La storia di Giacomoforte che a millecinquecento diede la morte

Sarà presentato al Museo Etnografico di Comenduno il libro di Emilio Gamba corredato da CD

Domenica 20 marzo, alle ore 16, presso la sala Gialla del Museo Etnografico  di Comenduno di Albino  sarà presentato il libro di Emilio Gamba, Chèl ih fò…” La leggenda di Giacomoforte, (Bergamo, Dalla Costa, 2014, pp. 242)  e insieme il compact disc che contiene la registrazione della storia, letta dall’autore.  Si tratta di  un esempio vivacissimo e affascinante di narrazione di uno dei miti presenti nella novellistica  popolare bergamasca, lombarda, italiana ed europea. Quello del giovane  che sopperisce alle non eccelse doti fisiche con l’astuzia, l’intelligenza, l’intraprendenza, la prontezza dei riflessi e riesce a trionfare  in ogni situazione, anche la più difficile e di fronte alla quale la massa tende ad arrendersi. Questa storia Emilio Gamba  l’ha scritta ed oggi la racconta in stretto dialetto bergamasco, anzi nella lingua  di Vall’Alta come ci tiene a precisare,   un idioma  pieno di brio, ricco di termini  ormai desueti legati al mondo contadino, alla vita quotidiana dei nostri antenati.

La storia inizia quando Giacomino uccide con un micidiale colpo di cappello millecinquecento tra mosche e mosconi: si erano posati  impudentemente sulla sua  pólt appena scodellata e lasciata a raffreddare sul davanzale della finestra. A Giacomo,  affamato come un lupo, davano un po’ fastidio. Quell’impresa diventa il suo emblema e lui, il piccoletto scaltro di Vall’Alta, diverrà Giacomoforte che “a 1500 diede la morte”, il motto distintivo che lo accompagnerà in avventure mirabolanti sino alla inattesa conclusione che non si può fare a meno di voler a tutti i costi conoscere.