Un “successo di gruppo”: Albino applaude Sergiu Soroceanu che, seppur non vedente, si laurea in lingue e letterature straniere

Immaginate di dover fare una traduzione in lingua straniera senza poterla vedere, ma solo sentendola leggere da qualcuno. Ora moltiplicate quella piccola “missione impossibile” per le tante traduzioni che in quattro anni vi imbattereste se decideste di laurearvi in Lingue e Letterature Straniere (russo e inglese): capirete quanto sia difficile raggiungere questo traguardo per chi non vede. In Italia i laureati non vedenti si contano sulle dita di una mano. Tra loro, dallo scorso 2 luglio, c’è anche Sergiu Soroceanu, 24 anni, di origine moldave, ma ormai albinese d’adozione, visto che è da ben dieci anni che abita ad Albino.

 

Aveva quattordici anni quando è diventato cieco. Era arrivato in Italia insieme alla madre, badante in città, ma questa aveva dovuto fare rientro in Moldavia per le cattive condizioni di salute in cui versava il marito, che peraltro poi è morto. Sergiu è stato così pian piano accolto nella comunità albinese. A farsene carico, all’inizio, è stata un’associazione bergamasca che cura e sostiene casi problematici di immigrati. Poi, un’altra famiglia si è preso cura del ragazzo, che intanto si era iscritto all’ISIS “Oscar Romero” di Albino. Quindi, dopo un periodo di prova di 15 giorni, ecco che è la famiglia Aquilini di Comenduno che ha aperto la porta della sua casa a Sergiu, che qui si è accasato per quattro anni, fino all’inizio dell’Università, che ha deciso di frequentare, iscrivendosi alla facoltà di Lingue Straniere.

Un grande successo per Sergiu, ma anche per la famiglia Aquilini, che ormai lo considerava il suo “quinto” figlio. Tanti gli aiuti, i sacrifici compiuti per sostenere il ragazzo negli studi. Ma tante anche le soddisfazioni.

Intanto, dal Comune di Albino e dalla Provincia di Bergamo arrivano sostegni economici sostanziosi, che alleviano le difficoltà di Sergiu. Il Comune di Albino gli trova un alloggio e gli sostiene le spese; la Provincia di Bergamo sostiene le spese per la retta universitaria e i libri, che ovviamente sono “speciali”. Gli fornisce anche uno speciale computer. E così Sergiu, anno dopo anno, si laurea: è avvenuto lo scorso 2 luglio. Un grande successo, che è anche un “successo di gruppo”, visto che sono tanti quelli che in città l’hanno conosciuto e frequentato. In primis, i ragazzi e i docenti dell’ISIS “Oscar Romero”, che se lo ricordano bene; ma anche la gente che lo vedeva uscire di casa per dirigersi alla stazione della TEB per andare all’Università, a Bergamo; e anche i suoi tanti amici.

Un “successo di gruppo”, di tutte quelle persone che hanno tifato per Sergiu, hanno scommesso su di lui, l’hanno aiutato e sostenuto, spronato e aiutato a studiare. Certo, con un attimo di pazienza in più, vista la sua situazione. Ma alla fine, con calma e pazienza, superando i limiti della sua disabilità, anche Sergiu ce l’ha fatta. Grazie anche al suo speciale computer, con il quale ha potuto competere con gli altri studenti ad armi pari e a superare le sue oggettive difficoltà.

 

T.P.