Dopo la vittoria presso la Bocconi, l’appuntamento mondiale é per fine agosto a Losanna

 

E’ un vertovese da poco tredicenne il campione italiano di giochi matematici per la categoria “C1”, quella riservata alle prime due classi delle scuole medie, e dopo il titolo conquistato il 14 maggio all’Università Bocconi di Milano, il 26 e 27 agosto sarà a Losanna per la finale mondiale a cui parteciperanno anche appassionati provenienti da oltre Oceano.

Si chiama Leonardo Riva e frequenta appunto il secondo anno presso l’istituto Sant’Angela di Fiorano al Serio, ovviamente con ottimi voti in pagella dove compaiono solo 9 e soprattutto 10.

L’affermazione è fonte di orgoglio e soddisfazione per lui, per papà Andrea e mamma Monica, genitori di altri tre figli più piccoli, per tutti i famigliari e per tanti amici rimasti pure un po’ increduli di fronte ad un risultato così importante.

Neppure io ci credevo anche se un po’ ci speravo” dice “Cioè, la speranza era essere nei cinque e qualificarmi per il Mondiale ma non ho mai creduto di poter vincere… Sono stati nominati i primi ottanta classificati e quando non mi sono sentito né quinto né quarto, ho smesso di crederci, anche un po’deluso: non ero neppure negli ottanta! Poi mi hanno chiamato come primo… Ho quasi pensato ci fosse qualcun altro con il mio stesso nome”. Racconta inoltre di come abbia voluto ulteriormente sorprendere i genitori “Zia Susi che mi accompagnava voleva informarli subito ma le ho chiesto di dire che mi ero classificato 76°… Poi mi sono presentato a casa con la coppa!”

In effetti Leonardo arrivava con ottime credenziali all’appuntamento a cui per la categoria partecipavano quasi 800 ragazzi ma su un totale di circa 20.000 partecipanti iniziali altri avevano fatto meglio. Il cammino è infatti iniziato a marzo con la prova on-line per poi proseguire nella fase regionale presso il Liceo Leonardo di Brescia. In entrambe i casi ha risolto tutti gli otto quesiti a risposta aperta proposti ma si è classificato “solamente” 19° e 6° “Non sono velocissimo” ammette “Non per difficoltà nella risoluzione, piuttosto per l’abitudine di ricontrollare sempre molto. Anche nella finale mi sono preso 80 dei 90 minuti concessi

Leonardo ricorda inoltre che già nel 2021 aveva superato le prime due fasi anche se poi, in pieno periodo estivo, ci si era completamente scordati della finale nazionale. “Non era però la stessa cosa!” sottolinea: l’edizione fu infatti interamente on-line e non in presenza con il rischio di aiuti esterni per eventuali “furbetti” e priva della successiva prova mondiale a cui invece lui prenderà parte.

Un risultato eccezionale e da tramandare anche se in casa i giochi matematici sono una tradizione; merito soprattutto di zia Susi che a suo tempo sfiorò l’approdo alla fase mondiale giungendo quarta per l’Italia (in quegli anni si qualificavano solo i primi tre) e che, oggi insegnate di matematica, lo ha accompagnato alla Bocconi dove lei stessa era in gara per la categoria “Adulti”; ad alcune gare aveva però partecipato, con buoni risultati, già nonno Luigi e più tardi fu il turno di altri zii e della mamma che, dopo i brillanti studi con laurea in lettere antiche e master in tessile, segue oggi l’azienda di famiglia.

Determinanti sono state le lezioni della zia e i laboratori da lei tenuti presso l’istituto in cui Leonardo studia “Il quesito più complicato della gara riguardava proprio un’ argomento approfondito: mi è parso quindi più semplice degli altri” spiega “Si, c’è voluta anche un po’ di fortuna.

Prima dell’ impegno in Svizzera, negli ultimi giorni di luglio, Leonardo, che ha anche molteplici altre passioni fra sport e musica (gioca a calcio nel ruolo di portiere, suona la chitarra e da poco pratica karate), sarà impegnato al Festival dei Giochi Matematici di Caldè, sul Lago Maggiore: servirà da preparazione per l’appuntamento mondiale e sarà seguito ancora da zia Susi che vi parteciperà in veste di appassionata.

Una bella passione tramandata di generazione in generazione che la scuola di Leonardo sostiene particolarmente ma che può stimolare chiunque mostrando che più che sforzi mnemonici su formule e teoremi bastano logica, intuizione, elasticità ad esercizio mentale.

Una lezione che possiamo trasferire, in prospettiva, in ogni prova che la vita ci chiama ad affrontare, di fronte a qualsiasi problemi si incontri perché, come lui stesso afferma, “per strade magari diverse ma si arriva sempre a una soluzione”.

Gli auguri sono per l’appuntamento di agosto ma, comunque vada, Leonardo e i giochi matematici possono insegnare molto.

 

Luca Gualdi