Un super-atleta, un pluri-campione, che da alcuni anni si è ritagliato uno spazio importante nel panorama sportivo, salendo più volte alla ribalta delle cronache per i suoi risultati. E’ Lorenzo Gritti, 34 anni di… facciamo Vertova, perché è in questo paese che si sente più a casa, ma è originario di Nembro (anche se nato a Trescore), con un passato lavorativo ad Albino (Nord Servizi Comunali, dal 2005 al 2013) e ora residente a Gandino. Geometra, diplomato a Clune, è ora tecnico di manutenzione all’ENEL. Un globetrotter della Val Seriana, simpatico, disponibile, super-impegnato, che ha regalato grandi soddisfazioni ai suoi aficionados, andando a vincere per il terzo anno consecutivo il titolo mondiale di sci d’erba, specialità slalom.
Su di lui i media si sono sbizzarriti: pagine e pagine di articoli, servizi televisivi, interviste, per esaltare uno dei più grandi rappresentanti dello sci d’erba internazionale. Uno che, guarda caso, è “made in Val Seriana”, alfiere di un sodalizio sportivo fra i più fertili della Bergamasca, il GAV Vertova.
Anche la nostra redazione lo intervista per conoscerlo meglio e presentarlo ai suoi lettori, ovviamente facendogli i più sentiti complimenti.

Chi è Lorenzo Gritti?
Beh, direi subito, un grande appassionato di sci, prima bianco, poi verde, cioè prima sciatore sulle piste innevate, poi sciatore sui verdi pendii di mezzo mondo. Come già anticipato, sono nembrese, ma, essendo la mamma di Vertova, ho trascorso parecchio tempo in questo paese: c’erano i miei nonni, ho fatto le scuole elementari, le scuole medie e qui ho ancora tanti amici. E, cosa importante, fin da quando ero piccolo, sono iscritto al GAV Vertova. Credo che avessi tre anni quando ho iniziato a sciare.

Come è stato il passaggio dallo sci sulla neve a quello sull’erba?
Io ho fatto tutta la trafila di un provetto sciatore: baby, cuccioli, ragazzi, allievi, aspiranti,… ma nessun risultato di rilievo. Erano gare FISI, mi divertito. Poi, dopo gli juniores, ecco i giovani. E proprio in questa categoria ho conquistato tre medaglie d’oro ai campionati mondiali nel 2004 e 2005. Nel frattempo, era il 1992, avevo circa 7 anni, ecco che mi è venuta l’idea di provare a sciare sull’erba, tanto per prepararmi e allenarmi per lo sci sulla neve, niente più. Il GAV Vertova aveva già una certa tradizione in questa disciplina, con i vari Yuri, Luigi e Carlo Donini, veri “apripista” di questo sport. Soprattutto Luigi, che lavora ancora adesso, mi ha seguito dall’inizio. Purtroppo, in quel momento sono arrivati i primi infortuni, era il 2006, avevo 21 anni.

Cosa è successo?
Una bella fregatura, infortuni su infortuni, non riuscivo mai a riprendermi completamente. Facevo fatica a recuperare. Stavo male, non riuscivo a tirarmi fuori: veramente anni brutti, con pochi risultati di rilievo, nessuno veramente degno di nota. Poi, quando meno te lo aspetti, ecco la graduale risalita e il ritorno al successo, siamo nel 2016, nelle ultime gare stagionali.

Forza, come è andata, poi?
Beh, ci ho preso gusto e dal 2017 ho sempre vinto la coppa del mondo di slalom. Allora, nel 2017, ho vinto tutti i quattro slalom della massima rassegna iridata: un fantastico en-plein, grazie al quale ho messo nel carniere il prestigioso titolo iridato, cioè la coppa di slalom.
Finalmente! Inoltre, la medaglia d’oro nella “super-combinata” ai campionato del mondo di Kaprun, in Austria; e la medaglia di bronzo nel SuperG.

E, a seguire?
Poi, nel 2018, ancora la coppa del mondo di slalom, con tre vittorie su quattro gare. E quest’anno, a Dizin, in Iran, la terza coppa del mondo di slalom consecutiva.

Una seconda giovinezza sportiva, quindi
Certamente, una continuità ritrovata, quella che fino ad un po’ di anni fa mancava. E una piena maturità sportiva, condita da una forte tenacia.

Lo sci d’erba, una disciplina per pochi addetti. Qual è il movimento in Bergamasca?
Il GAV Vertova è l’unica fucina di atleti dello sci “erbivoro”, ed ha un bel gruppo agonistico: Oltre al sottoscritto, i vertovesi Pietro Guerini e Fabrizio Rottigni e i giovanissimi fratelli Chiara, Marco e Federica Milesi di Dalmine. Spero che dietro a loro possa muoversi qualcosa di più, ma i tempi non promettono granchè.

Cosa manca per lanciare questa specialità?
Siamo “agonisti” sui generis: io, per allenarmi e partecipare alle gare, devo spendere le mie ferie. Inoltre, sono pochissime le piste per lo sci d’erba: a Lanzo d’Intelvi, per esempio, in provincia di Como; ma sono piste che vanno bene per lo slalom; mancano quelle per il SuperG. Se ci fossero piste più lunghe, proprio per i SuperG, forse anch’io avrei ottenuto buoni risultati in questi anni: infatti, vado bene in slalom e gigante, ma non in SuperG.

Quale il sogno nel cassetto?
Beh, semplice, riuscire a vincere la classifica generale, che somma i risultati di tutte specialità. Vedremo nella prossima estate.

Ti.Pi.