La passione per la musica e il canto nasce da bambina: oggi, Laura Saccomandi, 50 anni, di Fiorano al Serio, è maestra di coro e dirige ben tre cori, il coro di “Terza Università” SPI CGIL di Bergamo, il coro polifonico “Laudate” di Comenduno di Albino e il coro polifonico “Intelletto d’amore” dell’associazione In-Oltre onlus di Bergamo. Una persona che fa serietà, della disponibilità e dell’impegno il suo modus operandi. E della poliedricità la sua caratteristica artistica. Oltre che maestro di coro, infatti, è anche docente di musica alla scuola primaria, presso l’Istituto scolastico educativo Sacra Famiglia di Martinengo e, fatto non secondario, moglie di Fabio e madre di tre figli.

Dove e quando nasce la passione per la musica?
Da bambina, quando la mia famiglia mi indirizza da una signora del paese per imparare a suonare pianoforte. Da qui il passaggio a Bergamo, dopo la scuola media, alla scuola del maestro Guido Legramanti, pianista ed ex-direttore del conservatorio “G.Donizetti” di Bergamo. Sempre quando ero piccola entro a far parte della corale parrocchiale, diretta allora dal Maestro Gianandrea Belotti, figura dal grande spessore musicale e umano che riusciva a raccogliere attorno a sé molti appassionati del canto corale. Non ho mai smesso di fare la corista: dunque, ovvia conseguenza mi iscrivo al PIAMS (Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra) di Milano, un centro di studi accademici che promuove la conoscenza e la diffusione della musica sacra e del canto liturgico. E a 26 anni mi diplomo in direzione di coro, con specializzazione nel canto gregoriano e musica antica.

Musica, e solo musica?
Beh, non solo. Per sostenere le spese scolastiche, lavoravo come segretaria, per mezza giornata. Ma le restanti ore le dedicavo alla scuola e alle mie prime esperienze di maestra di coro. A 23 anni conosco il maestro Mino Bordignon, è stato l’incontro che ha segnato più di tutti la mia formazione di musicista e il mio modo di intendere la coralità. Durante gli ultimi anni di studio mi ha dato la possibilità di cantare nel Coro Filarmonico di Milano, sotto la sua direzione. Vederlo dirigere, lavorare allo studio del repertorio, formare i suoi coristi alla continua ricerca della verità, della bellezza e dell’armonia, anche dello stare insieme, ha rappresentato la migliore formazione per un futuro direttore di coro. Nel 1994, poi, mi chiama per collaborare con lui alla formazione del Coro Filarmonico di Val Seriana, da lui fondato, voluto e diretto. Per dieci anni l’ho affiancato come maestro coadiutore. Parallelamente all’attività con il Coro Filarmonico di Valseriana, ho proseguito la mia esperienza individuale con altri cori: il primo diretto a 24 anni fu la corale “Santa Lucia” di Cornale, un impegno portato avanti per sette anni.

Poi, direttrice del coro polifonico di “Terza Università” di Bergamo…
Ormai, sono vent’anni che dirigo questo coro che, partito come normale corso trimestrale di Terza Università, in meno di un anno si è strutturato come un vero coro. Ora è composto da 35 coristi e ha una personalità ben definita. A fronte di uno nucleo storico che resiste da anni, c’è sempre un piccolo numero di nuovi iscritti che, non avendo mai avuto nessun tipo di esperienza con il canto e soprattutto con la coralità, deve fare l’iniziale sforzo di imparare i primi rudimenti della vocalità, il repertorio del coro e il liberarsi dal timore di non essere adeguati, e finalmente cantare. Tutto ciò comporta grande impegno e fatica che non tutti sono disposti a sostenere per lungo tempo. Comunque, il repertorio è vario e importante: canti rinascimentali, natalizi, religiosi, popolari e i classici “evergreen”. Una decina le esibizioni annuali del coro, spesso arricchite da letture e proiezioni adatte al tema di volta in volta interpretato. Grande e prezioso il contributo dell’attore Luigi Ravasio di Albino nelle parti narrate. Naturalmente invito tutti a parteciparvi: è una bella esperienza.

