La “Processione del Venerdì Santo” di Vertova resta, ogni anno, uno degli eventi più partecipati e sentiti da parte dei cittadini dei paesi della Media Valle Seriana, ma anche dei molti forestieri che giungono anche da altre zone della Bergamasca, per assistere a questa celebrazione, che rappresenta una delle tradizioni popolari più rinomate. Del resto non poteva essere altrimenti. La Bergamasca e, in particolare, la Valle Seriana sono culla di tradizioni culturali, storiche e sociali di grande spessore, mantenute vive negli anni dalla popolazione che, con passione e dedizione, cura e conserva la memoria della storia. Alcune di queste tradizioni fanno parte ufficialmente del REIL (Registro delle Eredità Immateriali Lombarde), che si occupa di prendersi cura e promuovere la cultura, le conoscenze e le pratiche rituali della Regione Lombardia. Si tratta di un patrimonio di inestimabile ricchezza, che esalta il territorio della Valle Seriana.
Ebbene, in questo contesto, si distingue, a Vertova, la celebrazione del Venerdì Santo, in calendario venerdì 19 aprile. Fra le note più riconoscibili, la celebre rievocazione della Passione di Cristo.
La funzione si apre, come di consueto, alle 20, presso la Chiesa Parrocchiale S. Maria Assunta, con un gruppo di figuranti in costume tipico che, sfilando lungo la navata della chiesa, davanti ai fedeli raccolti in rigoroso silenzio, giungono ai piedi di una grande croce, allestita per l’occasione al culmine di una scalinata in legno. Sulla croce, simbolo della Passione, si trova la celebre statua snodata del Cristo Morto, impressionante e realistica opera risalente al 1725, realizzata dai fratelli e artisti di Rovetta Andrea e Gian Bettino Fantoni, dietro commissione dei cittadini vertovesi.
Dopo la deposizione di Cristo su di una portantina, partirà, in caso di bel tempo, la processione lungo le vie del paese; molti i figuranti in costume tradizionale, tra i quali i Giudei, i soldati romani e un Cristo incappucciato in saio rosso che, accompagnato da un altro incappucciato, ma in saio bianco rappresentante il Cireneo, porta la pesante croce di legno come simbolo di penitenza o grazia ricevuta. Attesa una folta partecipazione di fedeli.
Le celebrazioni pasquali proseguiranno sabato 20 aprile: in calendario la benedizione delle uova, presso la chiesa parrocchiale; e culmineranno domenica 21 aprile con la commemorazione della Pasqua (le Messe sono in orario come da calendario festivo).
Quale illustre ospite alle celebrazioni pasquali di Vertova, quest’anno è stato chiamato l’Arcivescovo Emerito di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino mons. Gaetano Bonicelli (1989.2001), originario di Vilminore di Scalve, attualmente residente presso la “Casa del pellegrino”, attigua al santuario della Madonna dei Campi di Stezzano.
Da segnalare che quest’anno la Pasqua 2019 porta con sé una bella sorpresa: torna sull’altare della chiesa parrocchiale il Cristo Risorto, recentemente sottoposto ad un delicato lavoro di restauro. Opera dello scultore Andrea Fantoni di Rovetta, nel 1904 la statua del Cristo Risorto subì il primo restauro da parte dello scultore Cesare Zonca e del pittore Vezzoli di Bergamo, al fine di ripristinare i danni causati dal tarlo. Il recente restauro, invece, è stato realizzato, presso la sede del Museo Parrocchiale di Vertova, dalla Dott.ssa Roberta Grazioli, esperta di restauri su opere in legno policromo, ma soprattutto specializzata sulle tecniche fantoniane.

Silvia Pezzera