Un bel regalo attende la funivia “Albino-Selvino”, in occasione del suo 60° compleanno: una bella revisione, del valore di 1,7 milioni di euro.

Con una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e Mobilità, il bergamasco Alessandro Sorte, la Regione Lombardia finanzia ha deciso di finanziare intervento di revisione generale della funivia “Albino-Selvino”, in occasione del 60° anno di apertura al pubblico. Chiaro l’obiettivo che sottende l’intervento: tutelare il territorio e la mobilità di studenti, pendolari e turisti. La funzione di collegamento di questo impianto a fune è infatti fondamentale per i collegamenti tra l’altopiano di Selvino-Aviatico e la Valle Seriana e, nello specifico, con la vicina fermata di Albino della metro-tramvia Albino-Bergamo.
La funivia, del resto, è un mezzo di comunicazione oltremodo strategico: un vero e proprio servizio di trasporto pubblico locale che, oltre a fornire un servizio indispensabile per studenti e pendolari che scendono dall’altopiano, permette a decine di migliaia di turisti di raggiungere comodamente l’Altopiano di Selvino-Aviatico, partendo da Albino, favorendo così lo sviluppo turistico dell’intera zona. Per questo motivo, Regione Lombardia ha deliberato di riconoscere al Comune di Selvino il 50% del finanziamento necessario. La normativa, infatti, stabilisce che allo scadere del 60° anno è necessaria una revisione generale dell’impianto per il rilascio di un nuovo nulla-osta per il proseguimento dell’apertura al pubblico esercizio.
La spesa complessiva è di 1.776.140 euro, di cui: 888.070 euro a carico del Comune di Selvino e 888.070 euro a carico della Regione Lombardia: per la precisione, 170.000 euro per l’anno 2017, 718.070 per l’anno 2018.
Di contro, il Comune di Selvino si è impegnato a garantire le seguenti tempistiche: avvio progettazione esecutiva entro il mese di novembre 2017, avvio dei lavori entro il mese di aprile 2018, conclusione dei lavori e collaudo tecnico-amministrativo entro il 28 luglio 2018.

Per dovere di cronaca, la funivia “Albino-Selvino” fu progettata nel 1954 e resa operativa nel 1958. In verità, come si legge nel libro “1958-2008: Albino-Selvino, 50 anni di funivia”, promosso dall’associazione culturale albinese “Carlo Antonio Marino”, già a partire dall’inizio del ‘900 si erano redatti progetti per unire Albino con Selvino, mediante impianti a fune; poi, purtroppo, lo stop causato dalla seconda guerra mondiale; e solo nei primi anni ’50 la ripresa dei tentativi progettuali, fino alla concreta realizzazione della funivia, nel 1958.
Come si legge nel libro, la prima corsa avvenne il 5 aprile del 1958, partendo dalla stazione “di valle” di Albino, alla testata di via Milano, in frazione di Bondo Petello, fino alla stazione “di testa”, costruita in località Poggio Ama, fra Selvino e Aviatico. Un’opera di alto valore ingegneristico, progettata dal prof. Vittorio Zignoli, del Politecnico di Torino, nel 1954, che poggiava su quattro piloni intermedi, con una velocità di marcia di 7 minuti al secondo, e in grado di superare un dislivello di 536 metri in soli sette minuti. Buona la capacità della cabinovia, in grado di trasportare 40 persone, più il fattorino di servizio. Dopo i lavori di realizzazione, che si protrassero per due anni, con impegnata la ditta Agudio di Torino, venne inaugurata il 5 aprile del 1958, dall’allora sindaco di Albino prof. Luigi Goisis e dal presidente della Società Funivia Albino Selvino (SFAS), l’avv. Davide Cugini, grande sostenitore della funivia, insieme ai soci dell’allora “Pro Albino”.
Come si disse allora: “E’ il primo esempio di struttura realizzata per un normale servizio di comunicazione per passeggeri per luoghi abitati e collegamento fra il fondo valle e l’Altopiano di Selvino-Aviatico”.
Fu gestita inizialmente, e fino al 1989, dalla Società Anonima Funivia Albino Selvino (SAFAS). Poi, in quell’anno, passò in gestione alla Società Autoferrovie Bergamo (SAB). Soltanto un anno prima, nel 1988, l’impianto fu rinnovato completamente: nuove vetture e nuove carrelliere, nuova meccanica di movimento dell’impianto, ora automatizzato e computerizzato, con in regia la ditta Agudio di Torino.

Nel 2010, l’ultimo intervento di manutenzione, peraltro straordinaria. Precisamente, lavori di ammodernamento, che hanno permesso di sostituire le funi portanti, le funi traenti e la fune di soccorso. Ma soprattutto di sostituire le due cabine, che erano un po’ malandate, con altre dalla linea più moderna, realizzate presso l’azienda Gangloff di Berna, in Svizzera. In verità, non erano lavori necessari, anche perché la “vita tecnica” delle infrastrutture era ancora lunga; e poi, dal punto di vista qualitativo, l’impianto era in ottime condizioni, funi comprese. Però, i vertici Sab decisero di intervenire in anticipo rispetto al tempo limite, perché così l’azienda avrebbe ricevuto alcuni incentivi regionali. Un restyling in piena regola, che ha comportato anche l’abbellimento delle stazioni di partenza e di arrivo, in cui emergono montagne verdi e sagome di persone con equipaggiamenti sportivi, a richiamare le molteplici opportunità che l’Altopiano di Selvino e Aviatico offre ai visitatori.
La funivia, infatti, mantiene un ruolo insostituibile per il collegamento rapido dell’Altipiano con il fondovalle seriano, altrimenti raggiungibile solo con la strada provinciale 36 “Nembro-Selvino”.

C.G.