L’equilibrio tra uno “sviluppo a tutti costi” e un eccessivo immobilismo

Egregio Direttore

 

In seguito ai recenti seri danni provocati in Valle dall’esondazione del Lujo e delle vallette in esso confluenti a causa delle piogge ora definite eccezionali, ma ricorrenti anche in un lontano passato come documentato dagli studi del Consorzio di Bonifica relativi alle piene catastrofiche del fiume Serio, sento il dovere di lanciare un appello ai nuovi Amministratori comunali.

Vi sono responsabilità che si possono attribuire a scelte non oculate fatte in passato da amministratori poco sensibili a questo problema, dall’ufficio tecnico talora latitante nei controlli, da alcuni geologi compiacenti disposti a inoltrare indebite pratiche di svincolo geologico, da privati cittadini attenti solo a soddisfare gli interessi personali.

Nella variante n.3 della precedente Amministrazione si è riscontrata una certa sensibilità: ha ampliato la salvaguardia delle aree a rischio esondazione, specie in Valle del Lujo, attraverso lo studio del reticolo idrogeologico del comune.

Spesso i cosiddetti “verdi” erano accusati di catastrofismo e di intralcio allo sviluppo in Valle. Ora si possono valutare le conseguenze di scelte deleterie e i costi a carico dei singoli e della collettività.

Invito pertanto i nuovi Amministratori ad essere vigilanti e a valutare il bene comune, per evitare ricadute spiacevoli sulle future generazioni.

 

Marilì Carrara

Il direttore di PaeseMio, come è ormai pratica consolidata, mi ha anticipato una lettera pervenuta alla redazione di modo che fosse possibile replicare subito ed offrire quindi al cittadino una più facile lettura.

Non è mia intenzione aprire una caccia alle streghe e cercare di individuare a tutti i costi cause e colpevoli della recente esondazione del torrente Lujo. Eventi meteorologici eccezionali o scarsa sensibilità e rispetto del territorio da parte di chi ci ha preceduto? Sembra essere questo il dilemma in cui ci si dibatte negli ultimi giorni. Forse, come sempre, la verità sta nel mezzo e, un buon amministratore deve avere l’accortezza e il buon senso di non farsi strattonare da una parte e dall’altra, ma deve invece valutare e analizzare tutte le possibili ipotesi per poi costruire una reale e seria soluzione.

Quando penso alla nascita delle prime civiltà urbane non posso fare a meno di ricordare come l’antica Roma non sia nata sui famosi sette colli, bensì presso l’isola Tiberina, laddove il Tevere era guadabile, primo agglomerato urbano della zona in chiave commerciale. E ancora, i centri agricolo-commerciali della civiltà sumera, poi assiro-babilonese, sorti tra il Tigri e l’Eufrate. Di esempi ne è piena la storia dell’uomo. L’acqua è vita, l’acqua è importante via di comunicazione, l’acqua è fondamentale per l’agricoltura e per l’industria. Certo, poi sta all’uomo saper costruire e sviluppare il proprio spazio antropico nel rispetto e nella salvaguardia del territorio e, più in generale, della natura. Forse il segreto sta tutto qui, forse i sostenitori dello sviluppo a tutti i costi e i cosiddetti “verdi” della lettera della Sig.ra Marilì Carrara dovrebbero abbandonare quelle che sono le posizioni più radicali dell’uno e dell’altro.

Di certo la mia amministrazione si impegnerà nella tutela e nella salvaguardia del nostro territorio, usando non solo il cuore ma anche la ragione ovvero, ricercando quel difficile equilibrio tra uno “sviluppo a tutti costi” ed un eccessivo immobilismo.

 

Il Sindaco, Fabio Terzi