Macché Cinipide…tutta colpa della Tortrice precoce del Castagno

Si è parlato di “biligòcc dimezzati” alla “Sagra dei Biligòcc” di Casale, andata in onda lo scorso 1° febbraio. Lo si è letto sui giornali e sulle riviste locali. E qui si è data la colpa all’ormai “famoso” cinipide del castagno, la cosiddetta “vespa cinese”. Inoltre, come sottolineato da più parti e in varie occasioni, i volontari del Gruppo Culturale “Amici di Casale” hanno comunicato di aver rinunciato a malincuore a preparare i biligòcc, a causa del “troppo scarto”, mentre, per sua dichiarazione, il “re dei Biligòcc”, al secolo Battista Nicoli, ha deciso comunque di rischiare, conferendo circa 4 quintali di castagne, avvertendo però i suoi estimatori di non poter escludere la presenza di castagne bacate.

 

Fin qui quello che si è percepito sul posto, parlando con i volontari e con i contadini della Valle del Lujo, certamente non avvezzi a termini scientifici, ma sicuri che qualcosa quest’anno ha colpito ulteriormente in maniera negativa i castagni. Poi, a bocce ferme, ecco l’intervento di due esperti, che rispondono al nome di Marco Boriani e Marilisa Molinari, che, in documento informativo, hanno dichiarato che “nè gli “Amici di Casale” nè il signor Nicoli hanno attribuito responsabilità al Cinipide e che la “colpa” di questa situazione è invece da attribuirsi ad una forte infestazione di Pammene fasciana o Tortrice precoce del Castagno che si è avvantaggiata delle alte temperature e della piovosità dell’annata”. “Il Cinipide trasforma la gemma in una galla dalla quale non deriva altro – continuano in un documento informativo – Se una gemma evolve in un fiore e poi in una castagna significa che il Cinipide non ha modificato la gemma, altrimenti il risultato sarebbe una galla e non una castagna. Quindi, con Castagne bacate e/o ammuffite il Cinipide non c’entra nulla. In Val Seriana, poi, sono stati accertati, la scorsa primavera, tassi di parassitizzazione anche superiori al 95%. Ciò significa che l’antagonista Torymus sinensis è ormai arrivato ad un controllo totale del Cinipide. Prova ne sia che di galle lo scorso anno ne abbiamo trovate e raccolte poche e, dove ancora persistono, sono risultate di dimensioni ridottissime e abitate quasi esclusivamente dall’antagonista Torymus sinensis. I 400 kg di castagne conferite dal signor Nicoli sono altresì la dimostrazione che il problema Cinipide (come sanno bene i castanicoltori della zona) è ormai d’importanza secondaria. A Villa d’Adda e al Santuario di Pradalunga (due località molto distanti tra loro) i tassi di parassitizzazione sono risultati essere addirittura del 100% (in campioni statistici di galle non è stato trovato alcun Cinipide)”.

“Cinipide problema risolto? – si legge ancora nel documento – Sì, se gli attribuiamo solo i delitti che ha commesso (oltre a quelli che ha già confessato). Se invece ci dimentichiamo degli altri problemi che affliggono il Castagno e attribuiamo al Cinipide tutto ciò che accade, allora non aiutiamo i lettori a comprendere quello che si sta verificando e l’insetto non sarà mai sconfitto”.

 

T.P.