La qualità dell’aria interessa davvero a qualcuno? Non è una domanda retorica, ma una questione che sorge spontanea osservando la realtà. Nello scorso inverno, in varie zone d’Italia, e anzitutto in Bergamasca e in Lombardia, si sono superati tantissime volte i valori consentiti per legge, che tutelano l’ambiente e la salute. Eppure, la campagna elettorale si è appena conclusa e il tema della qualità dell’aria, di quello che respiriamo, non è di certo stato un argomento centrale di dibattiti e programmi, né per i candidati al Parlamento né per gli aspiranti al Pirellone. Ma dare la colpa alla politica è forse un po’ troppo facile, perché a vedere come vanno le cose a San Paolo d’Argon, sembra che anche tra i cittadini serpeggi poco interesse per tali problemi, come se non riguardassero la comunità.
Facciamo un passo indietro. E andiamo a vedere l’indagine portata avanti congiuntamente dai Comuni di Montello e San Paolo tra il 2016 e il 2017. Le amministrazioni dei due paesi, sui quali esistevano, in materia di qualità dell’aria, esclusivamente rilevazioni piuttosto approssimative realizzate dalla Provincia di Bergamo (solo 2 centraline su tutto il territorio argonese), hanno deciso di chiedere alle industrie della zona un aiuto per svolgere una ricerca scientifica in merito.
“E le aziende, dimostrando una grande lungimiranza, hanno accettato – sottolinea il vicesindaco Roberto Zanotti – Gli industriali, per dimostrare di non avere nulla da nascondere e, anzi, di voler essere il più possibile trasparenti, hanno finanziato la ricerca, affidata ad una società indipendente di Scanzorosciate, che ha operato utilizzando tecnologie all’avanguardia e anche molto costose”.
Nei due paesi sono stati installati 30 punti di rilevazione e 2 stazioni mobili che quotidianamente per più di un anno (sia nel periodo estivo che in quello invernale) hanno fornito dati che, una volta rielaborati, hanno permesso di inquadrare con chiarezza la situazione dell’aria sul territorio dei due Comuni. E i risultati dicono che la qualità dell’aria, di certo non ottima, è comunque discretamente buona. I livelli di inquinanti sono nella norma e, nei pressi delle industrie, non si rilevano picchi particolari: le criticità principali, invece, derivano dal traffico, con i dati sulle polveri sottili che raggiungono livelli in alcuni casi veramente alti. Un elemento positivo è certamente stato lo spostamento della SS42 (strada statale del Tonale e della Mendola), perché le particelle di scarico delle auto cadono sempre molto vicine alla sede stradale: in questo senso, si è trattato certamente di un passo avanti per la qualità dell’aria nel centro abitato.
I problemi, però, sorgono quando si pensa a che cosa fare per migliorare la situazione. “Come amministrazione comunale riconfermiamo i contributi per la riconversione delle auto verso i carburanti meno inquinanti; per l’anno prossimo stiamo anche valutando degli incentivi per le caldaie più efficienti – continua il vicesindaco Zanotti – D’altro canto, da soli non possiamo fare molto, servirebbero tavoli di lavoro con gli altri Comuni e le istituzioni superiori come provincia e regione, ma tutto sembra fermo”.
In realtà, neanche i cittadini hanno dimostrato grande attenzione su questo tema: alle serate informative dove sono stati presentati i risultati dell’indagine, infatti, la partecipazione è stata piuttosto scarsa. “Noi cerchiamo di fare varie proposte di sensibilizzazione – conclude Zanotti – Ogni anno, ad esempio, si organizza la “Settimana verde”; poi, portiamo i ragazzi delle scuole a visitare l’azienda Montello per farli ragionare sulla questione rifiuti; e sosteniamo il Piedibus, per spingere le famiglie a usare un po’ meno l’auto. Tutto questo, perché crediamo che serva un cambiamento culturale”.
Cambiamento culturale, insomma, che deve arrivare dritto alla politica, perché una sola amministrazione comunale non può fare molto; ma questo cambiamento culturale deve partire, anzitutto, dalla volontà e dall’impegno dei singoli cittadini.

Lorenzo Bonomelli