Ognuno di noi ha un talento nascosto che, però, spesso non viene a galla per diversi motivi. Se, invece, si ha la forza di dare vita alla sua profonda inclinazione, di realizzare il proprio talento, è come se si nascesse ancora una volta e questa nascita trasforma la persona in un personaggio.
Silvano Carrara, di Albino, ha avuto la fortuna di nascere addirittura tre volte. La prima, il 22 agosto 1934, quando è venuto al mondo in modo naturale, terzo di quattro figli di una famiglia di operai, povera ma ricca di spirito, trasmesso a lui e ai suoi fratelli per tutta la vita. Un’infanzia e un’adolescenza difficili, vissute in tempo di guerra e dopoguerra, con tutti i sacrifici del periodo, che i giovani di oggi non immaginano, ma che la vecchia generazione ricorda bene.
Qual è il ricordo più bello della sua infanzia?
“La gioia dei giochi spensierati, quando mi sentivo capace, forte, e la guida dei compagni”.
E il ricordo più brutto?
“Andare a lavorare a 12 anni in una meccanica di Albino, per otto ore al giorno, a volte anche di notte, e vedere altri bambini giocare”.
Ma la meccanica non è stata il suo futuro. A 22 anni, terminata la leva militare a Roma come vigile del fuoco, torna a casa con il diploma di terzo classificato del corso finale su 500 partecipanti. Con questo documento è avvantaggiato nel vincere il concorso comunale di Polizia Urbana a Bergamo, e così diventa vigile.
La sua seconda sua nascita è nel 1963, quando all’età di 29 anni diventa l’allenatore volontario della neonata squadra femminile di pallacanestro “Edelweiss”. Con lui inizia una seria di impensabili successi: in pochi anni la prima squadra arriva a sfiorare la seria A e vince il Trofeo Lombardia per squadre di serie B. Nel settore giovanile è tre volte Campione d’Italia: 1967 (Massa Carrara), 1969 (Udine), 1970 (Foligno). Senza parlare dei numerosi campionati regionali e provinciali. E’ imbattuta in provincia di Bergamo: con le squadre della stessa età non ha mai perso una partita. Un miracolo per una squadra che non aveva nè palestra nè sponsor. Le trasferte si fanno con mezzi propri dell’allenatore, del fratello Ambrogio e di alcuni genitori delle giocatrici.
Dal 1973 al 1983 allena da solo tre gruppi di ragazze di età diversa del “Basket Game”, impegnandosi al massimo, gratuitamente, senza riposo. Tutte le sere, tornato da Bergamo dal lavoro, fa gli allenamenti e tutte le domeniche le partite. Le soddisfazioni sono i molti successi nei campionati: due volte vice-campioni d’Italia (1983, con due gruppi), terzo posto (1981, Brindisi), quarto posto (1982, Porto San Giorgio) e specialmente la marcia trionfale eseguita dalla banda musicale di Albino che nel giugno del 1977 riceve la squadra, vincitrice del Campionato Nazionale dei Giochi della Gioventù a Napoli, e il suo allenatore.
Lasciato l’impegno di allenatore, Carrara, grande amante dello sport, si dedica al footing. Anche qui dimostra capacità innate, tanto da vincere alcune gare FIDAL e 15 medaglie d’oro ai campionati nazionali delle Polizie Urbane nelle specialità di maratonina e campestre.
La pensione porta a Silvano Carrara una terza nascita: nel 1996 compone la sua prima poesia. Essendo amante della natura, della musica, della bellezza in tutte le sue forme, da sempre esisteva nel suo animo la vena artistica. All’età di 62 anni si rivela, esplode, “costringendolo” a scrivere. I primi timidi versi diventano vera poesia e già nel settembre del 1997 riceve il primo riconoscimento, alla rassegna poetica di Vigevano. Da allora pubblica nove libri di poesie e un racconto e partecipa a diversi concorsi poetici. L’apprezzamento del mondo letterario italiano si evidenzia in numerosi premi e riconoscimenti, 174 in tutto, tra cui 48 primi premi e 3 medaglie d’oro: 1998, Accademia internazionale dei Micenei di Reggio Calabria; 2001, Rassegna d’Arte e Letteratura di Viareggio; 2002, Rassegna d’Arte e Letteratura di Bolsena.
Nel 2004 il Centro Divulgazione Arte e Poesia – Unione Pionieri della Cultura Europea (CDAP-UPCE) ha inviato la silloge di 30 poesie di Silvano Carrara “Schegge d’amore”, come parte della raccolta “Poeti d’oggi”, alla Biblioteca Nazionale di Roma e alla Biblioteca Nobelstiftelsen di Stoccolma.

Uomo, chi sei? Cosa sei?
Un pulviscolo del cosmo?
Un seme tra il remoto e il futuro?

domanda il poeta in una delle poesie, entrate nella silloge, spingendo il lettore a cercare la risposta e confrontarla con quella dell’autore.
“Valle di lacrime”, premiata con Diploma “Ecaterina Romanovna Daskova” (2009, Trento, “Edizioni Universum”), è una delle rare poesie italiane tradotte in russo e inserite nell’antologia bilingue “Poesia e cultura”, per essere letta durante una presentazione a Mosca.
Ma il più grande premio per Silvano Carrara, persona di profonda fede, è stato l’invito a partecipare, con altri poeti scelti, all’udienza di Papa Francesco (dicembre 2014) per la consegna del CD con le loro migliori poesie.
In questi giorni è uscito l’ultimo libro di poesie di Carrara “L’Arco della Vita” che l’autore regala volentieri a tutti quelli che trovano il piacere di immergersi nella magia del mondo poetico (tel.035 755360).
Congratuliamoci con Silvano Carrara per le sue tre nascite! E chissà, forse ne verrà anche una quarta.

Tetiana Shevchuk