Tante le iniziative messe in campo in questo 2016 per ricordare il 70° anniversario di fondazione CAI di Albino. Una lunga storia, quella della sezione albinese, una delle realtà alpinistiche più numerose della Val Seriana e della stessa Bergamasca, forte di oltre 400 soci, ma soprattutto una delle sezioni orobiche più attive e dinamiche. Quest’estate, per esempio, il consiglio direttivo presieduto da Valentino Poli ha organizzato una salita sulla cima del Biancograt (Pizzo Bernina) e una settimana di campeggio in Val di Sole, mentre a settembre si è svolta la “70 X 70” sul Monte Poieto, la cosiddetta “montagna di Albino”: 70 persone sono salite in cima, per festeggiare i 70 anni di vita sociale. Inoltre, a ottobre è partito un corso di ginnastica presciistica e di mantenimento (al martedì e giovedì, dalle 19.30 alle 20.40). Il 22 ottobre, poi, presso la Biblioteca Comunale, è stato allestito l’evento celebrativo più importante: una mostra fotografica, dal titolo “70 anni di CAI Albino: 1946-2016”. Obiettivo: esaltare le “conquiste” fatte dai soci del CAI di Albino in tutti questi anni, ma soprattutto rilanciare l’immagine della sezione, dal punto di vista sportivo e culturale. La mostra è rimasta aperta fino al 5 novembre, conseguendo un buon successo di pubblico.
“La mostra – ha sottolineato il presidente del CAI Albino Valentino Poli – ha voluto rappresentare il percorso storico della sottosezione, l’evoluzione del modo di affrontare l’ambiente della montagna, il rinnovamento dell’abbigliamento, dei materiali e delle attrezzature, il cambiamento degli usi e dei costumi, l’evolversi delle generazioni che ne hanno fatto la storia, partendo dal momento della fondazione sino ad oggi. E ha poi voluto evidenziare, a fronte dello scorrere del tempo, il costante permanere dello spirito di gruppo, del “fare assieme”, che ne contraddistingue da sempre l’operare. Altro elemento caratterizzante di questa esposizione è il tentativo di restituire alla comunità di Albino, attraverso i volti delle persone, le situazioni e i paesaggi, una parte della sua storia che, sino ad ora, era rimasta patrimonio solo del Club Alpino.”
L’esposizione era costituita da 20 pannelli, suddivisi per decenni, a partire dall’anno di fondazione, il 1946. A questi si aggiungono 3 pannelli tematici: due che illustrano le principali attività sociali realizzate al di fuori dei confini nazionali; un altro illustrante alcune delle attività che il sodalizio sviluppa a favore del territorio, in particolare della fascia giovanile, attraverso le diverse collaborazioni con le scuole, il Comune di Albino, le ASL.
Nato nel 1946, il CAI di Albino si distingue fin da subito per alcune imprese: nello stesso anno, con la coppia Pezzotta-Dall’Oro, che apre una nuova via alla Cima Recastello, per il canalone nord. Da allora è un susseguirsi di grandi imprese. Nel ’62, le prime gare inter-sociali, nel ’67 il primo corso di sci, nel ’73 i primi corsi di pre-sciistica e nel ’75 il primo corso di accostamento alla montagna, che anticipa l’attuale attenzione all’alpinismo giovanile. Ma c’è di più. Nell’80, si organizza il primo corso di sci-alpinismo, nell’85 la prima gara di sci-alpinismo, e nell’87, con altre sottosezioni, fonda la “Scuola di Alpinismo Valle Seriana”. In ambito albinese, poi, realizza la palestra di arrampicata artificiale, presso le scuole medie di Desenzano-Comenduno. Tante le spedizioni alpinistiche oltrecortina: in Perù (’87) e in Bolivia (’96); e le conferenze con alpinisti di fama mondiale: Barmasse, Mondinelli, Confortola, Casarotto, Urubko.

Tiziano Piazza