La parola al sindaco: considerazioni sul Comune Unico

Mi sembra doveroso rispondere al lettore di questo mensile che vuole capire le intenzioni delle Amministrazioni riguardo al Comune Unico e quindi esprimo il mio parere.

 

E’ un argomento dove la retorica e i numeri (che sono sempre interpretabili) hanno una grande parte. E’ chiaro, questi paesi sono talmente contigui geograficamente che è naturale considerarli un Comune unico. Fino a qui niente di nuovo, il ragionamento fila.

Niente in contrario ma, secondo me, qualche considerazione va fatta.

Le Amministrazioni non sono state ad aspettare la Legge, da molti anni hanno servizi in comune, perché l’attenzione al risparmio e alla logicità è sempre stata presente in tutti gli amministratori. Molti altri servizi si possono unire per migliorare sia le prestazioni che l’economicità.

Occorre valutare le basi da cui partire: approfondire le regole dei piani regolatori e cercare di farne uno unico, lavorare per un unico regolamento edilizio, valutare di avere lo stesso sistema informatico, fare insieme l’appalto per la mensa, trasporto, manutenzione strade ecc.

Questo è possibile già da ora e con i relativi benefici per tutti.

Non condivido la frase che è stata detta: prima si fa il Comune Unico poi si risolvono questi problemi. Secondo me la casa si costruisce dalle fondamenta e non dal tetto.

Altra considerazione: siamo tutti convinti che un Comune di circa 20.000 abitanti sia la soluzione? Dove è il risparmio? Anche la Corte dei Conti ha ammesso che non c’è, senza considerare che le risorse a cui si poteva attingere all’interno del patto di stabilità non hanno più ragione visto che non c’è più il patto. Il personale? Dovrebbe restare ovviamente ancora tutto e magari vi sarebbe l’introduzione di figure diverse come nei grossi paesi quali il Segretario Generale, il Direttore generale che gradirebbero essere retribuiti. L’esperienza ci ha insegnato che più si diventa una grossa realtà, sia Società o Amministrazione, i costi lievitano diventando i famosi “carrozzoni”.

Un Consiglio Comunale invece di 5? Ci costerebbe di meno considerando che in tutti i nostri Consigli ci sono amministratori che hanno rinunciato alle indennità, mentre il Consiglio di un paese grosso ha più componenti ed è comunque più soggetto a valutazioni politiche, non solo amministrative?

L’aspetto che dobbiamo considerare  maggiormente però è la presenza in carne ed ossa degli amministratori, motivati dall’essere vicini ai cittadini, di risolvere i problemi quotidiani, di coprire subito una buca, di aiutare subito se qualcuno ne ha bisogno,  di non rendere impersonale il rapporto con le persone perché preso dalla burocrazia. Nella nostra società è ormai più importante l’apparire che l’essere, sinceramente, penso che il valore morale non sia merce di scambio.

La silenziosa e costante presenza di chi assicura lo svolgimento di tutti i servizi vale molto di più di una macchina burocratica pubblica.

Ma camminare insieme è proficuo, deve essere il motore che ci guida e sono sicura che si otterranno grandi risultati e se si approderà al Comune Unico……

Sindaco di Colzate, Dentella Adriana