Nei loro visi c’è una grande serenità. Nei loro occhi una luce di gioia. Nella loro voce la rassicurante dolcezza. Le donne e gli uomini dell’A.V.O. (Associazione Volontari Ospedalieri) che operano negli ospedali “Briolini” di Gazzaniga e “Pesenti-Fenaroli” di Alzano e al Centro Psicosociale di Nembro possiedono tutto questo, insieme alla serietà verso un impegno che portano avanti con fermezza.
E’ da trent’anni, infatti, che è attivo l’AVO in Val Seriana. I suoi volontari, una cinquantina in tutto, hanno un chiaro obiettivo: aiutare chi soffre, contribuendo ad una crescente umanizzazione delle strutture ospedaliere e di ricovero. Tornando sui presidi ospedalieri, prestano servizio per alcune ore giornaliere, distribuendosi su tutta la settimana. E donano il proprio tempo con gratuità, competenza e fedeltà, sposando appieno i valori di accoglienza, ascolto, sostegno e condivisione. Specifiche attività sono l’accoglienza e l’ascolto, per una terapia di solidarietà e d’intervento nei riguardi della solitudine e del disagio. In altre parole, danno conforto e compagnia ai malati, portando loro sollievo, un sorriso, una mano, ma senza sostituirsi ai medici e al personale infermieristico, i soli titolati a svolgere le cure medico-sanitarie. La loro è un’attività di supporto che si esplica dopo un’adeguata preparazione alla gestione del paziente verso il quale l’approccio non deve mai essere improvvisato.
A tal proposito, è necessario un corso di formazione. E i festeggiamenti per il 30° anniversario di fondazione dell’AVO è l’occasione per lanciare un appello: “AAA cercasi nuovi volontari”, nuove persone pronte a mettersi a disposizione dei malati negli ospedali. Avere nuovi volontari, infatti, significa potenziare l’organico, agevolando i turni di tutti, coprire i turni in maniera migliore, entrare in altri reparti, e soprattutto favorire un ricambio generazionale. L’età media dei volontari, infatti, si sta alzando e nuovi giovani volontari sono oltremodo necessari, per far continuare questa esperienza solidale ormai trentennale.
Per fare i volontari AVO basta essere maggiorenni, avere un po’ di tempo libero e uno spirito solidale, riuscendo a rendere più umano il percorso ospedaliero del malato, ascoltandolo, facendogli compagnia, proponendosi come la spalla a cui appoggiarsi, la mano da stringere che trasmette calore, comprensione e aiuto silenzioso, per lottare contro la sofferenza, l’isolamento, la noia.
Sono aspetti importanti che spesso il personale ospedaliero non può curare per mancanza di tempo e di risorse. Chiunque sia stato in ospedale lo sa: le cure mediche sono fondamentali per guarire, ma i reparti di degenza, i pronto soccorso, gli ambulatori non sono “casa” e spesso danno un senso di smarrimento e di paura. Ecco, i volontari AVO tentano, con il loro servizio, di creare una rete di empatia e protezione che dia sollievo e momenti di tranquillità. Il tutto sempre in collaborazione e sintonia con il personale degli ospedali.
Quindi, “avanti c’è posto”: per informazioni, presentarsi all’ospedale di Alzano, tutti i mercoledì, dalle 9.45 alle 10.30; o telefonare all’associazione (335.5380087 – 348.5293251).

Mario Maffioletti