C’è un gruppo di bambini e bambine che con le loro famiglie sono diventati protagonisti di una favola straordinaria: hanno fatto amicizia con un piccolo bosco e tutti i suoi abitanti alberi, fiori, arbusti, lumacotti, uccellini, vermicelli, rane e persino un coccodrillo! Alla base della loro amicizia c’è il rispetto reciproco, gli umani imparano ad osservare la vita nel bosco seguendo i cambiamenti col passare delle stagioni e imparando a farne parte senza interferire sul corso naturale e la natura regala delle avventure incredibili a bordo di macchine-tronchi che viaggiano verso il mare, cavalcate entusiasmanti di rami giganti per riuscire a toccare il cielo e un rapporto speciale con il coccodrillo guardiano che all’entrata del bosco controlla che il passeggino della mamma non scappi.
In questa favola non ci sono limiti temporali né attività programmate da qualcuno che non siano i protagonisti stessi. Il narratore è la fantasia e il rispetto dei tempi di ciascuno è sempre presente. Nel bosco c’è spazio per tutti: chi vuole dondolarsi sull’amaca, chi vuole guardare il mondo dall’alto di una torretta, chi vuole correre verso l’infinito e oltre lungo il campo, chi vuole provare a pescare qualche rana al torrente, chi si trasforma in un ragno e con l’aiuto degli alberi tesse una gigantesca tela fatta di corde (chissà se qualche mosca resterà impigliata!). Se siete fortunati potreste anche assistere a dei meravigliosi spettacoli dove si balla e si canta di fronte al pubblico di alberi che a fine spettacolo, quasi sempre soddisfatti di quello che hanno visto, battono le foglie in un fragoroso applauso (certo bisogna ancora capire come applaudire ora che è inverno e le foglie sui rami sono ben poche!).
La favola del bosco qualche volta stupisce, per esempio capita di scoprire che i ruoli adulto/bambino non sono poi così inflessibili come qualcuno vuol far credere; e allora succede che una bambina incoraggi la propria mamma ad avvicinarsi al cavallo senza timore “mamma, se non gli dai fastidio lui mica ti mangia!” oppure accade che un bambino sottolinei l’importanza di un abbigliamento adatto: “mamma, se ti stai bagnando tutta, non è colpa della pioggia che scende ma sei tu che non ti sei messa i vestiti impermeabili!” o ancora capita che fra bambini si chiedano aiuto tra di loro perché l’adulto certe volte è proprio di troppo: “tu stai qui, ci penso io ad aiutarla a scavalcare quel tronco”.
Forse qualche lettore storcerà il naso pensando di leggere una favola in cui bambini e adulti giocano e basta, insomma non è educativo! Per di più giocano tutti sporchi e chissà come soffrono il freddo!
Ebbene vi invito ad andare oltre nella storia perché potreste rimanere sbalorditi da quante cose si apprendono stando in natura; si può imparare a scrivere con i rametti, si possono imparare le diverse caratteristiche dei vari materiali e scoprire che la bandiera appesa all’entrata del bosco se è bagnata non svolazza (e qui parte una giornata di ipotesi e supposizioni!). Ma si possono anche imparare le strategie per affrontare il freddo, la pioggia o il caldo. Perché quello che offre il cielo non è più bello o brutto ma diventa un dono prezioso grazie al quale ogni giorno si trasforma in un giorno per cui vale la pena vivere.
E come ogni favola che si rispetti, poteva mancare la morale, la lezione da imparare? Certo che no, anzi il problema qui è che ce ne sono troppe! Ve ne racconto solo una, quella che più mi ha colpito al cuore: “Sai mamma, oggi B. era molto triste e poi si è anche arrabbiata. Ad un certo punto mi ha fatto anche male, guarda è rimasto il segno. Ma non è cattiva, era solo triste perché le mancava la sua mamma.”
Perché nel bosco anche le emozioni sono libere di uscire così da offrire la possibilità di guardarle, conoscerle e affrontarle.
Certamente le fatiche esistono anche qui, per esempio nella favola c’è una mamma di tre figli che frequentano il bosco quotidianamente. Lei stessa ammette l’aumento di bagnetti e lavatrici settimanali!
Ma quando pensa che ogni zolla di terra che toglie dagli scarponcini e ogni macchia sui pantaloni hanno dato vita ad un’esperienza meravigliosa per i suoi bambini, ringrazia quei vestiti sporchi e non vede l’ora di lavarne altri.
Cari lettori, il finale è a sorpresa! Come nelle migliori favole, i sogni diventano realtà!
Infatti quello che avete appena letto, e molto altro, da settembre 2018 accade davvero in un piccolo bosco, ad Abbazia, nella Valle del Lujo. Grazie a nonno Corrado che ha permesso all’Associazione di Promozione Sociale Triskele di utilizzare il suo terreno, tre educatrici di diversa esperienza, in continua formazione di Pedagogia del bosco, insieme a varie famiglie con bambini dai 2 ai 6 anni si trovano quotidianamente per un progetto di educazione in natura. Il progetto si basa sulla condivisione con le famiglie degli obiettivi e delle scelte pedagogiche; mensilmente si tengono degli incontri per soli adulti per approfondire i diversi temi ed esperienze che affiorano durante il mese trascorso.
Il riconoscimento dei bambini come competenti al livello dello sviluppo in cui si trovano è fondamentale, chi condivide il progetto dà fiducia ai bambini come promotori dei loro interessi e crede che siano spinti ad imparare ciò per cui in quel momento si sentono pronti. Il compito dell’adulto è quello di sostenerli per consentire loro di essere protagonisti delle loro azioni. Ciascuno deve avere il tempo di cui ha bisogno, c’è sempre tempo a disposizione, se non è oggi ci possiamo riprovare domani. Ci piace l’idea di insegnare di meno e condividere di più. Parlare delle nostre sensazioni piuttosto che di nomi e categorie ci distingue da un libro. Vogliamo che il bosco sia un luogo dove le persone vadano con piacere, si sentano ascoltate e dove si apprendono quelle competenze utili nella vita, felicemente e umanamente: l’essere umano non ha solo una testa, ma anche un cuore, sede delle emozioni, e una dimensione creativa fondamentali per vivere in maniera felice e armoniosa.
Trascorrere la giornata all’aria aperta seguiti da educatori in grado di rispettare e valorizzare l’individualità di ciascuno, che non giudichi, ma che faccia sentire i bambini accompagnati in maniera empatica in un ambiente dove sia possibile esplorare e fare esperienze dirette. Questo è quello che ci ha spinto a creare la nostra Associazione. In natura ogni bambino è libero di trovare il proprio livello di sfida, di difficoltà, e i bambini quando hanno questa occasione si mettono in gioco al massimo delle loro possibilità. Adulti, impariamo da loro. Dove nulla può accadere, non accade mai nulla.
Per ulteriori informazioni scriveteci a aps.triskele@gmail.com o visitate la nostra pagina Facebook APS TRISKELE per restare aggiornati sulle nostre iniziative.

Una mamma del bosco