Fa memoria della sua storia, almeno quella urbanistica, la comunità di Vertova. Lo storico ponte che supera il torrente Vertova, che all’inizio del paese ha segnato per secoli il suo confine, è stato recentemente rimesso a nuovo, mediante il rifacimento della pavimentazione. Un intervento quanto mai necessario, che permette ora ai pedoni e agli automobilisti di transitarvi con facilità, peraltro su un fondo completamente rinnovato e resistente.
Il ponte è da sempre chiamato dai vertovesi “Ponte di San Carlo”, perché, in un lontano passato, ad una delle sue testate sorgeva un piccolo oratorio, dedicato a San Carlo Borromeo, che in una delle sue visite apostoliche in Bergamasca aveva fatto sosta a Vertova.
Si inseriva nel tratto della strada provinciale che collegava Bergamo con l’Alta Val Seriana e che, passando attraverso l’attuale via San Carlo, superava il ponte e risaliva la via Albertoni per uscire poi dal paese attraverso via San Rocco. Appunto i segni del tempo lo avevano fortemente degradato, e ormai le lastre in pietra serena di Sarnico posate sul suo impalcato nel 1997 era rovinate. Logico, quindi, un intervento riparatore, per restituire al ponte il suo originale splendore e la sua piena funzionalità
L’amministrazione comunale è intervenuta con la sostituzione delle pietre rovinate, inserendo lastre di granito grigio-nero Africa dello spessore di 5 cm, più solide dell’arenaria, che garantisce maggiori caratteristiche meccaniche e, fra le due fasce, una serie di ciottoli di fiume, peraltro di più grossa dimensione dei precedenti.
L’intervento, che ha visto all’opera l’impresa “Grassi Andrea” di Maffeis Luigi & C. di Vertova, che ha provveduto anche all’impermeabilizzazione del ponte così da evitare future infiltrazioni (causa principale delle erosioni delle connessioni e delle stuccature fra le pietre), ha impegnato le casse comunali per una spesa di circa 21.000 euro. Il progetto è stato redatto dall’ing. Roto e ha richiesto l’autorizzazione della Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici.
Il tempo occorrente per il restyling del ponte, chiuso al transito durante i lavori, è stato di due settimane. La sua riapertura è avvenuta l’ultimo giorno dell’anno, con il regolare transito dei pedoni e degli automobilisti.
Il ponte è uno dei segni distintivi della storia di Vertova. Compare, infatti, nel gonfalone del Comune, dove però è disegnato a tre arcate, una delle quali è stata inglobata nella via 4 Novembre, realizzata gli inizi del ‘900 per permettere l’accesso e la movimentazione delle merci al Cotonificio Bustese, aperto nel 1886, che pagò l’opera viaria. Il ponte, poi, compare nella cornice seicentesca della pala d’altare del Santuario di San Patrizio: si vede chiaramente un ponte a schiena d’asino, con tre arcate, diventato poi il simbolo di Vertova.

Sara Nicoli