recersi in centro Albino o presso altre zone distanti da casa dove si trovano gli studi dei medici di famiglia. Al momento la frazione ospita in uno studio di proprietà del Comune un Pediatra che sembrerebbe prossimo alla pensione. D’altro canto Bondo è una frazione che ha ampia parte della sua popolazione con un’età media molto alta, tanto, ovviamente, da non essere soddisfatta del solo servizio di pediatria presente.
A sostegno di questa iniziativa è intervenuto il Responsabile Commerciale della Farmacia Santa Barbara situata nel centro della frazione Albinese, Giuseppe Giunta: “Bondo Petello ha bisogno di questo servizio e ad Albino mi risulta che è l’unica frazione a non essere servita dal medico di famiglia. Si tratta di un servizio molto importante per Bondo ed è importante pure per la permanenza della nostra Farmacia. Il Comune di Albino dovrebbe avere a cuore questa problematica e mi auguro che prenda in mano la situazione. Avere un medico di famiglia vuol dire soddisfare il forte bisogno dei cittadini e sostenere un servizio come la Farmacia che opera con impegno e dedizione per servire la popolazione”.
Il pensiero dell’Onorevole Borghi (PD) viene sintetizzato in un’intervista rilasciata a Federfarma il 18 Novembre scorso:
“Bisogna sicuramente fare un salto in avanti dal punto di vista della sussidiarietà nelle piccole comunità, soprattutto in quelle in cui è già presente un servizio di assistenza farmaceutica. Nelle piccole realtà la mancata presenza di ambulatori medici mette a serio rischio l’esistenza della Farmacia stessa. Bisogna dunque trattare con estrema serietà quello che è il problema dello spopolamento territoriale ed intervenire con tutti i mezzi che la politica può mettere sul campo. La nuova prospettiva deve farci riflettere su come determinati servizi debbano essere sostenuti dalla leva pubblica in termini di LEA (livello essenziale di assistenza) e LEP (livello essenziale delle prestazioni) senza la paura di essere additati per dinamiche di assistenzialismo: chi dice che sostenere con la leva pubblica la presenza di un medico piuttosto che un farmacista sia assistenzialismo significa che non ha capito niente di che cosa è fatta l’Italia e non sa che in realtà questi territori, queste piccole comunità, sono uno straordinario serbatoio per il futuro del paese.”
Interpellato sull’argomento si è espresso anche Fabio Ghirardi, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Albino “oggi più che mai ci rendiamo conto di quanto siano importanti i presidi territoriali sanitari, prima risposta ai problemi dei cittadini. I medici di base svolgono un lavoro straordinario, intercettano per primi le criticità e accompagnano il cittadino nel percorso sanitario. Bondo è una frazione molto popolosa, con un’età media dei residenti abbastanza alta. Per moltissimi concittadini è un problema raggiungere Albino capoluogo, sono anziani e necessitano di essere accompagnati da parenti o conoscenti; dipendere da altre persone per andare dal medico di base spesso significa ritardare o addirittura rinunciare alla vista per i troppi disagi. Condivido lo spirito della petizione, è importante informare le istituzioni sanitarie competenti delle criticità esistenti, auspico che si crei un percorso condiviso per consentire a uno o più medici di dedicare delle ore di presidio alla frazione, il Comune è disposto a fare la sua parte ammodernando l’ambulatorio di via Andrea d’Albino, adeguando gli spazi e garantendo i servizi informatici necessari.”
Tutte le realtà e gli esercenti presenti a Bondo hanno dato la propria disponibilità affinché questa richiesta venga soddisfatta da chi ha il potere decisionale per farlo. LO STUDIO MEDICO VICINALE E’ UN RIFERIMENTO SANITARIO A TUTELA DELLA SALUTE!

A cura di Paolo Salamoni