Nato a Trescore il 2 febbraio 1938, Lorenzo Pasinetti è dal 2011 presidente del Centro Sociale Diurno Anziani di Trescore. Da sempre residente in paese, è conosciuto e stimato per la sua disponibilità e generosità, ma anche gentilezza d’animo; infatti, ha fatto della solidarietà e dello spirito di gratuità i suoi motivi di vita: il tutto in silenzio, con umiltà, senza clamori. Una bella persona.
Sposato con Ornella e padre di due figlie, Paola e Laura, che gli hanno regalato cinque nipoti, Pasinetti è stato per oltre 45 anni titolare di una tintoria-lavasecco, che si apriva davanti al Palazzo Municipale, attività che lo ha fatto conoscere in tutta la cittadina termale. Diverse le sue passioni, ma su tutte prevale la montagna, grazie anche al fatto che la moglie è originaria di Zambla, a cavallo fra la Val Serina e la Valle del Riso, punto di partenza verso alcune fra le vette più belle delle Orobie. Ovviamente, è iscritto alla sottosezione CAI Trescore, anzi è attualmente il tesserato più vecchio della sezione di Trescore; ma oggi la direzione di Paese Mio “Il Giornale dei Colli” lo intervista come presidente del Centro Sociale Diurno Anziani di Trescore, cercando di comprendere meglio il ruolo di questo gruppo di volontariato.

Tutti la conoscono per la sua tintoria-lavasecco…
Beh, logica conseguenza del mio primo lavoro. Dopo il primo anno di scuola commerciale, a 13 anni sono stato avviato a Bergamo come apprendista sarto. E lì ci sono rimasto fino a quando sono partito per il servizio militare. Anch’io sono alpino, per la precisione alpino artigliere. Dapprima, il CAR a Montorio Veronese, poi tre mesi a San Giorgio a Cremano (Napoli), reparto trasmissioni; quindi, un anno nel 5° reggimento artiglieria da montagna, gruppo Vestone, caserma “Leone Bosin” a Merano. Dopo la “naja”, rientrato a Trescore, ho avuto l’opportunità di acquistare la lavasecco. E da lì ben 45 anni in negozio, fino alla bella età di 65 anni. Poi, il 30 giugno 2002 sono andato in pensione.

E la sua passione per la montagna?
Come dicevo, grazie a mia moglie, che è di Zambla, e ai cognati, ho iniziato ad appassionarmi alla montagna: prima passeggiate, poi scalate: all’inizio, l’Arera, il Menna, l’Aga, l’Alben; poi, montagne più impegnative, come il Gran Paradiso, il Monte Rosa, dove sono salito due volte alla Capanna Margherita, il Pizzo Bernina, il Gran Zebrù, l’Adamello, il Monte Pasquale. Già nel 1965 mi ero iscritto al CAI di Bergamo; nel ’92, ovviamente, alla data della sua fondazione, mi iscrivo anche alla neonata sottosezione CAI Trescore Valcavallina: e per nove anni, fino al 2000, ho ricoperto la carica di vice-presidente, impegnandomi nell’organizzazione di gite ed escursioni, serate tematiche.

E veniamo al suo attuale incarico di presidente del Centro Sociale Diurno Anziani di Trescore…
Ma, è successo tutto quasi per caso. Nel 2010, ho iniziato a fare il volontario al bar. Solo un anno, perché poi mi è stato chiesto di fare il presidente. Ho accettato, e ormai sono sette anni che siedo dietro la scrivania del nostro ufficio, al primo piano della sede di via Lorenzo Lotto.

Qual è la realtà del Centro Sociale Diurno Anziani di Trescore?
Circa 400 soci, che fanno capo ad un gruppo di lavoro di una ventina di volontari, meglio detti “turnisti”, che si alternano nel Centro in varie mansioni: turni di apertura, pulizia, organizzazione di eventi e iniziative. Per la precisione, nel 2016, c’erano 490 soci, lo scorso anno, 450. Ora, è partito il tesseramento per il 2018, ma credo che saremo sempre intorno ai 400 soci. Il Centro è aperto tutti i giorni, anche la domenica, dalle 13.30 alle 18, e dalle 20 alle 22.30. Solo alla domenica non c’è l’apertura serale. Comunque, è un bell’impegno: ben 7 giorni su 7, sempre aperti. Il Centro rappresenta un punto di riferimento importantissimo per gli anziani della città, e non solo, perché chiunque può entrare e intrattenersi con noi.

Quali le attività del Centro?
Intanto, c’è da dire che il Centro è uno spazio veramente ampio, accogliente e gradevole, dove si sta bene e ci si trova bene. Si pensi che mediamente al pomeriggio lo frequentano dalle 180 alle 200 persone. Il gioco delle carte la fa da padrone, ma si possono praticare anche altre attività ludiche, come le bocce, il biliardo e la tombola, per la quale c’è un locale ad hoc, esclusivo, al primo piano. E ben fornito è il nostro bar, aperto a tutti: un bel punto di ritrovo. Sempre al primo piano abbiamo un bel salone, dove durante l’anno si pratica ginnastica di mantenimento, yoga, danza e altro. Inoltre, alla domenica mattina concediamo i nostri spazi per due gruppi di Evangelici. Senza dimenticare le gite sul territorio e i soggiorni marini.

Ma gestire tutto questo non è facile…
Beh, coordinare tutte attività è impegnativo, ma i volontari sono fantastici, soprattutto il “factotum” Marco Sacchetti, e tutto il Consiglio Direttivo, che mi sostiene e che è attivo anch’esso con solerzia e disponibilità. Un ringraziamento particolare al vice-presidente Vincenzo Toccagni e al tesoriere-amministratore Ferdinando Bruschi, ma non voglio dimenticare nessuno del consiglio, tutti si dimostrano generosi e disponibili.

Tiziano Piazza