Roberto Zanga, fondatore dell’agenzia immobiliare Zanga Case se n’è andato il 31 marzo scorso dopo una lunga battaglia contro un male incurabile

CIAO ROBY,
alla fine ti sei dovuto arrendere…però hai venduto cara la pelle: i medici avevano previsto per te pochi mesi di vita…e, invece, tu hai combattuto per più di 5 anni, la tua volontà, la tua gioia e voglia di vivere ti hanno portato fino alla fine di marzo…oltre ogni umana previsione.
In questo periodo ho avuto modo di incontrare tua moglie Lara e tuo fratello Guido che mi hanno parlato delle tue doti innate fin da ragazzo, che ti hanno portato a una scelta per niente facile: lavorare di giorno per poi frequentare i corsi serali fino al diploma.
A 16 anni hai conosciuto Lara e hai subito riconosciuto la tua anima gemella che ti avrebbe accompagnato per tutta la tua vita. Con lei hai conosciuto la gioia della famiglia che ti avrebbe accompagnato insieme alla gioia del lavoro. Dalla vostra unione è nato Filippo, ora quindicenne, studente al Romero; molti tuoi amici dicono che sia un tuo clone: effettivamente, vedere le tue foto da giovane e vedere lui, non c’è molta differenza e sicuramente tu vorresti che sviluppasse le qualità che, con il rispetto per il prossimo, hanno fatto di te un serio e stimato professionista.
La tua carriera lavorativa nel settore immobiliare è iniziata per caso, verso la metà degli anni ’90: un giorno tuo padre ha risposto a una telefonata per un colloquio presso un’azienda di Seriate (solo dopo hai scoperto che si trattava di un’agenzia immobiliare). Tu ti sei recato all’incontro pensando si trattasse di una azienda che avesse a che fare con le caldaie…beh, grazie ad un equivoco hai intrapreso la tua professione. Dopo qualche anno di gavetta sei passato a collaborare, come responsabile, con un’altra grande agenzia immobiliare di Bergamo ed infine ti sei avvicinato a casa ma in te serpeggiava un pensiero: aprire una tua agenzia immobiliare.
E qui ci siamo conosciuti… ricordi? Effettivamente ci eravamo già incrociati, ma, a livello di “buongiorno e buonasera”, niente di più! Invece, in un giorno di settembre del 2004, tu mi fermasti per strada come se fossi un tuo amico di infanzia che non vedevi da tanto tempo e mi dicesti dell’apertura di una tua agenzia immobiliare e avevi bisogno di un preventivo per la pubblicità: mi hai trasmesso da subito il tuo sorriso che racchiudeva tutte le tue doti e da quel momento sei diventato un amico più che un cliente. Quando giravo per fare “pubbliche relazioni” trovavo sempre 5 minuti per entrare in ufficio da te: chiacchieravamo, ci prendevamo in giro e spesso andavamo al nostro bar preferito per bere un caffè. Una volta, era estate, con me vi era anche mio figlio, coetaneo di Filippo, tu gli offristi acqua e menta…Ebbene, a distanza di dieci anni lui lo ricorda ancora. Probabilmente hai trasmesso anche a lui la gioia di vivere che trasmettevi a tutti coloro che avevano la fortuna di incontrarti.
Sai, Roby, qual è la tua dote che mi ha colpito di più: non ti sei mai tirato indietro quando potevi fare del bene al tuo prossimo. Anzi: eri più contento tu della persona che riceveva il tuo aiuto. E questo lo so perché l’ho provato sulla mia pelle più volte. Ricordi quanti clienti mi hai trovato per il calendario comunale… e non mi hai mai chiesto niente in cambio, anzi tu l’anno successivo a settembre mi dicevi “non è ora di iniziare a pensare al calendario?”
Infine, per dirti l’uomo che sei stato, io non ti ho mai visto arrabbiato, né per il lavoro né per i gravi problemi di salute che hai dovuto affrontare. E sì che io di “cavolate” sulle tue pagine pubblicitarie né ho fatte… ma il massimo della tua arrabbiatura era: “Guarda cos’è successo……e adesso, chi lo sente il cliente?…beh, la prossima volta stai più attento! Adesso andiamo a prendere un caffè”.
A proposito Roby, scriverti questa lettera mi è costato…non certo per la difficoltà del testo perché le parole, partite dal cuore, sono arrivate con facilità alla tastiera del computer MA, ogni due x tre dovevo fermarmi per soffiarmi il naso e asciugarmi le lacrime…Questa me la paghi, tieniti pronto perché quando ci rivedremo dovrai offrirmi un caffè per ogni fazzolettino che ho consumato…
CIAO ROBY
Con affetto

Paolo Salamoni