Il 26% degli studenti residenti in Val Seriana, iscritti al primo anno delle scuole superiori, decide di spostarsi al di fuori della valle per studiare; alcuni studenti si trasferiscono in cerca di una formazione uguale a quella che può offrire la vallata, mentre altri mirano a percorsi formativi non presenti sul territorio.
E’ questo uno dei dati forniti dalla recente ricerca “Il sistema scolastico della Val Seriana nella prospettiva dei piani di zona”, commissionata all’Università degli Studi di Bergamo dalla Comunità Montana Valle Seriana. Un progetto importante, che fotografa i flussi pendolari su tutta la valle, al quale hanno partecipato anche il rettore dell’Università degli studi di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini, il Presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi, il Dirigente dell’ufficio scolastico territoriale di Bergamo Patrizia Graziani e il Presidente della Comunità Montana Valle Seriana Danilo Cominelli.
In totale, i flussi pendolari interessano 1.340 persone: di questi, il 26% si reca fuori dalla valle, mentre il restante 74% si sposta dal paese di residenza vero il polo scolastico individuato all’interno del territorio vallare. Analizzando le scelte scolastiche di chi si sposta fuori dalla valle, un terzo di questi sceglie percorsi scolastici che potrebbe trovare nei poli scolastici presenti in valle; i centri che attirano di più sono Bergamo, Lovere, Seriate. Interessante, poi, vedere quali sono i poli scolastici della Val Seriana più “gettonati”: innanzitutto, l’Isiss “Valle Seriana” di Gazzaniga, con l’88%, seguito dal polo di Albino con l’Isis “Oscar Romero” e il CFP (81%), da Clusone (72%), Alzano (62%). Di contro, Clusone e Nembro (Istituto Alberghiero), per le loro offerte formative, attraggono studenti anche da fuori valle.
La ricerca, che ha visto in cabina di regia Emanuela Casti, responsabile del centro DiathesisLab, e Alessandra Ghisalberti, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Bergamo, ha analizzato anche i motivi delle scelte scolastiche. Premesso che ogni polo scolastico ha le sue caratteristiche e i suoi diversi indirizzi, chi sceglie di fare il pendolare dalla valle al capoluogo punta su percorsi liceali e tecnici, mentre gli studenti dei professionali si rivolgono alle scuole del territorio per soddisfare le loro esigenze.
La ricerca è partita considerando le criticità che il sistema scolastico presenta in Valle Seriana. Tre le principali dinamiche in atto: la contrazione degli alunni iscritti negli istituti comprensivi (scuole dell’infanzia, primarie e secondarie) e nelle scuole superiori; la differente attrattività esercitata dalle scuole (Istituti Comprensivi e Scuole secondarie di II grado) in base all’offerta formativa erogata dai singoli istituti. Si assiste ad una crescente competizione fra scuole che rischia di incidere sulla qualità dell’offerta formativa; il progressivo esodo degli alunni dalle scuole dell’alta valle a quelle della bassa valle. Questo spostamento favorisce nel tempo un definitivo abbandono delle aree settentrionali.
Tutto questo, analizzando anche l’andamento demografico dal 2001 ad oggi, cercando di fare alcune proiezioni per i prossimi anni.
Lo studio fotografa un territorio sostanzialmente diviso in due: l’alta valle e la bassa valle. Il 72% della popolazione è concentrato nella seconda. L’andamento demografico tra 2001 e 2011 ha visto una sorta di esodo da nord a sud, che ha portato ad un aumento di 7.460 abitanti. Nei cinque anni tra 2011 e 2016 questo esodo interno si è fermato, con un corrispondente calo di 706 abitanti. Si registra inoltre un invecchiamento progressivo, soprattutto in bassa valle. Lo studio evidenzia anche una presenza di immigrati tutto sommato limitata, con un saldo migratorio negativo.
“Questa situazione ha evidentemente riflessi sulla popolazione in età scolastica – ha commentato il rettore dell’Università di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini – Abbiamo una stasi in tutti i Comuni, con alcuni casi di decrescita. Tutto questo avrà ripercussioni sull’intero sistema scolastico. Anche la distribuzione delle scuole risponde alla presenza dei due ambiti dell’alta e bassa valle. Entrambi hanno un’offerta formativa come fossero autonomi. Gli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado sono aumentati negli ultimi 10 anni: nell’anno scolastico 2006/207 erano 4.495, ora sono 5.928. Circa 1500 iscritti in più. La diversificazione alternativa tra bassa e alta Valle ha determinato una forte mobilità degli studenti, un fenomeno di pendolarismo scolastico e quindi del mondo del lavoro. Bisogna tornare a fare uno sforzo di programmazione a livello di ambito. È necessario promuovere il territorio in rete: le scuole della valle non devono essere isolate rispetto alla provincia”.

Sara Nicoli