Quando l’esperienza con il coro polifonico “Laudate” di Comenduno?
Dirigo il coro “Laudate” da sei anni. E’ composto da circa 25 coristi e svolge principalmente servizio liturgico, con brani religiosi che puntano a solennizzare la liturgia. L’impegno è notevole, con prove una volta alla settimana. Il repertorio è di carattere sacro, ma negli ultimi anni abbiamo introdotto sempre nuovi brani, riproponendo anche la polifonia rinascimentale eseguita a cappella, fino alla tradizione ottocentesca. Anche in questo caso è importante valorizzare le aspettative artistiche, le potenzialità vocali e anche l’ambizione di ogni corista, senza dimenticare però la funzione principale di un coro liturgico che è quello di accompagnare la liturgia con brani adeguati che amplifichino la preghiera e invitino al raccoglimento.

Ed ecco il coro polifonico “Intelletto d’amore” di Bergamo. Ce ne parli.
Il coro è nato nel 2010 come laboratorio dell’Associazione “In-Oltre” di Bergamo, che si occupa di integrazione della disabilità e della fragilità attraverso ogni forma di arte; quindi, anche il canto corale e la coralità. Il coro è formato da circa 30 coristi, per metà con fragilità fisiche, cognitive, psichiatriche, e per l’altra metà rappresentato da volontari e alcuni genitori. Il coro, strutturato nelle tradizionali quattro sezioni (soprano, contralto, tenore e basso), ha repertorio comune a molti cori: brani sacri per i concerti natalizi, brani profani con affaccio sul repertorio cinquecentesco, canzoni armonizzate a quattro voci da una carissima amica, grande musicista jazz, Gabriella Mazza, ma anche brani più ambiziosi.
Con il coro collaborani importanti musicisti della Bergamasca come Fabio Piazzalunga, Francesco Maffeis e Andrea Napoleoni che mettono la loro grande arte al servizio di una realtà incredibile e audace come la nostra, dimostrando che davvero l’integrazione della diversità è possibile in ogni caso, in ogni ambito, veicolata dal linguaggio più universale che esista: la musica.
Mostrare al pubblico, nei concerti, una realtà come questo coro fa comprendere che esistono diverse normalità che hanno uguali dignità e diritti e devono avere uguali possibilità di vita.

Quale parte della sua personalità traspare maggiormente nel suo gesto?
Oltre all’eterna ricerca di un gesto tecnico efficace e giusto per comunicare con chiarezza il significato e lo stile dei brani al coro, mi piacerebbe che possa trasmettere anche la ragione dello studio e della ricerca, e il cuore che mi accomuna a ciascun corista che lavora con me.

Chi è per lei un direttore di coro?
Mestiere secondo me piuttosto difficile! Certamente serve competenza musicale ampia, capacità di coinvolgimento e di motivazione e costanza nel formare coristi, partendo dai primi rudimenti fino a fargli comprendere il repertorio che sta affrontando. Inoltre, senso di responsabilità, capacità di gestire il gruppo, saper valorizzare le singole competenze, disciplina e tensione all’eccellenza. Senza dimenticare che oltre il leggio stanno i coristi: un esteso, unico ma complesso, strumento in carne e ossa composto da molteplici sensibilità, preoccupazioni, punti di vista… persone, prima di tutto.

Quali i prossimi impegni?
La Messa di Pasqua, a Comenduno, con il coro “Laudate”. Il 16 aprile, a Sarnico, e il 12 maggio, a Romano di Lombardia, con il coro “Intelletto d’amore”. E il 19 maggio, presso la Fondazione Carisma, a Bergamo, con il coro di “Terza Università”.

Tiziano Piazza