Porta sempre con sé grande curiosità la vigilia della festa patronale di Sant’Ippolito. Curiosità per le iniziative sia civili che religiose che attengono a questa giornata. Ebbene, anche quest’anno la Commissione Cultura del CAI di Gazzaniga e l’amministrazione comunale si sono impegnate in un nuovo lavoro; e, dopo le ultime realizzazioni, come il Giardino Geologico, l’obelisco in marmo nero e lo skyline sulla rotatoria, ecco che hanno realizzato 11 pannelli (90×125 cm) sulla storia di Gazzaniga, che sono stati collocati sul lato ovest della Biblioteca, con inaugurazione e presentazione proprio alla vigilia di Sant’Ippolito.
I pannelli, in alluminio anodizzato, costruiti dalla ditta “2 Più” di Cene con disegni stampati in negativo con effetto nero su bianco dalla ditta Dieffe di Fiorano al Serio, rappresentano la storia di Gazzaniga, dai primi insediamenti nelle grotte di 5.000 anni fa alle vicende dei giorni nostri. Collegandoli fra di loro sono ben 16 metri di disegni.
L’idea e il progetto sono di Angelo Ghisetti, i disegni di Flaminio Coter mentre il prof. Angelo Bertasa ha fornito la consulenza storica e Giordano Santini quella grafica.
Allestiti sulla facciata della Biblioteca, ogni pannello, contrassegnato da un numero, rappresenta un particolare periodo storico, con corredo di informazioni iconografiche e disegni. Un totem a forma di leggio, posto di fronte alla Biblioteca, presenta e descrive tutti gli 11 pannelli.
N°1. Preistoria, Neolitico ed Eneolitico da 5.000 a 3.000 anni fa. I disegni rappresentano la grotta del “Büs Büsac” sopra Rova dove, durante gli scavi del 1900 da parte del Museo di Storia Naturale di Milano, sono stati portati alla luce interessanti reperti umani e manufatti del periodo Neolitico.
N°2. Storia antica, Età del ferro da 3.000 a 2.000 anni fa. A Gazzaniga c’era un piccolo presidio (poi diventato torre medievale e ora campanile della chiesa di San Carlo al cimitero) per il controllo della “via del ferro” che passava lungo la sponda destra della valle; le abitazioni erano costituite da capanne.
N°3. Alto Medioevo, dalla caduta dell’Impero Romano all’anno 1.000. Fra insediamenti rurali, case-torri, cave e case coloniche del borgo, è illustrato il rinvenimento di una pergamena datata anno 830 con il nome longobardo di “Gagianiga”.
N°4. Basso Medioevo, dall’anno 1.000 al 1492. Si illustra la fondazione del Comune avvenuta nel 1240, la nascita del Comune Maggiore di Honio, l’incursione dei Guelfi sostenuti dal casato dei Colleoni e l’incendio di molte abitazioni dei Ghibellini sostenuti dal casato dei Suardo.
N°5. Rinascimento, periodo della lana. Dalla fine delle Signorie all’inizio dalla dominazione veneta (1428). E’ il secolo d’oro della lana con numerose fabbriche di pannilana. Sviluppato anche l’artigianato e la lavorazione della ceramica, del ferro e del cuoio.
N°6. Periodo della seta. Dalla rivoluzione industriale al 1890. Forte la incremento la gelsicoltura e l’industria delle filande. Grande slancio d all’estrazione del marmo nero, valorizzato dagli artisti-scultori Manni. Nel 1666 avviene la traslazione del corpo di Sant’Ippolito dalle catacombe romane a Gazzaniga. Alla fine del 1800 chiude l’industria serica con i suoi massimi esponenti, i Briolini.
N°7. Periodo del cotone, fino alla metà del 1900. Gazzaniga ha un forte sviluppo grazie all’insediamento del cotonificio a Cene. Le comunicazioni, i servizi, i trasporti rendono importante Gazzaniga che gode di una grande espansione economica e demografica, superando nel 1921 i 5.500 abitanti. L’incendio del 1970 porrà fine allo stabilimento Bellora.
N°8. Ferrovia Valle Seriana e terziario. Nel 1884 arriva la ferrovia, determinante per Gazzaniga e la Val Gandino. Verrà soppressa nel 1967. Si costruisce l’Ospedale Briolini (1910), il nuovo cimitero monumentale (1928), la Casa di Riposo San Giuseppe (1959), l’asilo nido, le scuole elementari, le scuole medie inferiori e i primi supermercati.
N°9. Beni artistici. Nel 1933 viene eretto il tempietto votivo del Rovaro; nel 1954 viene realizzata la nuova facciata della chiesa parrocchiale; quindi, i lavori di ristrutturazione dell’antico Oratorio di S.Croce di Rova e di San Rocco (affreschi del Marinoni). Sempre a metà degli anni ’50 è il periodo d’oro della musica: maestro-compositore Daniele Maffeis, corale polifonica con il maestro Aquilino Belotti.
N°10. Beni culturali e artistici. Negli anni ‘60 cambia l’urbanistica di Gazzaniga: demolizione delle vecchie case, costruzione del Nuovo Centro e del grattacielo, del Parco delle Rimembranze al posto del vecchio cimitero Gazzaniga-Fiorano; parte l’ISISS e il Centro Sociale per anziani.
N°11. Età contemporanea–globalizzazione. E’ di questo periodo l’espandersi sul territorio delle industrie meccaniche di precisione, della robotica e dell’informatica. Vengono realizzate alcune opere artistiche e culturali di prestigio: il museo del maestro Luigi Pezzera e dello sci presso le scuole elementari, il Giardino Geologico, l’area espositiva del marmo nero, lo skyline presso la rotatoria della stazione, l’obelisco in marmo nero, la piazzetta San Ippolito, la ristrutturazione dell’antica fontana della “Ela” e del Mausoleo Briolini.
Gli 11 pannelli sono stati studiati per la comunità di Gazzaniga, ma soprattutto per gli studenti, per “lezioni all’aperto” sulla storia del paese. Un’altra importante realizzazione della Commissione Cultura del CAI di Gazzaniga che, in collaborazione con l’amministrazione comunale, continua nell’esperienza iniziata parecchi anni fa a favore della ricerca storica e della conoscenza del territorio cittadino.

A.G.