L’arma dei Carabinieri e la protettrice Maria “Virgo Fidelis”

I Carabinieri in congedo di Albino lo scorso 15 novembre hanno festeggiato la loro patrona, la “Virgo Fidelis”. Palcoscenico privilegiato è stata la chiesa prepositurale di San Giuliano di Albino, dove per l’occasione si è celebrata una S.Messa, da Sua Eccellenza mons. Serafino Spreafico, Vescovo Emerito di Grajaù, in Brasile, e concelebrata dal curato dell’Oratorio di Albino don Gianluigi e da don Giambattista, assistita dal diacono M.M.A. Lo Sardo Giuseppe, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Sarnico.

 

Erano presenti il sindaco Fabio Terzi, il Comandante la Compagnia Carabinieri di Clusone Lasagni, con tutti i Marescialli Comandanti di Stazione alle Sue dipendenze, le Associazioni d’Arma e A.N.C. provinciali.

Luigi Gandossi, presentando l’evento, ha tracciato la storia dell’Arma dei Carabinieri, nei suoi 200 anni di attività, nonché la storia della Sezione A.N.C. di Albino, nata nel 1952.

I Carabinieri in servizio in congedo, in questa occasione, hanno rievocato il giorno del conferimento degli alamari, momento simbolico che segna l’ingresso nel Corpo. Carlo Alberto Dalla Chiesa diceva che “gli alamari sono cuciti per sempre sulla pelle” e, come i preti, si può dire “Eri Sacerdos in Aeternum”: “Sarai Carabiniere per sempre”.

L’evento è stato aperto dal Coro Polifonico di Albino e Terza Università di Bergamo, diretto da Laura Saccomandi, con all’organo il maestro Morbis, con motivi musicali eseguiti con eccellente qualità. Per ultimo, l’Inno della “Virgo Fidelis”, dove si è inserita la poetessa Aurora Cantini con un’opera dedicata al Servo di Dio, Brigadiere Salvo D’Acquisto.

Durante l’omelia, mons. Spreafico ha evidenziato la figura di Cristo Crocifisso, seguendo le tracce dei Santi che hanno evitato il ventre, la gloria e il denaro facile e hanno, invece, percorso un cammino di Sequela della Croce.

Ecco, allora, che la Vergine Fedele ci addita sempre la giusta via delle virtù evangeliche. Salvo D’Acquisto, Servo di Dio, che da bambino ha percorso la strada del cristiano coerente, ha donato la sua vita perché ad altri non venisse tolta.

Il titolo “Virgo Fidelis”, che esprime il significato della vita di Maria e della sua missione di Madre e di Corredentrice del genere umano affidataLe da Dio, non ha mai avuto una risonanza universale e un culto particolare nella chiesa. Nella liturgia, infatti, non esiste una speciale festa. Il merito della diffusione e dell’affermazione del culto alla “Vergine Fedele” è della “Benemerita e Fedelissima” Arma dei Carabinieri d’Italia. Nell’Arma, il culto alla “Virgo Fidelis” iniziò subito dopo l’ultimo conflitto mondiale, per iniziativa di S.E. mons. Carlo Alberto di Cavallerleone, Ordinario Militare d’Italia, e di Padre Appoloni, Cappellano Militare Capo. Lo stesso Comandante Generale prese a cuore l’iniziativa e bandì un concorso artistico per un’opera che raffigurasse la Vergine, patrona dei Carabinieri. Lo scultore architetto Giuliano Leonardi rappresentò la Vergine in atteggiamento raccolto, mentre, alla luce di una lampada, legge in un libro le parole profetiche dell’Apocalisse: “Sii fedele sino alla morte “ (Apoc. 2,10).

La scelta della Madonna ”Virgo Fidelis”, come celeste patrona dell’Arma, è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni soldato che serve la Patria, è caratteristica dell’Arma dei Carabinieri che ha per motto: “Nei secoli fedele”.

L’8 dicembre 1949, Sua Santità Pio XII, accogliendo l’istanza di Sua Eminenza mons. Carlo Alberto di Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis” patrona dei Carabinieri, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della battaglia di Culqualber, dove il 1° Btg. Carabinieri mobilitato in Africa Orientale a difesa di un importante caposaldo, combattè una cruenta battaglia, che lo vide soccombere sotto i colpi del nemico, in evidente superiorità numerica. Una battaglia nella quale l’eroico comportamento dei Carabinieri meritò loro la medaglia d’oro al valor militare, onorificenza concessa alla bandiera dell’Arma.

A conclusione dei festeggiamenti patronali, è stato organizzato un buffet presso l’Oratorio di Albino.

Un riconoscente ringraziamento va alle nostre Benemerite che si sono prodigate per la buona riuscita della manifestazione. Sentiti ringraziamenti alla signora Franca Mismetti, a Luigi Gandossi e a Pietro Comotti per la loro generosa disponibilità. Un grazie, infine, alla famiglia Piccoli di Alzano, per aver donato il rinfresco che ha chiuso la manifestazione.

 

Giovanni Bonaita